?

Log in

No account? Create an account
 
 
26 July 2014 @ 10:44 pm
[Kuroko no Basket] Mi casa es tu casa  
Character: Daiki Aomine; Taiga Kagami;
Pairing: AominexKagami { aokaga };
Rating: PG
Genre: General
Warning: shounen-ai
Prompt: Cucina
Word: 836
Disclaimers: I personaggi di Kuroko no Basket appartengono a chi di diritto.
Scritta per la challeng @spokon_69minIta


«Datti una mossa, bakagami, sto crepando di fame!»
Per primo giunge il ringhio di Aomine, direttamente dalla porta della cucina accanto cui ha trovato posto, con le braccia incrociate al petto e addosso ancora i resti di una divisa scolastica di cui la giacca si è persa sul divano, il nodo della cravatta non è che un fastidioso ricordo lontano e i bottoni chiusi della camicia si sono ridotti allo stretto indispensabile.
A seguire arriva lo sguardo che, in realtà, non ha mai abbandonato Kagami dal momento in cui il numero 5 della Touou ha messo piede in casa sua. Taiga li sente addosso, percepisce intangibili carezze avide ed impazienti che seguono la linea della schiena e scendono verso i glutei senza alcun pudore - non che possa anche solo illudersi che Aomine possegga un minimo di pudore, sarebbe pretendere troppo da quell'animale tutto istinti - e la propria mente vaga, schiava di una fantasia che dà forma alle mani di Daiki sul proprio corpo. La cosa buffa del loro rapporto (a parte gli insulti senza fine dentro e fuori dal campo, la frustrazione di Taiga nel non riuscire a superare Aomine ed essere sempre un passo subito dietro di lui, o i sorrisi quieti di Kuroko che sembra aver capito tutto di loro due, anche se loro per primi non capiscono mai niente) è proprio il fatto che sia sempre Daiki a toccarlo, a ricercare il contatto in un modo o nell'altro, con lo sguardo, con le mani, con la bocca e con tutto il resto.
A Taiga non rimane che subire, come adesso che socchiude gli occhi, trattenendo quel tremito appena visibile quando le proprie dita sfiorano la propria spalla, dove uno dei troppi marchi di Aomine è ancora vivo. Un morso. Dannato cannibale.
Prende fiato, ritrovando la propria verve, insieme alla volontà di prendere a calci il ragazzo.
«Chiudi la bocca Aomine e non mettermi fretta. Non te l'ho detto io di autoinvitarti a casa mia, idiota!» si volta agitando il cucchiaio di legno in sua direzione, deciso a farlo sbattere contro il muro dei sensi di colpa per aver invaso il suo appartamento. Di nuovo. Ma tutto quello che ottiene è un sorrisetto arrogante, una scrollata di spalle e la lingua di Daiki che scocca contro il palato, completamente indifferente ai suoi rimproveri.
Bastardo.
Non lo guarda a lungo, il modo in cui è vestito lo disturba, quel suo essere schifosamente sexy standosene solo in piedi in un angolo lo disturba e, ancor di più, i suoi occhi fissi sul bersaglio anche quando non stanno giocando a basket - troppo simili a quelli di una pantera affamata di vittoria.
«Tsk!» sbuffa, scuotendo il capo per tornare alla cena, grato di avere qualcosa a cui pensare, invece di lasciarsi vincere dagli ormoni che quel coglione riesce a mandargli in tilt tanto facilmente - e per un teenager è già problematico controllarli!
Se solo non fosse per—
«E' colpa tua.» il sussurro è vicinissimo, soffiato direttamente tra i capelli rossi di Taiga «Vederti armeggiare in cucina mi fa venire voglia di sbatterti sul tavolo e scoparti fino a farti svenire.»
Le dita lunghe di Aomine hanno seguito la scia che gli occhi hanno tracciato per lui, fino ad afferrare la vita del ragazzo, tirandolo a sé in un gesto in cui manca di ogni gentilezza, perchè Daiki non ha bisogno di essere gentile o dolce o delicato e Taiga non gliel'ha mai chiesto, né ne ha mai sentito il bisogno. Sono altre le cose di cui sente il bisogno quando è con lui, di segni lasciati dai suoi denti affondati nella pelle, della stretta delle sue dita intorno ai propri polsi, dei graffi delle sue unghie e della violenza del suo sguardo possessivo. Eppure, per mero dispetto (perchè essere un teenager che vive da solo e conta solo su se stesso, non significa necessariamente essere anche maturo) insiste nel guardare davanti a sé, verso una cena che sta dimenticando come cucinare e che ora gli appare come un ammasso di ingredienti buttati a caso in una pentola accesa sul fuoco.
«Ma ti vuoi levare?» è un borbottio poco consistente il suo, ma la gomitata nel fianco di Daiki si fa sentire, forte e decisa, strappando all'altro un gemito sibilato.
«No.» per orgoglio rinsalda la presa, mantenendo un sorriso irritante e spavaldo sulle labbra, mentre il proprio mento trova posto alla spalla di Taiga. Invasivo, insistente, pesante. «Ma visto che insisti, stanotte dormo qui, bakagami
Kagami lascia affondare il cucchiaio nella pentola, girandolo per inerzia.
Aomine è asfissiante, è un incendio che divora ogni particella di ossigeno lasciando chiunque boccheggiante e senza forze. Forse è anche per questo che piace a Kagami, perchè è in grado di riempire ogni centimetro dello spazio vuoto di casa sua della sua presenza, di fare a brandelli ogni dubbio, ogni insicurezza di Taiga e sostituirla con un'attrazione incessante.
«Fai come ti pare, ma scordati di dormire con me, coglione.»
«Teme!»
Kagami ama la presenza soffocante ed assordante di Aomine,
«Eheheh.»
ma ci sono momenti in cui preferisce di gran lunga assaporare il dolce gusto della vittoria su quell'imbecille patentato.

[legenda]
bakagami = baka (stupido) + kagami
teme = bastardo

Note: Questa flashfic mi ha fatto capire quanto io sia lenta a scrivere. Da morire! Mi sono rifiutata categoricamente di mantenere la prima stesura della fic buttata giù in poco più di un'ora, però ammetto che è stato divertente. Era da un po' che avevo voglia di cimentarmi con la challenge di spokon_69minIta e, visto come ultimamente mi sia data ad una miriade di anime sportivi, mi è sembrato il momento giusto per provarci, tanto più che per la prima volta sono riuscita a scrivere qualcosa sulla mia OTP di knb.
 
 
Current Mood: annoyedannoyed
Current Music: Me and my broken heart - Rixton