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04 September 2013 @ 09:18 pm
[Superim] Castiel Novak #01 ~ Tokyo Shatterdome. After Sam's death.  
{supernatural + pacific rim au} Headcanon: Castiel è sempre stato innamorato di Jimmy. Poi arriva theotherguy, ma sono cose che succedono.
Quello che riempie la stanza 8-Y del corridoio U7 è un Mistero Irrisolto, che la maggior parte del personale della base chiama John Doe e che alcuni hanno invece ribattezzato, amichevolmente, River.
E' un corpo addormentato da tre mesi, una settimana, sei giorni e una decina di ore; senza identità e senza la forza di respirare da solo. Se ne sta immobile, sdraiato tra le coperte bianche della sala medica 8-Y, attaccato ad un macchinario che ronza ad ogni ora del mattino, del pomeriggio e della notte.
Fino a quel momento.

Castiel non ha mai contestato un ordine in vita sua, è stato un soldato obbediente, un pilota diligente, un figlio devoto e, alla fine, si è trasformato nella marionetta parlante -e neppure troppo- del Generale della base.
Castiel è l'uomo giusto di cui, diciamo, un Generale di un, poniamo caso, Shatterdome giapponese, potrebbe fidarsi, tanto da affidargli le chiavi di quella che chiamano la Ruumurisetto, dargli il compito di resettare le menti dei piloti che, per una ragione o per l'altra, non è il caso ricordino più del dovuto e dargli anche il compito di cancellare l'intera esistenza di un ragazzo in coma, lo stesso ragazzo che un tempo era uno dei migliori piloti mai visti a Los Angeles, ma che ora è solo un ammasso di carne e ossa, abbandonato nella sala medica dell'headquarter di Tokyo.
Castiel è l'uomo giusto a cui, quel Generale, deluso nelle sue speranze di ottenere un pilota eccezionale per il proprio programma di Jaeger, può chiedere di staccare la spina.
E Castiel è entrato nella stanza 8-Y del corridoio U7, per fare il suo lavoro e obbedire agli ordini ricevuti, anche se tutto quello che è riuscito a fare finora è stato fissare il corpo di River e sussurrargli di svegliarsi, prima che sia troppo tardi.
Sa cosa si prova a morire; l'ha sentito nella propria testa alla morte di Jimmy e ha pianto per giorni, fino a ridursi a ciò che è ora: un automa con addosso un vecchio treanch coat di suo fratello, che fa solo quello che gli è stato detto di fare.
C'è solo un bottone a separare River dalla morte. L'indice di Castiel continua a sfiorarlo, senza il coraggio di premerlo, convinto che se aspetterà ancora un po', solo un altro po' (che cosa sono solo altri pochi secondi? Poi sarà tutto finito), lui si sveglierà. Ma ha già aspettato per tre mesi, una settimana e qualche ora e non è mai accaduto; lo ha guardato per tutto quel tempo dallo stesso punto da cui lo guarda ora, in piedi accanto al letto, con un buco nel petto e gli occhi che si fanno più lucidi. Più umani.
Se ne è reso conto subito di provare qualcosa per quel corpo muto ed immobile: quando lo hanno portato lì, fradicio e con pezzi di armatura che gli stritolavano le ossa e, contemporaneamente, tenevano uniti i pezzi del suo corpo, ha creduto (sperato, desiderato, voluto) che fosse suo fratello.
Ma River non ha gli occhi blu di Jimmy, non ha i suoi capelli ordinatamente tagliati di un castano scuro tendente al nero, non ha il suo corpo sottile e le sue labbra carnose, con quello superiore sempre sollevato a mostrare i denti bianchi e dritti. River non somiglia per niente a Jimmy, Castiel invece sì, perché erano gemelli e, scoprire che non era tornato, lo ha distrutto una seconda volta.
Gli ha raccontato di lui, ha parlato di suo fratello a quel John Doe a cui ha cancellato ogni ricordo della base precedente, impiantandogliene di falsi grazie alla tecnologia giapponese e, poco per volta, ha iniziato a smettere di vederlo come uno sconosciuto. Ha iniziato a chiamarlo River, a guardarlo come guardava suo fratello, a sfiorarne i capelli lunghi che macchiano il cuscino di rigagnoli castani e a sussurrargli timidamente di riaprire gli occhi. Non per lui, ma per se stesso. E, sì, magari anche per Castiel.
Vivere è meglio di morire, ma quando non hai più uno scopo, diventa difficile. Diventa insopportabile.
Glielo sta chiedendo anche adesso, di diventare il suo scopo, di guardarlo, di fargli sentire la sua voce, di respirare. Anche solo respirare.
L'indice preme più forte sul pulsante. Sarebbe dovuto essere rosso, nei film, i pulsanti che decidono per la vita o per la morte, sono sempre rossi.
Chiude gli occhi. E' il miglior soldato che un Generale ambizioso possa mai chiedere, ma nessuno ha mai detto che non sia anche un vigliacco.
Infine preme il pulsante.
Quando la macchina che respirava per River si zittisce, il rumore del silenzio gli rimbomba nelle orecchie.
Passano una manciata di secondi prima che liberi la gola di River dal tubo di plastica che lo sta solo soffocando. Non che cambi qualcosa, soffocherà comunque e, quasi subito, il suo corpo inizia ad agitarsi, sobbalza, freme, con la bocca spalancata ed i polmoni sgonfi.
«Mi dispiace.» Castiel deve averlo solo pensato, quando le convulsioni di River finiscono e il ragazzo smette completamente di muoversi.
E' convinto che sia tutto finito, ma per la prima volta, il petto del ragazzo si solleva, da solo, si riempie violentemente d'aria e i suoi occhi si aprono opachi, distanti, eppure ancora vivi.
Il pilota su cui il Generale della base di Tokyo ha scommesso la propria carriera si è risvegliato.
R1V3R è finalmente operativo.
 
 
Current Mood: apatheticapathetic
Current Music: No envy no fear - Joshua Radin