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03 June 2014 @ 10:17 pm
[Doctor Who] Following the mad man with a blue box ~ Day 05  
Characters: Rory Williams; Eleventh Doctor; Amelia Pond;
Pairing: Eleven/Rory {fezturion} ; Rory/Amelia
Rating: pg-13
Genre: Fluff; slice of life;
Warning: slash
Prompt: Kissing
Words: 1.007
Note: E' davvero passato quasi un anno? Davvero, davvero, davvero? Stica'.
Disclaimers: I personaggi di Doctor Who appartengono a chi di diritto.
Scritta sui prompt di [ 30 day OTP Challenge ]
Capitoli precedenti: 01 - 02 - 03 - 04 - 05


Day 05 # Kissing
Lasciarsi rapire dal suono incantato di una cabina blu che racconta di sogni e avventure attraverso una strada tinteggiata di nuove e vecchie stelle.
{ Rory, muoviti, il Dottore è tornato! }
Sorridere ad un invito scritto sulla mano tesa di Eleven, perché lo seguano in quel pazzo mondo che è la sua esistenza; lui, Amy e Rory – tre, come il numero perfetto.
{ Come along, Pond! }
Partire alla volta di pianeti vicini quanto un attimo appena passato o sull'orlo di un universo arrivato alla sua fine.
{ Dove vogliamo andare questa volta? }
Tornare alla vita di sempre, con lavandini riempiti di piatti e settimane di giornali sulla porta.
{ Allora a presto, Dottore. }
E aspettare il ritorno di un alieno, senza mai sapere quando accadrà, per poi ricominciare tutto da capo.
{ Geronimo! }
Ascoltare.
Sorridere.
Partire.
Tornare.
Aspettare.
Aspettare.
Aspettare…

Le campane nella mezzanotte di Leadworth sono un debole sottofondo per la mente di Rory, solleticata dalla voce zuccherata di Amelia. Il babydoll di pizzo nero le ondeggia intorno ai fianchi e lei, nella sensualità di una gatta rossa dallo sguardo languido, si spinge sul corpo del marito, cantando Happy Birthday contro il lobo del suo orecchio, bagnato dalla propria lingua.
Rory si lecca le labbra e le stringe i fianchi – sente ancora in bocca il sapore di cioccolato e rum, della torta di compleanno dalle trenta candeline. Trenta.
{ Possibile che non sia ancora arrivato il momento di tornare, Dottore? }
«Sei bellissima.» il groppo alla gola non gli impedisce di stuzzicare l'ego di sua moglie, rimarcando un'ovvietà.
«Lo so.»
Bella, splendida, passionale Amelia. E lui è così fortunato ad averla che ancora si chiede come sia riuscito a tenerla al suo fianco per tutto questo tempo, invece di guardarla fuggire da sola sulla nave in scatola del Dottore.
A quel pensiero macchiato di nostalgia, Rory riesce quasi a sentire il respiro del TARDIS.
«Non ora!» esclama Amelia che per prima realizza quanto sia vero quel rumore e guarda il centro della camera da letto, dove al candore della parete si intervalla il blu della cabina «Hai avuto un anno e mezzo, un anno e mezzo!, come ti viene in mente di presentarti ora!»
Rory mantiene a fatica la presa sulla moglie, evitando malamente che si scagli contro le porte del TARDIS, ma quando il sorriso fanciullesco di Eleven si affaccia alla soglia e con lui l'odore di un enorme frappé alla fragola che stringe tra le mani, entrambi riprendono a ruotare intorno al Dottore – come due pianeti e il loro sole.
«Che cosa sono quelle facce? Sono stato attento ai mobili questa volta. E ai quadri, soprattutto ai quadri.» le parole di Eleven giungono con un ampio movimento del braccio, lanciando gocce rosate di frappè sul pavimento.
«Non potevi parcheggiarlo fuori?» gli abbaia addosso Amelia, i capelli sono una criniera cremisi, più adatta ad un leone che ad un gatto.
«Amy, sei ancora in…»
«Fuori? E perché avrei dovuto quando voi due siete dentro
«Dottore, non potresti almeno lasciare che mia moglie si…»
«Ed eravamo anche occupati!»
«Eravamo, tempo passato. Ora, quindi, siete liberi e non c'è motivo di urlarmi contro. Ah, ho vinto! Bella partita, dovremmo rifarlo qualche volta.»
«Scusate, possiamo riparlarne tra cinque minuti – il tempo che mia moglie si metta addosso qualcosa di meno trasparente?» finalmente la voce di Rory prende corpo nel discorso tra i due, afferra il lenzuolo su cui sdraiavano e lo getta sulle spalle della moglie, proteggendo quel poco di pudore che ancora resiste in quella stanza e che, sostanzialmente, è il suo.
Eleven gli fa il verso, infantile, anche nel cercare con la bocca la cannuccia di quel frappé recuperato in chissà quale mondo. Non si volta, né si scompone, mentre i due si rivestono, costringendo l'uomo a scivolare giù dal letto per raggiungerlo e voltarlo a forza, con le mani poggiate alle sue spalle e un sospiro pesante. Dopo tutto questo tempo, ancora si stupisce della fatica di avere a che fare con il Dottore.
«Già che ci sei, Rory, non è che potresti venire qui davanti?»
«Eh?»
«Davanti. Qui. Ora. Amy, non starai di nuovo distraendo Rory, vero? Non mi piace quando diventa stupido.»
Rory spalanca le braccia, chiedendo alle sue spalle se l'insulto fosse proprio necessario, ma, oltre al fatto di non poter essere visto, sa già che la risposta sarebbe sì. Lascia perdere, spostandosi di fronte al Dottore ed è allora che il peso della sua presenza gli piomba addosso: prepotente, orgogliosa, prevaricatrice. Invadente. Eleven lo sta baciando, la sua bocca è umida e il suo bacio è appiccicoso e maldestro; sa di latte e fragole, mentre spinge troppo forte contro il suo volto, costringendolo a reclinare il capo all'indietro. Non rifugge quel contatto, è assurdo come, per quanto sia orribilmente sgraziato – così diverso dai baci di Amy –, il cervello di Rory registri il piacere di quel gesto e la lingua curiosa del Dottore che scivola a leccarne le labbra, timidamente, alla scoperta del suo antro.
Se il primo bacio, strappato di sorpresa sulla nave siluriana, era stato un impulso del momento, questo è voluto, cercato, desiderato, e se lo gusta fino in fondo, il Dottore, in quei lunghi secondi di apnea ed esplorazione.
Quando si stacca da Rory, Amelia si è rivestita e può tirare una sventola dietro alla nuca di entrambi, che non è realmente dovuta a quel bacio, quanto al fatto che si siano dimenticati di lei.
Rory incassa il colpo in silenzio, troppo occupato ad impedirsi di volerne ancora un altro. E un altro. E un altro.
Eleven invece sorride ancora, leggero.
«A proposito, anche questo è per te.» afferma, consegnandogli tra le mani il bicchiere di frappé, ormai mezzo vuoto «Niente torta di compleanno, mi dispiace, sono state bandite da Mikvartha, in compenso fanno degli ottimi frappé.»
Torte di compleanno. Mikvartha. Frappé.
L'umano fa ancora un po' fatica a realizzare di che cosa si stia parlando, ma poco per volta e sotto il sorriso divertito di Amelia, finalmente ci arriva anche lui: trenta candeline sulla torta di Amy, trent'anni.
«Buon compleanno, Rory!»
Il grazie si perde in un farfugliare imbarazzato, mentre guarda il Dottore, sua moglie, il Dottore, sua moglie, il Dottore… e, colpevole, non sa decidersi su quale bocca, ora, trovi più squisita.
 
 
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