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20 May 2013 @ 09:21 pm
[Doctor Who] In the space between Ponds  
Titolo: In the space between Ponds
Serie: Doctor Who
Characters: Eleventh; Rory Williams; Amelia Pond; human!TARDIS (nominated)
Pairing: EleventhxRoryxAmelia
Rating: NC-14
Genre: Introspettivo, Sentimentale
Warning: threesome; slash
Words: 900
Note: Rimpiangerò sempre Ninth, ma sono felice di poter affermare con sicurezza che tutto il mio amore incondizionato va all'Undicesimo Dottore e, soprattutto, ai suoi companion, soprattutto a Rory. Da brava slasher convinta sogno la Eleventh/Rory, ma, visto che togliere Amelia dall'equazione si farebbe complicato, ho deciso che questa sarà la mia OT3.
Disclaimers: I personaggi appartengono agli aventi diritto

Era rimasto davanti alla porta della loro stanza per tutto il tempo, interrogandosi sul proprio tempismo.
Il proprio ego avrebbe detto che fosse perfetto, impeccabile, così come ci si sarebbe aspettato dall'ultimo dei Time Lord, ma sarebbe bastato uno sguardo di Amy (la sua Amelia Pond, dal nome ricamato di musica e favole della buonanotte) per ricordargli i suoi ritardi, le sue mancanze e i suoi mille piccoli difetti che lei gli aveva sempre perdonato. Amelia Pond, la ragazza che aspettava e, pazientemente, aveva provato ad aspettare anche lui, allungando alle volte le mani, sfiorando il legno colorato e poi ritraendole quando la loro voce giungeva carica dell'erotismo di una coppia.
Avrebbe dovuto aggiungere un cartello quando aveva chiesto al TARDIS di progettarla, con gli orari di visita e le regole dei coniugi Pond, così che potesse sentirsi libero di prenderli più come suggerimenti -come i cartelli di divieto o le maledizioni di mondi sconosciuti incise su cancelli chiusi da secoli o le indicazioni delle etichette, sul lavaggio a secco delle camicie di Rory- e, quindi, ignorarli ogni volta che ne avrebbe avuto bisogno.
Sfregò le mani, mulinò le braccia e si passò le dita tra i capelli più e più volte, stringendo i denti per intrappolare tra le labbra la voglia di urlare e chiedere pietà.
Non era mai stato bravo ad attenere, non lui che con astuzia si prendeva gioco del tempo, andando avanti e indietro nel suo ciclo continuo, ed era riuscito ad ingannarne la morte dieci volte.
Non lui, che era due volte il numero uno e undici volte se stesso.
Batté la suola delle scarpe laccate di nero sul pavimento di vetro, circondato dai rumori del TARDIS e dai bisbigli di Sexy, che poteva ancora immaginare stuzzicargli la guancia con i denti e farlo ragionare, sulla sua presenza davanti alla porta, con una sola domanda:
Che cosa stai aspettando?
«In effetti... è un'ottima osservazione.» rispose a nessuno, schioccando le dita.
Decise che quello era il momento giusto.
Per un po' dondolò sui piedi, non del tutto convinto, ma, nella stanza riempita dalla camera da letto dei Ponds, le voci si erano fatte silenziose e questo fu un ottimo motivo per invaderla, per tornare insieme a loro.
«Amy e Rory!» esclamò, sorridendo con il sorriso dei bambini, di quelli più furbi che già da piccoli hanno scoperto quanto potere può racchiudere una curva ben fatta sulle labbra.
«Ponds.» aggiunse, quel cognome aveva un fascino magnetico a cui non riusciva a resistere. Avrebbe potuto ripeterlo per giorni -ed era già capitato lo facesse- e non stancarsi mai del modo in cui la lingua rimbalzava sul palato a quel tripudio di consonanti. Era come mangiare un budino fatto di parole e lui ne aveva assaporato ogni lettera, sempre.
Le braccia si erano spalancate, ad abbracciarli idealmente entrambi, fingendo di non sentire i «Doctor!» di rimprovero o di non vedere i gesti esasperati di Rory. In fondo, sapeva, non sarebbe cambiato nulla, lui si sarebbe tirato a sedere sul grande letto matrimoniale, insieme ad Amy, recuperando alla meglio le lenzuola e, in silenzio, avrebbe aspettato.
Ah, il buon Rory, che sospirava guardando l'uomo con cui sua moglie era fuggita la notte prima del loro matrimonio, senza il quale non avrebbe dovuto aspettare duemila anni per sposarla, non avrebbe combattuto, ucciso, non sarebbe morto e poi rinato, per tornare a correre pericoli insieme ad un Pazzo con una cabina blu.
Il fedele Rory, che mosse un cenno indicando lo spazio tra lui e sua moglie, piccolo, alle volte appena visibile a chi sapeva guardare, ma in cui il Dottore si era fatto largo con semplicità, come se gli fosse sempre appartenuto.
Anche Amy sospirò.
«Dottore, vuoi darti una mossa? Non possiamo aspettarti per sempre.» mentì.
Aveva chiesto una sola volta, il Dottore, di essere aspettato, da una bambina che si era fatta donna troppo in fretta, ma che non aveva più smesso di aspettarlo e aveva trovato qualcuno con cui condividere l'attesa. E ne era sempre valsa la pena.
«Oh, Amy.» aveva sempre un sapore amaro il modo in cui Eleven lo pronunciava, con il peso dei secoli negli occhi e il sorriso sgretolato dal ricordo di chi aveva perso e chi si era lasciato indietro.
Ma non i Ponds, si era ripromesso -non i Ponds- mentendo anche a se stesso.
Tornò a sorridere, senza dar loro il tempo di commentare o fare null'altro - d'altra parte, che diavolo, era lui il Signore del Tempo lì dentro!
Con un balzo, si gettò sul letto travolgendoli entrambi, strappando loro gemiti di dolore; non ci fu alcuna eleganza nello schiacciare la gamba di Amy e pesare sullo stomaco di Rory con il proprio gomito, ma aveva ripreso il suo posto tra loro e questo lo rendeva orgoglioso.
Era di nuovo insieme a loro.
Ed il sorriso affacciato al suo volto bastò per ripagarli di ogni attesa e di ogni capriccio, mentre la bocca del Dottore ritrovava quella di Rory, rubandogli un bacio, facendo lo stesso con Amy e di nuovo Rory e di nuovo Amy, baciandoli una volta per sentire sulle labbra il loro sapore e due per mischiarli insieme al proprio.
«Aha, guarda un po', non è meraviglioso? Il Dottore, il suo TARDIS e i suoi Ponds.» rise e in quella risata c'era la meraviglia che solo la bellezza dell'essere umano riusciva a suscitare così forte in lui.
«I miei Ponds.»
 
 
Current Mood: confusedconfused
Current Music: Sigh no more - Mumford and Sons