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12 April 2013 @ 11:41 pm
Just thinking ~ There's always a Second Time  

{superwho}
...in cui sono tornati i Weeping Angels e «Don’t blink. Blink and you're dead. Don't turn your back. Don't look away. And don't blink. Good luck.» ed è la seconda volta in cui i fratelli Winchester incontrano il Dottore, proprio nel salotto della casa di Bobby, dove il TARDIS ha deciso di parcheggiare davanti agli occhi di quattro uomini: Sam, Dean, Bobby e Castiel, tutti lì a fissare la strana cabina blu con quel suo wooo-wooo-wooo inconfondibile.
Non che i Winchesters sperassero di non rivederlo più ma... sì, speravano esattamente di non rivederlo più, dopo la prima volta in cui per miracolo Dean non ha piantato un proiettile tra gli occhi del Dottore quando ha scoperto che aveva distrutto la sua Bambina solo perchè aveva sbagliato strada.

Ora, invece, si aspettano di vedere uscire il Dottore quando la porta del TARDIS si apre, ma quella che si ritrovano davanti è una donna. Armata di scarpa.
«Questo è strano…» commenta Dean, fissando lo sguardo arcigno della donna, che si posa un po’ su tutti i presenti, su di lui, su suo fratello, su Bobby (che ha già avuto modo di commentare con un «Che cosa ci fa quell'affare nel mio salotto?!») e, infine, si ferma su Castiel. A lungo. Molto a lungo. Troppo a lungo.
«E tu chi sei?» domanda lei, avvicinandosi. Ai piedi ha entrambe le scarpe, il che significa che quella che ha in mano viene da un cambio che si è portata dietro e c’è da chiedersi come faccia a stare in quella cabina insieme alle scarpe… e…
«Niente Dottore, questa volta?» chiede Sam.
La donna gli scocca un’occhiata torva, agitando la scarpa, guardinga.
«Ehi, bellimbusto, hai notato che sto parlando io?»
«Eh? Ah, sì… mi scusi…»
«Che diavolo ti scusi, Sam, quella ha invaso il salotto di casa!» sbotta Dean.
Ma la spavalderia serve a ben poco con la donna.
«Ohè!» lo rimprovera e le basta una sola parola –che poi manco è una vera e propria parola- caricata di prepotenza per attirare non solo l’attenzione del cacciatore, ma perfinoi sensi di colpa, come se lei avesse tutto il diritto di stare dove le pare.
«Mi… scusi…» mormora intimidito. Non sarà una versione femminile di Bobby?
«Dov’ero rimasta? Ah sì, stavo parlando con occhibelli. Chi hai detto di essere?»
Castiel reclina il capo.
«Non l’ho detto.» risponde.
«Allora è la tua occasione per farlo.»
Donne umane, tutta un'altra razza.
Prima di rispondere si volta verso i Winchester e Bobby, incrociando i loro sguardi e tutti e tre annuiscono, incitandolo a rispondere, sia mai che la donna decida di usarla davvero quella scarpa, hanno già incontrato abbastanza donne di quel genere per sapere che non ci sarebbe scampo per loro.
«Io sono l’Angelo del Signore.» si presenta quindi, con la solita solennità.
«Un angelo.» ripete lei.
«Esatto.»
Sbarra gli occhi e, di colpo, la stanza viene invasa da un urlo acuto che, davvero, avrebbero preferito risparmiarsi per la gioia dei loro rimpani.
«OHÈ, DOCTOR!»
Oh, fantastico, allora c’è anche quello.
Sfortunatamente sì, era occupato a recuperare qualcosa dal TARDIS da cui solo ora si rendono conto sta provenendo ogni sorta di rumore molesto.
«DOCTOR!» ritenta la donna, riuscendo ad alzare la voce perfino di altri svariati decibel, obbligando i tre a tapparsi le orecchie.
«Ma chi diavolo è questa pazza?!» bercia Bobby.
«Dottore rispondile prima che mandi in frantumi tutte le finestre!» urla Dean e, forse, il Dottore ha sentito la nota di panico della sua voce, perché alla fine spunta ed è ancora esattamente come lo ricordavano, con quello strambo taglio di capelli, il ciuffo ribelle, il volto sottile e gli occhi che puntano curiosi tutti quanti, soffermandosi infine su «Donna?»
Toh, la donna si chiama Donna.
Lei lo scruta per un po’.
«Avevi detto che avremmo incontrato degli Angeli, o sbaglio?» domanda.
Lui annuisce perplesso e lei agita la scarpa verso Castiel, indicandolo.
«E perchè non mi hai detto che sarebbero stati così belli! Ne avrei prenotati un paio da mettere nel giardino di casa, o all’ingresso! O…»
«Donna...»
«O ne potremmo prendere uno per il TARDIS, sarebbe ora di dare finalmente un tocco femminile in tutto quel giallo e tutti quei pulsanti e...»
«Donna...»
«Uh, uh, che ne dici se ne mettiamo uno davanti ad ogni stanza? Ognuno in una posizione diversa, sai, tipo il Pensatore, o...»
La soluzione migliore è continuare a lasciarla parlare e rendersi finalmente conto di dov'è finito questa volta e degli occhi stralunati che lo fissano di nuovo come se sapessero meglio di chiunque altro che lui non è umano, che è più pericoloso di quanto non sembri e che conoscerlo non porta davvero a niente di buono.
Deve ammettere che quei due Winchester ne hanno di istinto.
«Dottore...» saluta Sam, con un tono di rassegnazione «Di nuovo da queste parti.»
Che culo...
«Oh toh, ancora voi. Niente pistole questa volta, vero?»
«Dammi il tempo di prenderle...»
«Ahahah, Dean, Dean, Dean, sempre così simpatico.»
«Ahahah. Non stavo scherzando.»
«Già... beh... è un piacere rivedervi e non essere atterrato sulla vostra auto. Nessun rancore, vero?»
Il ringhio di Dean è sufficiente come risposta, quindi è meglio lasciar perdere e spiegare loro perchè abbia deciso di parcheggiare il TARDIS proprio nel mezzo del salotto, distruggendo il divanetto bitorzoluto e scheggiando il tavolino che gli stava di fronte.
Sì, dovrebbe proprio spiegare loro della presenza degli Angeli e del pericolo che corrono tutti, ma Castiel tossisce, nella disperata speranza di attirare l'attenzione e venir salvato dalle grinfie di una folle che non ha proprio idea di come affrontare.
Una cosa, almeno, è piuttosto chiara: con Donna Noble nei paraggi, nessun Weeping Angel o Angel of the Lord sarà mai al sicuro.
«Doctor ho deciso: questo Angelo viene a casa con me!»

 
 
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