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25 January 2013 @ 01:21 am
[Team Free Folly] Me and the Hunter ~ Imagine  
Oh Gosh, ok, questa è davvero da carie, ma è colpa dell'immagine, o meglio, della didascalia che ho trovato sotto l'immagine e che mi ha fatto venire in mente la canzone di John Lennon.
Dedicated: to rainstormgirl.


Immagina...
Immagina di svegliarti la mattina tra le coperte calde del tuo letto e sentire le sue mani che vagano curiose sul tuo corpo, carezzandolo sotto la stoffa della camicia da uomo che ti copre e che la notte prima gli hai rubato, dopo aver fatto l'amore con lui.
Immagina di sentire le sue dita che scivolano sul tuo ventre, tamburellandovi sopra per dispetto, suonando una melodia che esiste solo nella sua mente e che potrebbe ricreare su tutto il tuo corpo, soltanto per sentirlo tendere e contorcersi per lui, per i suoi tocchi audaci che si fanno mano a mano più intimi, che accelerano il cuore, che rendono bollente il sangue nelle vene e spezzano il fiato.
Immagina le sue labbra, posate lungo la linea del tuo collo sottile, che cercano rifugio sulle tue spalle, mentre con i denti tiracchia il colletto di quella camicia che inizia a dargli fastidio, abbassandola e aiutandosi con le mani per sfilartela, trascinando la stoffa più in basso, per avere accesso alla curva deliziosa della tua schiena nuda e potervi passare la lingua in una scia umida, in una scia bollente che ti fa impazzire, portandoti fino in paradiso e sciogliendo ogni cellula del tuo cervello, ogni neurone ed ogni stilla di lucidità, affondandole nei suoi baci, nelle sue carezze e nel suo corpo che ti sovrasta e si muove piano sopra il tuo, serpeggiando in una danza erotica fatta di respiri e di ansimi e di "Nicole" e di "Dean" e di "Ti prego..."
Immagina...
Immagina che sia stato un sogno, uno splendido sogno in cui lui è lì e ti sorride e ti ama e un po' ti prende in giro e un po' si lascia insultare da te e po' vorrebbe dirti che sei la cosa migliore che gli sia capitata e che gli fai paura, perché le cose belle non durano mai per sempre (e lui e suo fratello lo sanno, dio se lo sanno...), e un po' vorrebbe provare a renderti felice e ad essere l'uomo perfetto per te, anche se la perfezione non esiste... e un po'... un po' tu speri di non svegliarti mai da quel sogno.
Ma il suono della sveglia ti coglie impreparata, facendo sfumare le immagini, i volti, i sorrisi e gli sguardi.
Spalanchi gli occhi nella semioscurità della stanza, il cuore che martella nel petto fa male, il cervello cerca di registrare le informazioni che la vista raccoglie: il comodino, la scrivania sotto la finestra, l'armadio, la sedia su cui hai ripiegato la tua giacca la sera prima e...
«Ehi.»
...e ai tuoi timpani scivola roca la voce di Dean, sveglio da parecchio, che ti guarda sbattendo pigramente le palpebre, sdraiato accanto a te in quel lettino che è troppo piccolo per tutti e due e che costringe lui a tenerti abbracciata per evitare di farti cadere sul pavimento.
L'angolo destro delle labbra è sollevato appena in un sorriso che puoi solo intravedere e che è rimasto lì, su quella bocca carnosa ed invitante, per tutto il tempo in cui ti ha guardata dormire tra le sue braccia, sfiorandoti la fronte in baci leggeri e cullandoti col suo respiro lento.
«Sognavi?»
La domanda è inaspettata e tu non sei pronta a rispondergli.
Sì, sognavi di lui. Ma è troppo imbarazzante dirglielo.
«Forse.» concedi, arrossendo come se ti avessero colto a rubar caramelle.
«C'ero anche io?»
Per quanto strana, ti sembra seria la sua domanda. Lo sai che alle volte ha bisogno di essere rassicurato, che alle volte è infantile, alle volte è irritante e rumoroso e forse anche un po' ingiusto, ma molte altre è dolce, è pronto a sacrificarsi e a mostrare il proprio coraggio, è semplicemente umano.
«Sì.» gli rispondi.
La bozza che dipingeva le sue labbra diventa una curva reale, viva. Ti sorride. Ti stringe e ti bacia.
«Lo sapevo...» mormora, tra i tuoi capelli, compiaciuto ed orgoglioso.
Ed è allora che lui chiude gli occhi, ancora sorridendo, soddisfatto, con l'espressione di un bambino sul volto di un uomo e tu lo guardi, anche se dovresti alzarti per andare all'università. Ne sfiori la bocca con la tua; prima che si addormenti la sua lingua guizza a cercare il sapore che gli hai lasciato sulle labbra e alla fine il sonno lo cattura. Non sogna, non gli capita quasi mai, la maggior parte delle volte sono incubi fatti di anni passati all'inferno, di mostri affrontati da bambino, di pugnali che penetrano nelle carni di Sam, degli occhi di suo fratello senz'anima o di Castiel che affonda lentamente in un'oceano gelato. Non sai se tra quegli incubi ci sei anche tu, ma non te ne ha mai parlato e tu non hai mai avuto il coraggio di chiederglielo, però sai che quando è con te i suoi sono sonni tranquilli. E allora lo guarderai dormire ancora per un po' e ascolterai il battito regolare del suo cuore e le sue labbra schiudersi a mormorare il tuo nome.
Solo per un altro po'...
 
 
Current Mood: thankfulthankful
Current Music: Imagine - John Lennon