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24 January 2013 @ 02:00 am
[Team Free Folly] Me and the Hunter ~ Happy BDay  
Avrei voluto scrivere anche una wincest per il compleanno di Dean, mi mi accontenterò di essere riuscita a finire questa fic, alla faccia di rainstormgirl!
Dedicated: a rainstormgirl e, ovviamente, a Dean Winchester per il suo compleanno.
I personaggi realmente esistenti appartengono a loro stessi; situazioni, location e quant'altro sono totalmente inventati. Supernatural e i suoi pg appartengono a chi di diritto.


24 gennaio.
Che giorno è oggi lo sai e lo sa anche il resto del mondo, che ha pensato bene di riempire fin dall'alba (se non prima) il web con i suoi auguri ad un certo cacciatore amante delle pie, dall'aria sexy ed i sorrisi maliziosi.
Sospiri maledicendo l'ennesimo tweet di una delle ragazze inglesi ritweettate da qualcuno che segui e ancora ti chiedi perché Dean non sia ancora arrivato da te. Te. Sì. Che abiti in Italia, dall'altra parte dell'oceano rispetto ai fratelli Winchester e che conduci una vita ordinaria fatta di università, scuola, amici e, da un po', fidanzato-ammazzademoni. In effetti potrebbe essere quello il motivo del suo ritardo e, al pensiero che il ragazzo potrebbe essere stato attaccato da qualche mostro o qualche demone di turno ti senti quasi male. Nervosamente cerchi il telefono abbandonato accanto al lavello della cucina, cerchi il suo numero in rubrica e lo chiami.
Non risponde.
E quando mai!
Lo richiami, convincendoti che sia perché non è riuscito a sentire la suoneria, anche se è difficile non sentire l'assolo di chitarra della canzone dei Metallica, scaricata proprio l'altro giorno.
Ancora nessuna risposta.
«Dean, maledizione, smettila di farmi preoccupare!» ringhi contro il cellulare, come se fosse colpa sua e si fosse accordato con le fan di tutto il mondo per fartela pagare di aver tolto dal mercato un bocconcino del genere.
Eh, il karma.
Poi dal nulla, senti il rumore di un battito d'ali e prima che ti renda conto del pericolo che stai per correre, un urlo simile ad un "Cass, io t'ammazzo!" precede l'apparizione di un corpo alto centottantaquattro centimetri (e fottutamente pesante!) a mezzo metro da terra, che piomba direttamente su di te, schiacciandoti contro il pavimento.
Il colpo riesce a toglierti il fiato, per miracolo hai evitato di sbattere la testa e perché la mano di qualcuno ha raccolto la tua nuca nel palmo, salvandola da una misera fine e ora, quel qualcuno, ti guarda con aria colpevole e preoccupata.
E' bello lo sguardo di Dean quando si fa apprensivo, la pupilla si dilata appena in quel mare di verde e le labbra carnose si dischiudono lasciando che il respiro scivoli insieme alla voce roca che pronuncia il tuo nome «Nicole.»
Si puntella sui gomiti, rimanendoti sopra, troneggiando sul tuo corpo che sparisce in confronto al suo, più ampio, fatto di muscoli ben disegnati, ora tesi sotto gli abiti.
«Ehi, tutto bene?»
Tu annuisci, cercando di riprenderti e lui sorride, più leggero e infantile.
«Ho avuto un passaggio da Cass, ma deve aver preso male le distanze.» spiega, continuando a starsene comodamente per terra, senza più pesarti addosso, ma rimanendo ad una distanza irrisoria che tanto varrebbe smettere di respirare e lasciare che sia lui a farlo per entrambi.
Inarca entrambe le sopracciglia scure, ammicca, si lecca le labbra e, dèi!, perfino così è lì che cerca di mettersi in posa, come un mancato James Dean nel suo periodo migliore.
«Dean, non è che potresti... sai...» suggerisci tu, fingendo che le sue moine non ti facciano effetto, anche se il modo in cui arriccia le labbra e poi sorride, muovendo quella dannata lingua a leccarsi la bocca mentre non smette di fissarti, fa aumentare la tua temperatura corporea a livelli imbarazzanti.
«Sei sicura? Io sto così comodo.»
«Sono sdraiata per terra, certo che sono sicura!» esclami, spingendolo con le mani contro il petto, convincendolo finalmente a togliertisi di dosso.
Scatta in piedi, dandosi un paio di pacche ai jeans e poi tendendoti la mano, pronto ad aiutarti.
Quando la stringi, ti rendi conto che la sua presa è forte e in un istante ti trascina verso l'alto con una facilità che ti lascia senza fiato e, per la sorpresa non riesci a calcolare bene le distanze, finendogli di nuovo addosso, col volto affondato al suo petto ampio, tra le pieghe della sua giacca.
Ghigna.
«Eri proprio impaziente di vedermi, eh.»
Sì, ma è un commento che si poteva risparmiare, che diamine!
«Spiritoso.» sbuffi, arrossata fino alla punta dei capelli, tirandoti indietro; nonostante tutto sei felice che sia arrivato e un po' credi che lo sia anche lui, perché ha sollevato la mano e le sue dita carezzano la tua guancia, scivolando sulle labbra con il pollice che preme appena su quello inferiore. Istintivamente le schiudi e la tua lingua si spinge a sfiorarne il polpastrello, rendendoti contro troppo tardi di quello che stai facendo. L'ha sentita la tua lingua bagnargli il dito di saliva ed un brivido caldo gli ha già attraversato la spina dorsale, accendendo una scintilla di eccitazione che gli vedi anche negli occhi.
Si china su di te, il volto vicinissimo, il suo naso che sfiora il tuo, ma invece di baciarti si ferma, aggrottando la fronte e affilando lo sguardo, come quello di un animale che ha fiutato il pericolo.
Per un attimo hai il timore che qualche demone abbia scoperto dove abiti e sia venuto a prenderti, o peggio, ad invaderti casa per poi farti subire le ire funeste di tua madre. No! Nononono, fa che non sia un poltergeist! Se proprio devi, posso accettare giusto la presenza di uno spirito vendicativo, ma solo se non gocciola in casa, non fa saltare la luce e non rovina le pareti! Preghi intensamente, negli istanti in cui lo vedi agitarsi, puntando lo sguardo a destra, a sinistra, verso l'alto e poi fermandolo alla volta del forno.
Il forno? Tu quasi ti fai venire un infarto immaginandoti il ritorno della Donna in Bianco, di Hookman o l'entrata in scena di un John Winchester che spacca la finestra con il suo pic-up per salvarvi da un gruppo di Daeva (vi trovate al quarto piano, ma se papà Winchester è riuscito ad avere due figli sexy come Sam e Dean, è chiaro che possa fare qualunque cosa!), e lui guarda il forno?!
Ehi, ma... aspetta un attimo.
Ci metti un po', ma guardando il modo in cui si illumina, intuisci che non si tratta di hunting things, quanto invece del fatto che Dean abbia appena fiutato la pie, quella che hai preparato un'ora fa, insieme ad una cena ormai fredda e chiusa del microonde che è passata inosservata.
Non l'ha notata, ora per lui c'è solo la sua «Pie!» per l'appunto.
La bocca di Dean si è spalancata in un sorriso enorme, più luminoso perfino dei suoi occhi (che sono abbaglianti, di quel verde smeraldo che ricorda i prati d'estate e la glassa dei cupcake alla menta), è così infantile e così felice che ti chiedi se, il giorno del suo compleanno gli anni invece di aggiungersi, non gli vengano tolti.
«Oh babe, tu sai come viziarmi!» esclama, affrettandosi a recuperare la torta dal forno, leccandosi le labbra per poggiarla sul tavolo e ammirarla in tutto il suo splendore. E' un po' bruciacchiata ai bordi, devi ammettere che non è stato il tuo più gran capolavoro, ma a lui non sembra importare e, pronto ad avventarcisi sopra, la guarda come se fosse la fonte dell'eterna giovinezza o la gemella dell'Impala.
«Ehi, fermo, aspetta!» lo fermi tu.
Ti guarda, impaziente e preoccupato.
Non ne vorrai un pezzo, vero? Insomma, non vorrai DAVVERO togliere del cibo di bocca ad un affamato?
Sorvoli sul significato della sua espressione e recuperi dal cassetto una candela, avresti voluto comprarne un paio a forma di numero, ma non sei sicura che Dean si ricordi quanti anni abbia; è stato all'inferno così tanto tempo che alle volte sente di avere l'anima di un vecchio stanco e confuso e se non fosse per te, per Sam e per Castiel (e sì, anche per quelle pazze delle tue amiche) forse sarebbe impazzito tanto tempo fa.
«E quella che è?» ti domanda, genuinamente stupito.
Un po' stupita lo sei anche tu, non ti aspettavi la domanda, mentre affondi la base della candelina al centro della pie, accendendola con un fiammifero.
«E' una candela.»
«Sì, Capitan Ovvio, lo vedo. Ma che ci fa una candela sulla mia pie
«Funziona così ai compleanni, soffi una candela ed esprimi un desiderio.» gli spieghi, paziente, perplessa anche.
Lui ti guarda inizialmente senza capire, poi stranito e per un po' è davvero disorientato.
Ha capito solo in quel momento che oggi è il suo compleanno.
«Oh.» mormora, forse se lo chiede come tu faccia a saperlo e ad essertelo ricordato, ma è un pensiero che non diventa suono ed invece ti guarda, ti scruta con attenzione, facendo danzare lo sguardo dalla torta a te e viceversa, con un'indecisione che tu non riesci a interpretare.
«Dean?»
Stai per chiedergli che cosa ci sia che non vada, ma lui è più veloce.
«Oh, al diavolo!» e, come un avvoltoio, si abbatte su di te, abbracciandoti e cercando le tue labbra con le sue, in un bacio che sa di muto ringraziamento, perché ti sei preoccupata di preparargli una stupida torta in uno stupido giorno che per lui sarebbe stato uno qualunque.
«Dean la torta.» riesci a malapena ad articolare contro la sua bocca, parlandogli addosso e mischiando il tuo respiro ad un ansito leggero che non sai bene se sia sfuggito a te o a lui. Il tuo corpo, intanto, ha già pensato bene di tradirti, si è spinto contro il suo e, involontariamente -ma anche no!-, le tue braccia- si sono sollevate a circondargli le spalle.
Lui tira un'occhiata struggente alla sua amata pie, inarca un sopracciglio e sospira.
«Right.»
Per un attimo sei delusa, ma capisci che c'è qualcosa di strano nel momento in cui le sue mani, invece di allontanarsi da te, rinsaldano la presa e tu ti senti piegare all'indietro, in un casché non programmato che avvicina la tua testa al tavolo, consentendogli di arrivare alla torta con più facilità e soffiare sull'unica candelina presente.
«Ecco fatto.»
Ti ritira in piedi e le sue mani, questa volta, sono già sotto il lungo maglione che ti faceva da abito e i polpastrelli premono contro la tua pelle, rendendola più calda al suo passaggio, seguendo le curve dei fianchi e risalendole con una lentezza estenuante, scoprendo centimetro per centimetro il tuo corpo che ammira sotto la luce artificiale della lampada. Si prende qualche lungo secondo per imprimere nella propria mente la visione di te, vestita solo da un paio di leggings ed un reggiseno e, affamato, la sua lingua guizza prima sulle proprie labbra, leccandole e poi sulle tue, bagnandone il contorno, spingendosi a richiedere l'accesso nella tua bocca e mischiando il suo sapore con il tuo.
Ha un buon sapore, virile e assuefacente e il suo odore è ovunque intorno a te, insieme alle sue mani, grandi, bollenti, che si aprono sulla tua schiena spingendoti contro il suo corpo più saldo e più forte. La sua bocca continua a divorarti, un pezzetto alla volta, come se fossi fatta di pan di spagna e lamponi, come se fossi tu la pie da mangiare e non quella che riposa abbandonata sul tavolo accanto a voi.
C'era qualcosa che avresti voluto dirgli prima di finire in quel modo, ti eri preparata un discorso, la canzone di buon compleanno con tanto di regalo e biglietto d'auguri con la colonna sonora di Carry on my wayward son, ma pensi possa andare bene anche rimandare a più tardi, limitandoti a sospirargli un «Buon compleanno, Dean» che il cacciatore accoglie con una risata soffocata direttamente nella tua bocca.
«Best birthday evà.»

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3 ore dopo.
Tu nel letto, lui nella doccia.
Non staremo qui a ricamare su quanto è successo, rimarrà un segreto tra voi e le pareti della camera.
Ti sei già rivestita, non fosse altro perchè devi ancora dargli il tuo regalo di compleanno e, quando il cacciatore, fischiettando spensierato, spalanca la porta della camera, con soltanto un asciugamano intorno alla vita, tu quasi deglutisci cercando di concentrare i tuoi pensieri su qualsiasi cosa non sia il suo corpo mezzo nudo, le gocce d'acqua che gli attraversano i pettorali seguendo la linea dei muscoli e percorrendo l'inguine prima di sparire sotto la stoffa bianca.
Maledizione, una visione del genere è capace di uccidere!
Cerchi di ricordarti a cosa stavi pensando prima che lui entrasse. Il regalo, giusto, devi consegnargli il regalo e fai anche per prenderlo, nascosto sotto il letto, ti sei piegata sul materasso, hai allungato il braccio, hai sfiorato la scatola quando, per la seconda volta in una sola serata, il suono di un battito d'ali precede il finimondo.
Sei sagome adombrano il soffitto e, in men che non si dica, sei corpi precipitano sul tuo letto, sotterrandoti.
«Il capitano Fuu vi ringrazia per aver viaggiato con la Angel-air!»
«Ragazzina, togliti quel dannato piede dalla mia faccia!»
«Fuu, smetti di calpestare Benny! E... ahio, ma di chi è questa gamba?»
«Scusa, Freyja, vorrei spostarmi ma sono incastrato.»
«Qualcuno mi aiuti, sto soffocando! Perchè io sono finita sotto tutti?!»
«Mi dispiace Ichigo. Vi avevo avvertito che sarebbe stato pericoloso trasportarvi tutti in un colpo solo...»
Se potessi vedere lo spettacolo rideresti per quell'ammasso di gambe, braccia e teste che spuntano un po' ovunque in cima al tuo letto e tutto davanti agli occhi allucinati di Dean che li punta tutti quanti, dal primo all'ultimo, dal vampiro, a suo fratello, all'angelo -l'unico in piedi accanto al letto- arrivando poi alle tue amiche.
«Ma che diavolo vi è saltato in mente?!» tuona, facendo quasi tremare le pareti di casa.
Sei paia di occhi si fissano su di lui, un po' si sente in soggezione per la perfetta sincronia che quel mucchio di imbecilli ha avuto, e, contemporaneamente tutti intonano un: «Happy Birthday, Dean!»
E, dopotutto, è un bel ricordo da portarsi in quel fottuto cuore rattoppato che batte nel petto del ragazzo, è una scena che commuove e fa sorridere e sorrideresti anche tu...
«...addio, mondo crudele... dite a mia madre che le volevo bene...»
se solo non fossi agonizzante, schiacciata da tutta quella marea di gente autoinvitatasi a casa tua.
Promemoria per l'anno prossimo: festeggiare il compleanno di Dean a Timbuctù.
 
 
Current Mood: hungryhungry
Current Music: Carry on my wayward son - Kansas