?

Log in

No account? Create an account
 
 
15 January 2013 @ 11:12 pm
[Team Free Folly] Me and the Hunter  
Per la serie "piccoli feels schiattano" e "vita casalinga con un winchester" e, ancora, "quando la gente non ha un cazzo di meglio da scrivere"...(?)
Dedicated: ai Feels di rainstormgirl, perchè possano schiattare in pace e che questa possa essere solo la prima di tanti piccoli momenti all'insegna del winchesterluv (?).
Ti avevo detto che la mia vendetta sarebbe stata dolce e inarrestabile è_é
p.s. No, non è vero, se sto esagerando dillo che mi fermo all'istante, non vorrei prendermi troppe confidenze y_y
I personaggi realmente esistenti appartengono a loro stessi; situazioni, location e quant'altro sono totalmente inventati. Supernatural e i suoi pg appartengono a chi di diritto.


«Non ci credo! Certe fanfic fanno schifo! E Cass ha davvero il coraggio di dire una cosa del genere?!»
La voce è alta, troppo forse e tu fatichi a trattenere le imprecazioni che tuonano per la stanza, seguite dallo schianto di qualcosa contro il pavimento.
Il rumore è così forte che, perfino distanziati da una parete e da una porta sul corridoio, lui solleva lo sguardo dalla finestra, guardandosi intorno con aria perplessa, in attesa dell'attacco di un poltergeist o dell'apparizione di un vampiro.
Non è preoccupato che accada davvero, ha riconosciuto la tua voce, ma deve ammettere che in certi momenti sembri una dannata Banshee pronta ad attentare ai timpani di qualche povera autrice di destiel o dei tuoi compagni di università quando ti portano all'esasperazione con gli sms più idioti della storia d'Italia.
Il cartone di sale grosso (proprio quello che tua madre ha comprato questa mattina con la raccomandazione di "non farlo finire nelle mani del tuo amico strano, avrà anche dei begli occhi e un bel sedere, ma sono stufa di ritrovarmi i davanzali pieni di sale!") ancora tra le sue dita, viene allontanato dalla finestra e sì, questo significa che domani ti toccherà subire di nuovo gli strilli di quella povera santa donna.
Lui comunque non sembra preoccuparsene, umpf, please!, è Dean Winchester, l'unica cosa che teme è graffiare la carrozzeria della sua baby!
Sospira, tirandosi dritto nei suoi centottantasei centimetri di puro fascino winchesteriano (è scientificamente provato che l'intero albero genealogico dei Winchester sia composto da uomini affascinanti) e rotea gli occhi al soffitto.
«Here we go.»
Ecco, perfino la sua voce è perfetta e, se potessi sentirla in questo momento, forse smetteresti di imprecare contro il portatile che tieni sulle gambe ed eviteresti di lanciare tutto quello che ti capita sotto mano contro la porta.
Quando questa viene aperta, è un miracolo che il libro di filosofia di terza superiore non finisca dritto in faccia a Dean. Ha rischiato grosso, lo sa, ma per fortuna è abituato a cacciare demoni e, negli anni, ha imparato anche qualcosa cosa sul come gestire le donne.
«Stai cercando di affinare la tua scarsa mira?» ti domanda, con un sorrisetto briccone sulle labbra che sparisce non appena il tuo sguardo gli piomba dritto addosso, più affilato dei coltellacci che suo padre usava per tagliare le teste ai vampiri.
Ha imparato qualcosa sul come gestire le donne, ma deve ancora imparare a gestire te. E i tuoi cambi di umore. E il tuo sguardo che non riesce a rimanere duro e indifferente davanti a lui e... oh, ma guarda, alla fine gli stai anche sorridendo, Dio sia lodato.
Avanza più tranquillo ora, recuperando il libro che lascia subito dopo sul comodino, accanto al letto su cui sei seduta, con le spalle contro la testiera e le gambe distese che ti stanno bollendo a causa del portatile.
Il materasso si abbassa sotto di lui quando si lascia pesantemente cadere vicino a te, spingendosi con un ghigno sfacciato contro il tuo corpo, troneggiandoti accanto, con il braccio destro intorno alle tue spalle e la mano sinistra che si impossessa invece del portatile.
«Fine della lettura, babe.» annuncia, mentre tu agiti le mani e mulini le braccia in un tentativo malriuscito di recuperarlo.
Sei troppo piccola e lui è troppo grosso.
«No, aspetta, non avevo finito!» pigoli!
«Quella roba ti fa male.»
«Ma stavo anche twittando con le ragazze.»
«Anche loro ti fanno male.»
Ok, questo forse non avrebbe dovuto dirlo e se ne pente all'istante, imprecando sottovoce con un "fuck".
«Non offendere le mie amiche.»
Eccola lì, la solidarietà tra donne. Dannazione, deve stare più attento, gliel'ha detto anche Benny che, ultimamente, voi femmine umane (alle volte quando il vampiro gli concede poche -e non esattamente richieste- confidenze di ciò che combina con Freyja, gli dà l'impressione di parlare con un documentario) state diventando sempre più complicate.
«Ok, ok, mi arrendo.» ti restituisce il portatile, un diciassette pollici di cinque buoni chili che lui teneva sospeso oltre la propria testa come fosse stato il quaderno degli appunti della secchiona della classe «In cambio però...»
Dovevi immaginare che non fosse finita lì.
«Cos...»
Non fai in tempo a dirlo.
La sua bocca preme contro la tua, mentre il braccio che ti circondava le spalle ti stringe più forte, spingendoti contro di sé, obbligandoti a pesargli addosso e poggiarti contro il suo petto, che è ampio, è caldo e accoglie la tua presenza con gentilezza, quasi fosse fatto solo per tenerti tra le sue braccia.
Cazzate. Dean Winchester è fatto per cacciare, per amare la pie, ringhiare sonofthebitch almeno due volte al giorno e guidare l'Impala insieme a suo fratello, però nessuno ha mai detto che, da qualche parte, non ci fosse posto anche per te.
E quando il bacio viene sciolto, lui poggia la fronte contro la tua, scoccandoti un occhiolino che ti fa diventare più rossa di quanto già tu non sia.
«Allora è deciso, domani si parte per la Costa Azzurra: io, tu, il mare e finalmente tanto s...»
«Dean!»
«What?»
«Fanculo!»
«Ma parlavo del sole, del sole!»
Meglio non indagare, lo sai tu e lo sa anche lui, che ridacchia divertito mentre le sue labbra stuzzicano il tuo orecchio e, più in basso, il tuo collo sottile, la mascella e l'incavo della spalla, intervallando morsi audaci a baci delicati e baci umidi a morsetti leggeri.
Ogni bacio è una piccola deflagrazione al cuore, ogni morso è un neurone del tuo cervello a cui puoi dire addio e, quando la mano di Dean trova spazio al tuo fianco, giocando con l'orlo della maglia che solleva lentamente sulla tua pelle, sfiorandola in tocchi casuali della punta delle dita tiepide, hai dimenticato completamente che cosa stavi facendo e a chi urlavi un attimo prima. Quando il suo respiro caldo si infrange contro le tue labbra, mentre sposta di nuovo lontano il pc, per prendere il suo posto su di te, sostenuto dalle ginocchia puntellate sul materasso, non ti importa più di nient'altro, solo di Dean e della sua voce roca che ti soffia addosso il tuo nome.
Certo, rimarrà sempre quel piccolo problema del sale su ogni davanzale della casa, della bottiglia di acqua santa che tua madre continua a confondere con quella minerale e del fatto che ancora non hai trovato le parole giuste per spiegarle che qualche volta ti capita di ospitare un cacciatore di demoni che va in giro armato di pistole e fucili a canne mozze... ma nessuno è perfetto e se tu sei riuscita a sopravvivere all'esistenza di fanfiction ridicole, magari tua madre...
«NICOLE!»
Err... come non detto.
«Ehm... io ti aspetto qui.»
«Grazie tante, Dean!»
Ti bacia ancora, con quell'espressione infantile e divertita che, in fondo, non riesci a non amare e, poco prima che tu ti conduca al patibolo, dritta verso le fauci di tua madre, lui ti sussurra contro l'orecchio: «Prometto che dopo mi farò perdonare, babe
Dopo questo, sei pronta ad affrontare qualsiasi cosa.