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10 October 2010 @ 09:37 pm
[White Collar] Bonjour  
Titolo: Bonjour
Capitolo: 1 di 3
Serie: White Collar
Rating: PG
Gentere: General
Character: Peter Burke, Neal Caffrey, Original Character
Pairing: PeterxNeal
Conteggio parole: 300
Note: Un caso inventato, con un ladro inventato, senza troppe pretese... anzi, proprio senza nessuna pretesa.
Challenge: Challenge special#8it100
Prompt: Piano
Significato: 2. strumento musicale a corde, percosse da due martelletti azionati da una tastiera, munito di due o tre pedali
Warning: Slash
Disclaimers: I personaggi di White Collar appartengono agli aventi diritto.
Jeremy Boireux è ©Fuuma

Le dita di Jeremy Boireux danzavano come ballerine su quel maledetto pianoforte a coda, portando le note all'amplesso per poi divertirsi a rincorrerle, raggiungerle e non dare mai fine alla musica. Poco importava che l'agente Speciale Peter Burke fosse fermo sulla soglia insieme ad un uomo vestito da damerino almeno da un quarto d'ora, li avrebbe fatti aspettare entrambi, perché lui, semplicemente, poteva permettersi di farlo. I soldi dei contribuenti che davano lavoro all'FBI erano anche i suoi, in fondo.
«Come vi ho già detto, signori» iniziò con pigrizia a soffiare la propria voce, così bassa che per qualche istante si mischiò al suono del pianoforte e Peter dovette attirare l'attenzione di Neal con una leggera gomitata «Quei gioielli di cui parlate, quelle... come le avete chiamate?»
«Le perle di Ariel.» intervenì Neal, con prontezza, assicurandosi di dirlo con il sorriso più sfacciato che possedesse, mentre curiosava con finto disinteresse tra la posta lasciata sul tavolino accanto alla porta.
«Sì, giusto, quelle. Non saprei proprio come aiutarvi.» sospirò annoiato.
Non era un uomo molto furbo Jeremy Boireux, era un francese borioso che si credeva al di sopra della legge, che sapeva suonare bene il suo fottuto pianoforte e che, nel suo paese, giocava a Le Petit Prince: ordinava qualcosa e, in un modo o nell'altro, la otteneva.
Non era la furbizia ad averlo tenuto fuori dalla galera fin'ora, ma il denaro.
«Se le viene in mente qualcosa, qualsiasi cosa, ce lo faccia sapere.» sibilò Peter, con la voglia di mettergli le mani al collo e dare un termine a quella stupida farsa. Invece si impose di rimanere calmo e vomitare tra i denti un freddo «Buona giornata.»
Messieur Boireux annuì, con un disgustoso sorriso fatto di pura soddisfazione, mentre li faceva accompagnare alla porta.
«Oh, lo sarà senz'altro, mes amies

Titolo: Bonjour
Capitolo: 2 di 3
Serie: White Collar
Rating: PG
Gentere: General
Character: Peter Burke, Neal Caffrey, Original Character
Pairing: PeterxNeal
Conteggio parole: 300
Note: Un caso inventato, con un ladro inventato, senza troppe pretese... anzi, proprio senza nessuna pretesa.
Challenge: Challenge special#8it100
Prompt: Senso
Significato: 2. il significato di una parola, di una proposizione, etc
Warning: Slash
Disclaimers: I personaggi di White Collar appartengono agli aventi diritto.
Jeremy Boireux è ©Fuuma

«Possibile che i ricchi siano tutti così? Ragazzini viziati pieni di boria!»
Ogni volta che l'auto si fermava ad uno stop o ad un semaforo rosso, le dita tamburellavano nervosamente contro il volante e Peter si abbandonava ad uno sbuffo irritato, borbottando frasette contro Boireux ed il fatto che ce l'avesse scritto in faccia di essere il Colpevole.
Affianco a lui, Neal lo guardava con aria divertita.
«Peter, Peter, non dovresti prendertela così a cuore.» soffiò paziente.
«Stai scherzando? Hai visto come...» si voltò di scattò verso Neal, con un'occhiata infastidita, che tuttavia, si scontrò con l'espressione tranquilla del truffatore. Troppo tranquilla. «Tu hai fatto qualcosa in quella casa, non è vero?»
Il sorriso del più giovane si aprì sulle labbra, illuminandogli il volto e ne avrebbe anche goduto la vista se non fosse per il clacson dietro di loro che li incitava a muoversi e rimettersi in marcia.
«Non hai idea di quanto si può capire di una persona dalla sua corrispondenza.» miagolò il truffatore, con tono suadente, portando alla luce una busta color avorio che conteneva un biglietto d'invito.
L'Agente spalancò lo sguardo, osservando con crescente piacere le lettere dorate che formavano il nome di una Casa d'Aste privata che aveva agganci con alcuni dei ricettatori che l'FBI teneva sotto controllo da anni.
«Oh sì, oh sì, tu sei...» il suo indice si agitò sotto il naso di Neal con la soddisfazione e l'orgoglio di avere quella canaglia al servizio del bene – che poi, banalmente, significava: al proprio fianco. Non si sprecò a dirgli che era un genio, che era stato bravissimo, che era in questi momenti -e non solo- che lo adorava o chissà quali altri complimenti, si accontentò di lasciarlo gongolare per qualche lungo istante e annuì, facendo manovra.
«Diamo un senso al mio lavoro.»

Titolo: Bonjour
Capitolo: 3 di 3
Serie: White Collar
Rating: PG
Gentere: General
Character: Peter Burke, Neal Caffrey, Original Character
Pairing: PeterxNeal
Conteggio parole: 300
Note: Un caso inventato, con un ladro inventato, senza troppe pretese... anzi, proprio senza nessuna pretesa.
Challenge: Challenge special#8it100
Prompt: Fine
Significato: 1. punto o momento in cui cessa di essere; non è più; termine
Warning: Slash
Disclaimers: I personaggi di White Collar appartengono agli aventi diritto.
Jeremy Boireux è ©Fuuma

Quando messieur Boireux si trovò davanti il distintivo dell'FBI per la seconda volta nello stesso giorno, si rese conto che qualcosa nel proprio piano era andato storto e che quel fastidioso agente ed il suo amico damerino erano riusciti a risalire alla Casa d'Aste a cui aveva affidato le perle perché le rivendessero.
Non era mai stato un uomo furbo e, quando cercò di fuggire dal retro della casa, Peter ne ebbe semplicemente la conferma.
«Signor Boireux, la dichiaro in arresto.» affermò, con il gomito che premeva contro la schiena del francese, disteso sul pavimento di marmo dell'enorme villa.
C'era da ammetterlo, la vittoria aveva un sapore migliore quando gli stronzetti come Jeremy finivano a marcire dietro le sbarre. Peter si leccò perfino le labbra, assaporandola sotto lo sguardo di Neal che, con tutta casualità, aveva poggiato la mano alla sua spalla, stringendola tra le dita.
«Tutto è bene, quel che finisce bene!» esordì infine l'ex truffatore, pronto a calare il sipario anche su quella storia.
«Neal.»
Prima che potesse uscire dall'appartamento, tuttavia, si era scontrato contro il braccio teso di Peter ed il suo sguardo torvo, quello che usava per i rimproveri silenziosi.
«Le perle. Dalle a me.» sentenziò l'uomo.
«Lo sai, potresti avere un minimo di fiducia per una volta.»
Ignorò lo sbuffo di Neal, recuperando il sacchetto di plastica in cui avevano infilato le Perle di Ariel e guardandole sorrise.
«Ora è una Buona giornata
Neal sospirò pensieroso, non ancora del tutto convinto del finale della storia.
Si poteva fare meglio.
Con nonchalance scivolò di fronte a Peter, fermandolo il tempo necessario per allungare le dita verso la sua nuca, tirarlo a sé e sfiorarne le labbra con le proprie, in un fugace bacio rubato.
Infine ghignò furfantesco solcò la porta.
«Oh sì, ora lo è senz'altro.»
 
 
Current Mood: lethargiclethargic
Current Music: God Help The Outcast - Il gobbo di Notre Dame