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07 June 2010 @ 02:06 pm
[Drabble] Original - Harry Potter  
Titolo: Are you afraid?
Serie: Original
Rating: PG-13
Gentere: General
Character: Nemes, Ates
Pairing: NemesxAtes (platonic)
Conteggio parole: 200
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: No - Sì
Prompt: No

Gli artigli del Lupo si ritrassero, insieme al pelo nero, alle zanne ed al corpo massiccio dell’animale.
Rimase soltanto l’Uomo con la sua maledizione, uscito dall’ennesima notte passata come una bestia selvaggia. Arrancò verso il letto del fiume che attraversava i propri domini e si abbandonò alle fredde braccia della corrente che ne circondò il corpo nudo, lavando via polvere e terra.
Alzò stancamente lo sguardo di zaffiro sul volto fanciullesco di Ates. Rimasto a riva, gli occhi cremisi del Bambino d’Argento non avevano smesso di osservarlo e seguirne attenti ogni movimento.

«Ora che hai visto in cosa mi trasformo, hai paura di me?» gli domandò Nemes, immobile al centro dello specchio d’acqua, nell’immagine della possanza di una statua di marmo.

Ates si alzò sui piedi nudi, muovendo il primo lento passo verso il fiume, quasi fluttuando nella sua bellezza eterea e, quando fu abbastanza vicino, l’acqua reagì alla sua presenza, sollevandosi come fosse la Luna ad attrarla e ad innalzarne la marea.
Con gentilezza le onde lo condussero al Conte Immortale.
Allungò una mano dalla pelle candida, quasi trasparente, e la affondò in una carezza tra i suoi capelli lunghi, senza conoscere realmente il significato del proprio gesto.

«No.»

Titolo: Where the mountains touch the sky
Serie: Original
Rating: PG-13
Gentere: General
Character: Nemes, Ates
Pairing: NemesxAtes (platonic)
Conteggio parole: 250
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: No - Sì
Prompt:

Erano passati anni da quando le loro strade si erano incrociate e le loro anime si erano sfiorate, scoprendo un’alchimia che li aveva da subito legati l’uno all’altro con fili invisibili e indistruttibili. Ates aveva seguito l’Uomo Lupo, ottenendo un posto stabile nelle stanze del suo castello, imparando usanze umane che fin’ora gli erano sconosciute, abbeverandosi di ogni piccola esperienza, come un bambino che cresce, anche se quello non era che l’aspetto esteriore del Figlio della Luna.

Affacciato ad una delle imponenti finestrate dell’ala ovest del castello, teneva lo sguardo carminio rivolto verso una luna che andava eclissandosi, per lasciare il posto al sole e ad un nuovo giorno. Al suo fianco, Nemes tornava umano, ergendosi nell’imponente eleganza del suo corpo umano, senza vestiti e senza vergogna; lo sguardo grigio –incatturabile come le nubi- si spostò sul fanciullo, voltato a sua volta per guardarlo, in piedi ed altero, con la schiena tenuta ben dritta, così grande e così piccolo.

«Ora mi accompagnerete nel luogo in cui le montagne toccano il cielo?» gli domandò la sua voce di bambino, anch’essa bianca come lo era tutto di lui, priva di colore e priva anche di umanità.

Il Conte raccolse la nuca argentata del fanciullo nel palmo della mano, tirandolo delicatamente a sé per chinarsi su di lui a sfiorarne la fronte bianca con le labbra, forse intenerito dall’ingenuità di una creatura magica e secolare convinta che esistessero montagne tanto alte da potergli permettere di sfiorare con mano la sua amata Luna.

«Sì.»

Titolo: Pardonné moi
Serie: Original
Rating: PG-13
Gentere: Angst
Character: Julian Maunier, Morgan Lestrange
Pairing: MorganxJulian (platonic)
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Offuscato - Definito
Prompt: Offuscato

Iridi spente, svuotate dalla vista, al di sotto di lenti speculari che regalano il riflesso di se sessi a chi le guarda.
Arranca, sostenendosi ai muri grigi degli edifici di Praga, diversi ed identici a quelli della sua Parigi da cui si è allontanato ancora una volta, incapace di convivere a lungo con gli odori, i sapori ed i ricordi che nascono dal cuore della Francia.
Allontanandosi così anche da lui.
Abbandonandolo con la promessa che sarebbe tornato. Come sempre. A condividere un’esistenza eterna e a dimezzare la solitudine di una vita immortale.
Il soprabito infangato pesa sulle spalle di ragazzo, ventunenne da una vita.
La pelle fatta del pallore della luna, di un corpo senza alcun calore, si è sporcata di quel sangue che ogni notte va cercando, mischiato al proprio che cola da due fori che penetrano il collo sottile.
Morso dai suoi stessi simili.
Cade ed è come se le proprie ossa si infrangessero contro l’asfalto bigio, incapace di rimettere insieme i pezzi.
Sta morendo -per la seconda volta-, non è vero?
È grato solo di non possedere una vita, così che non possa vedere le immagini che lentamente si offuscano fino a perdersi. Morirà con l’oscurità negli occhi.
Morirà col rimpianto di aver infranto una promessa, l’unica fatta in vita sua.

«Perfino gli Umani ne sono consapevoli: il mondo è piccolo. Vi basterà chiamarmi ed io tornerò da voi.»
«Giuralo.»
«Lo giuro.»
«Su cosa?»
«Su di te, Morgan.»



Tra i suoni ormai ovattati, lo sente il richiamo di Morgan, è come se la voce suadente dell’Anziano colasse direttamente nel suo orecchio.

«Ci hai messo troppo a tornare questa volta.»
«Avrei potuto non tornare e basta.»
«No, invece, non avresti potuto. Hai firmato un contratto.»



Ma, per quanto lo chiami, Julien non risponderà più…
«Pardonné moi, avocat…»

Titolo: Pardonné moi
Serie: Original
Rating: PG-13
Gentere: Angst
Character: Julian Maunier, Morgan Lestrange
Pairing: MorganxJulian (platonic)
Conteggio parole: 250
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Offuscato - Definito
Prompt: Definito

Il suono incessabile della pioggia ricrea forme ed immagini, picchiettando ritmicamente su ogni superficie e dando totale definizione ad un mondo che appariva come un’unica macchia nera agli occhi vitrei del giovane Vampiro francese.
Immobili, al centro di una piazza grigia in una città qualsiasi, tra decine di ombrelli senza colore e gente sconosciuta che si affretta a cercare riparo altrove, i Mostri della Notte si scrutano in un silenzio divenuto sacro. L’uno di fronte all’altro, distanti un passo soltanto, con il vento freddo che passa loro in mezzo ed estranei intorno che li evitano, scivolando lontano, come respinti dalle ombre nere che circondano e ricreano i loro corpi fatti di pura perfezione.
Le labbra del più Giovane si curvano in un sorriso simile ad un sogno lontano e, lentamente, prende forma davanti a lui, una figura che fin’ora non era mai riuscito ad afferrare nella sua completezza. I capelli bagnati di Morgan che come petrolio colano a rigargli una fronte liscia ed ampia, incollandosi e seducendo il collo scoperto, le spalle forti dell’Anziano coperte da strati di stoffa pregiata fabbricata in Italia, il corpo dalla muscolatura asciutta e scattante, slanciato e virile. E poi il naso dritto, gli occhi dal taglio sottile che danno profondità ad uno sguardo magnetico ed una bocca piegata appena in un sorriso sprezzante che mai si mostra per intero.
Sotto la pioggia, gli occhi ciechi di Julien tornano a vedere ed osservano, pieni di meraviglia, il volto centenario di Morgan Lestrange.
«Siete bellissimo, avocat


Titolo: Normality
Serie: Original
Rating: PG-14
Gentere: Introspective
Character: Justin Black, Tarquin Lawrece
Pairing: QuinxJustin
Conteggio parole: 100
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Previsto - Improvviso
Prompt: Previsto

Previsto era lo sguardo da cucciolo abbandonato di Justin, quando gli ringhiava che non ne poteva più di lui e che se ne poteva andare anche a fare in culo insieme all’ennesima ragazza rimorchiata per gioco.
Previsto erano i tentativi di Justin di fargli cambiare idea, i suoi insulsi “Ma, Queen of my heart, pensa al nostro futuro bambino! Non vorrai che nasca e si ritrovi già senza padre!”
Previsto, soprattutto, era la fatica che Quin avrebbe dovuto fare per spiegare al suo ragazzo che, non solo erano due maschi, ma che ovviamente nessuno dei due sarebbe potuto rimanere incinta!

Titolo: Normality
Serie: Original
Rating: PG-16
Gentere: Introspective
Character: Justin Black, Tarquin Lawrece
Pairing: QuinxJustin
Conteggio parole: 100
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Previsto - Improvviso
Prompt: Improvviso

E poi c’era l’Improvviso.
Inaspettato.
Fulmineo.
Improvviso era il battito del proprio cuore quando le dita di Justin si allacciavano al proprio polso e lo tiravano a sé, circondandolo in un abbraccio che profumava di capelli rossi e occhi di smeraldo - assurdo.
Improvviso era il “Ti amo” che gli galleggiava nella testa, mentre Justin lo conduceva per mano verso la loro stanza, sussurrandogli sulla bocca di prenderlo tutta la notte.
Improvviso, soprattutto, era la forza con cui Quin lo gettava tra le lenzuola, con la sola voglia di possedere il suo corpo fino a tatuargli addosso il proprio nome.

Titolo: Loose him
Serie: Original
Rating: PG
Gentere: Angst
Character: Justin Black, Tarquin Lawrece (nominato)
Pairing: QuinxJustin
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Perdere - Ritrovare
Prompt: Perdere

Settanta metri quadri per un bilocale al centro della Grande Mela.
D’affitto non spendono neppure così tanto quanto ci si aspetterebbe da una palazzina decente, abbastanza lontana dai malfamati ghetti di New York e vicina invece alle Black Industries, dominio di quell’adorabile arpia della Signora Black.
L’arredamento è semplice, nonostante Ophelia abbia voluto metterci lo zampino con quell’orribile porta, che neppure può considerarsi tale, fatta di tanti filamenti, appesi allo stipite alto, dai colori psichedelici che formano il disegno del simbolo della pace, lo si può considerare un posticino accogliente.
Perfetto per trovare rifugio da una giornata stancante passata a prendere appunti all’università –e addirittura a scrivere i compiti per casa da solo e sul proprio diario!- e, nel mentre, scoprire anche che nessuno si è degnato di preparare il pranzo anche per lui.
Ma nel momento in cui Justin Black mette piede nell’appartamento che condivide con il proprio ragazzo, tutto viene gettato alle spalle e a risuonare nel salotto è soltanto la sua voce piena di sfacciata allegria, arrogante, sì, perché pretende sempre di contagiarci anche gli altri.
«Queen!» chioccia, chiamando un ragazzo che in realtà si chiama Quin. Tarquin Lawrence. Un nome ridicolo, ma è sempre meglio di vedere la sua figura slanciata, dai capelli neri ed ordinati e gli occhi di un blu profondo, che risponde al nome di Regina.
«Queen?» Il problema è che Quin non risponde proprio.
Il problema è che, quando le lunghe gambe di Justin lo portano alla camera da letto pronto a tuffarsi tra le braccia dell’altro, il sorrisetto strafottente che ha di solito stampato in faccia svanisce. Perduto. Davanti ai cassetti svuotati e a un armadio vuoto.
«Non è divertente, Quin… Non lo è per niente…»
Tutto quello a cui riesce a pensare è che, in qualche modo, lo ha perso.

Titolo: I'll come
Serie: Original
Rating: PG
Gentere: General
Character: Tarquin Lawrece, Justin Black (nominato)
Pairing: QuinxJustin
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Perdere - Ritrovare
Prompt: Ritrovare

Nuova Luxor.
Tra tutti i posti che poteva scegliere, con tutte quelle belle città europee che non aspettavano altro che di essere visitate, lui è andato a rifugiarsi in Giappone, in una città che pretende anche di farsi passare per un luogo greco, perché non era sufficiente imitare tutto ciò che c’è sul mercato e riempire il mondo di Pikachu e cazzate simili.
Dopo quattro mesi, fortunatamente, ha smesso di stupirsene e ha anche iniziato a masticare qualche frase di giapponese. È sempre stato abbastanza portato per le lingue e anche per tutto il resto a dire il vero.
«Ohayou gozaimasu.» pronuncia incolore, uscendo dall’appartamento che ha affittato, scivolando oltre la figura della padrona di casa che risponde con un sorriso ed un inchino.
Le giornate sono tutte uguali: università, part-time, poi di nuovo a casa. Ha conosciuto gente, facce che trova piacevoli, altre seccanti ed altre ancora che ha già dimenticato.
Si è convinto di starsi rifacendo una vita, nonostante ogni santo giorno, Ophelia non perda occasione di chiamarlo per dirgli quanto le manca e che, se deve unirsi a qualche groupie, può farlo in America. Sua madre non capirà mai che non se ne è andato da New York per inseguire un qualche gruppo rock nei loro live oltreoceano!
È raro che qualcun altro lo chiami oltre lei, per questo quando accade, fissa stranito il display del cellulare che riporta Numero Privato.
«’llo?» biascica portandolo all’orecchio, il tono incolore di un pupazzo di neve.
Ma, quando dall’altra parte della linea una voce familiare gli risponde, il cuore perde un battito e le dita affusolate si affrettano a chiudere lo star-tack, chiudendo anche la chiamata.
Quin non ha dubbi.
Era una voce che riconoscerebbe tra mille, soffiata via in un suadente «Sto venendo a prenderti.»
Justin lo ha trovato.

Titolo: Ya 'n' Me
Serie: Original (Poison Taste)
Rating: PG
Gentere: General
Character: Cain Sakurazuka, Akito Ono
Pairing: AkitoxCain
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Privato - Pubblico
Prompt: Privato

Quattro pareti.
Una chitarra poggiata al muro.
Una porta.
E una finestra spalancata.
L’aria era quella primaverile, profumata di ciliegi, una qualche varietà esistente solo in Giappone e che cresceva intorno all’appartamento dei Poison Taste.
Poi veniva la pioggia. Quella grigia, quella rumorosa. Quella che odiava.
Davanti ad una porta che aveva richiuso silenziosamente alle proprie spalle, Cain osservava il corpo disteso sull’unico letto della stanza. Il lenzuolo bianco gli scivolava morbidamente addosso, ridefinendo le forme di un ragazzo addormentato dai capelli tinti di biondo.
Avanzò sulla punta dei piedi nudi, fino a raggiungere il materasso su cui si piegò il ginocchio, per poi permettergli di scivolare tra le coperte e poi al di sotto.
Un allarme invisibile scattò nella testa del chitarrista ed un occhio ambrato si spalancò di colpo. Osservandolo.
«Che cazzo ci fai qui, Sakurazuka?» ringhiò, quando al primo occhi si aggiunse anche il gemello «Vattene dalla tua puttana preferita e lasciami dormire.»
Si aspettava una risposta. Una qualsiasi, condita di veleno ed arroganza.
Ricevette solo uno sguardo fisso, mentre le labbra del vocalist si erano schiuse per lasciar cadere nel vuoto una frase mai iniziata.
Tornò a chiudere gli occhi, per non dover più essere costretto a vedere il suo volto ed un’espressione che chiedeva, senza parlare, di poter rimanere con lui una notte soltanto.
«Sparisci.» soffiò, sprezzante.
Anche se le mani callose avevano già trovato la vita sottile di Cain e l’avevano circondata per tirare il suo corpo esile a sé, racchiudendolo in un abbraccio.

Titolo: Ya, Me 'n' They
Serie: Original (Poison Taste)
Rating: PG
Gentere: General
Character: Cain Sakurazuka, Akito Ono, Toshimasa Ono
Pairing: AkitoxCain
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Privato - Pubblico
Prompt: Pubblico

Esplosioni di note.
Elettricità a vibrare nelle vene e scoppiare nel cervello.
Musica. Musica. Musica!
Accompagnata dal battito delle mani di un pubblico impazzito che urlava, cantava e si agitava insieme alla band sul palco. Poison Taste, lussuria intinta nel veleno.
Voglio solo strapparti l’anima, my love. Recitava il testo, metà in giapponese e metà in un inglese che l’inclinazione americana del vocalist trasformava in parole strascicate, che si rincorrevano l’un l’altra prima di riprendere con la facilità di un trasformista l’accento orientale.
Chitarra e basso urlavano all’unisono, combattendosi e facendo l’amore insieme alla voce del cantante, Cain, che rigettava la sua malia in canzoni scritte apposta per lui, perché desse vita alle parole e le muovesse intorno ai corpi di chi lo ascoltava, imbrigliandoli in catene argentate ricoperte di spine che infilzavano la pelle.
Si muoveva suadente in mezzo a ragazzi gemelli belli quanto vampiri che con le corde dei loro strumenti succhiavano le anime per poi donarle al giovane dio dagli occhi d’ametista ed oro.
Si strusciò contro la schiena di Toshimasa, facendo le fusa come un gatto, mentre rideva cantando il ritornello, sotto lo sguardo freddo di Akito, che ricacciava in un buco nero il proprio disgusto.
Ruotò su se stesso, avanzando nella grazie di un felino verso di lui, iniziando a spingerglisi addosso ancora e ancora, danzandogli intorno con le movenze di un gitano e cantando per lui soltanto, nonostante ci fosse un intero pubblico ad ascoltarlo.
«Torna da quello.» gli sibilò Akito, mentre la chitarra elettrica ruggiva rabbiosa tra le sue mani.
Cain sorrise, avvicinando le labbra al volto immutabile del chitarrista.
Bisbigliò al microfono, piegato alla guancia, ed all’orecchio di lui le parole della propria canzone, allontanandosi soltanto dopo l’ennesima risata, tra le urla adoranti dei loro fan.

«Voglio solo strapparti l’anima, my love.»



Titolo: Family Dispute
Serie: Harry Potter (original character)
Rating: PG
Gentere: Commedy
Character: Zachary MacIntyre, Petra Wolf, Spades & Fulton
Pairing: ZacharyxPetra
Conteggio parole: 300
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Caos - Ordine
Prompt: Caos

Erano una coppia.
Marito e moglie.
E, come ogni coppia, avevano i loro litigi, fatti di occhiate irritate, di sibili incattiviti e di minacce seguite da lanci di incantesimi che puntualmente si schiantavano contro il quadro preferito di Petra o la custodia del violino di Zachary.
Molto spesso, però, capitava che i due gatti di famiglia prendessero parte al litigio, scendendo in campo per difendere l’onore del loro padrone ed iniziando a soffiarsi contro e a prendersi a zampate.

«Razza di troll peloso porta il tuo pesante fondoschiena lontano da Spades.» ringhiava allora Zachary, puntando con la bacchetta il pesante Fulton, quando questi aveva la pessima idea di lanciarsi sul micetto più piccolo, schiacciandolo.

«Microbo tigrato smettila di usare Fulton come un cavallo e scendi da lì!» ordinava invece Petra, agitando la propria bacchetta verso Spades, le volte che si aggrappava con gli artigli alla schiena dell’enorme gattone.

Alla fine, costretti a prendersela con i due famigli, mettevano da parte ogni divergenza tra loro e si recavano in camera, per consumare la loro tregua tra le lenzuola del letto matrimoniale.
…e ricordare con orrore che i due gatti avevano l’abitudine di rifarsi le unghie con le federe del letto, le lenzuola, le cassettiere, i comodini, gli armadi…

«Petra… questa volta lascio a te l’onore.»
Lei annuiva e, in mezzo ad una stanza divenuta una sorta di campo di battaglia per felini nani od obesi, si udiva soltanto il sibilo di una bacchetta che fendeva l’aria, accompagnata dalla sua voce:
«Cruciatus!»

Titolo: The order of things
Serie: Harry Potter (original character)
Rating: PG
Gentere: Commedy
Character: Zachary MacIntyre, Petra Wolf, Gemelli MacIntyre
Pairing: ZacharyxPetra
Conteggio parole: 200
Challenge: Challenge special#7it100
Coppia: Caos - Ordine
Prompt: Ordine

Per ogni cosa c’era un ordine ben stabilito. Preciso. Assoluto.
Lo decideva nella sua testa, programmando ogni minimo dettaglio con morbosa minuzia perché nulla fosse lasciato al caso. Neppure gli imprevisti.
Il segreto era lo stesso degli scacchi: trovarsi tre mosse più avanti dell’avversario, qualsiasi esso fosse e qualsiasi fosse la partita che si stava giocando, soprattutto se quella partita, in realtà, non era altro che la Vita.

Sollevò il braccio, portando la bacchetta al di sopra della propria testa.
Lo lasciò scivolare verso il basso, seguendo il disegno di un immaginario semicerchio.
Terminò in una stoccata verso la parete ovest, così che la voce facesse il resto.
«Bombarda!»
Lineare e senza intoppi.
Mancava solo un punto nello scrupoloso ordine delle cose che aveva elencato mentalmente; punto che si verificò non appena la figura di sua moglie Petra comparve sulla soglia del salotto, con la bacchetta già sguainata e dietro di lei i piccoli gemelli MacIntyre già armati e pronti al fuoco.
«Zachary, cervello di Vermicolo! Smettila di distruggere la sala ogni volta che hai bisogno di chiamarmi e mi trovo dall’altra parte della casa, fai istallare un maledetto interfono!»

Ah, il melodioso suono delle urla!
Tutto come da programma.

-Note sui personaggi-
Ates. Vecchio quanto il mondo, nonostante il suo aspetto dimostri soltanto una dozzina di anni. Se possiede sentimenti, non li ha ancora riscoperti e, comunque, li rifiuterebbe in quanto "roba umana". Figlio della Luna, con i capelli color argento e gli occhi di rubino, obbligato a stare sulla Luna e guardare sua madre da longano.
Nemes. Il Conte Maledetto. Non ama. Non ha mai amato. E, per questo, ha portato alla disperazione decine di donne che per lui avevano perso la testa, compresa la Strega che lo ha maledetto. Non può morire. Non può vivere una vita normale. Di giorno è uomo, ma di notte si trasforma in un lupo. Così, fino a che non imparerà ad amare qualcosa più della luna.

Julias Maunier. Nato e morto a Parigi. Un vampiro cieco, di un centinaio di anni circa, diventato un famoso Musicista grazie al suo Sire che ha poi abbandonato.
Morgan Lestrange. Londinese. Con un paio di secoli sulle spalle. E' un avvocato e, naturalmente, è anche lui un Vampiro.

Justin Black. Capelli rossi, occhi azzurri, un metro e ottantuno di un corpo longilineo e un carattere da play boy. Fan incallito di James Bond. Erede di una famiglia ricca e snob, innnamorato di Tarquin (conosciuto come Quin) che ha elevato a propria Regina, dimenticando alle volte che il ragazzo è, per l'appunto, un maschio. Oh, non meno importante, l'uke della coppia è lui, coff...
Tarquin Lawrence. Un centimetro in meno di Justin, ma molto più sale in zucca. Figlio di due hippy impenitenti, con un carattere schifo e decisamente più serio del rosso. Innamorato da sempre di Justin, ma incapace di convincere con quella sua aria da casanova. Un giorno ha preso e ha mollato tutto, partendosene alla volta di Nuova Luxor. (creati per giocare ad un GDR di Saint Seiya)

Cain Sakurazuka Vocalist dei Poison Taste.
Akito Ono Chitarrista dei Poison.

Zachary MacIntyre Ex Slytherin ormai. Sposato e con addirittura dei figli.
Petra Wolf Ex Slytherin. Tre anni in più di Zachary.
Spades & Fulton Spades è un gatto nano, sta comodamente racchiuso in due mani, ha il manto tigrato ed un musetto adorabile. E' il famiglio di Zachary. Fulton è invece un bestione pelosissimo e bianco, morbidissimo quanto un piumino e così pesante che perfino Petra, la sua padrona, non ha la forza di tenerlo in braccio.
 
 
Current Mood: highhigh
Current Music: Enrique Iglesias - Hero