Caith Vision (caith_vision) wrote,
Caith Vision
caith_vision

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[Captain America] I can write about our story in one sentence and three words: I love you.

Character: Steve Rogers; James Buchanan Barnes;
Pairing: Steve/Bucky & Bucky/Steve { stucky };
Rating: NC-17
Genre: h/c; angst;
Words: //
Warning: slash; movieverse
Note:
Un gruppo FB che seguo ha riproposto una delle mie iniziative challenge preferite: 1frasefic, dove la sfida sta nello scrivere una frase sola per ogni post assegnato dai membri del gruppo (seguendo rigorosamente l'ordine di invio). La parte più complicata (come se già questo non bastasse) è l'obbligo di usare il genere h/c in tutte le fic... e come si sarà capito, non è che mi sia riuscito poi così bene. Diciamo che più che h/c la maggior parte delle frasi mi sono uscite angst e basta, ma giuro che l'impegno c'è stato.

Ogni frase, a meno che non specificato, è scollegata dalle precedenti. Non ci saranno riferimenti a Endgame (per ora) perché non l'ho ancora visto.

Disclaimers: I personaggi appartengono a chi di diritto
Scritta per
1FraseFic @hurt/comfort italia - fanfiction & fanart

Anestetico
Steve, Steve, Steve, Steve; non era rimasto altro nel cervello del Winter Soldier se non quel nome – la preghiera al Dio sole di un assassino penitente, l’anestetico a un dolore che durava da anni, l’ultimo baluardo di un castello già in rovina e le cui macerie, ogni giorno, minacciavano di ingoiare anche Bucky.

Neve
La neve a Brooklyn ha il colore del fumo delle industrie in bancarotta e il grigiore della depressione di Wall Street; sono cristalli di polvere che Bucky guarda cadere dal cielo, mentre, abbracciati sotto l’unica coperta infeltrita, le ossa di Steve gli penetrano il costato, e lui si chiede se mai potranno vederne il colore originale – ignora che un giorno la neve coprirà ogni impronta che conduce a casa, il ghiaccio diverrà la sua cella e non ci sarà colore che odierà più del bianco.

Chiave
Un conto alla rovescia in dieci parole russe è la chiave d’accesso a un fantoccio di carne, metallo e pagine di file insanguinati narranti la storia di un fantasma omicida dal ‘44 ad oggi – pagine che Steve gli legge negli occhi, quando fanno l’amore e le mani di Bucky tremano con la paura di toccarlo e nei suoi baci lenti c’è l’agonia di un condannato che chiede solo di poter morire su labbra che non ha mai del tutto dimenticato.

Occhi
« Non te l’ho mai voluto dire, lo sai, Stevie? » il bisbiglio di Bucky era caldo, dolce e delicato come le sue carezze tra i capelli di Steve, mentre vegliava sul corpo addormentato dell’amico che, tra le proprie braccia, non aveva smesso di tremare per la febbre e tossire per l’asma « Non importa quello che gli altri ti dicono, i tuoi sono gli occhi di un guerriero, di un paladino… e bada bene, non di un soldato; oh amico mio, per un soldato le battaglie finiscono una volta vinta la guerra, tu invece rincorreresti ogni ingiustizia per cancellarla dal mondo anche in tempo di pace. »

Stella
Bucky non vede la stella; vede l’amico d’infanzia a cui ha raccontato di ogni cotta tranne una, vede il piccoletto troppo testardo per fuggire dalla lotta, l’uomo che ha amato prima che diventasse un eroe e che è stato, invece, costretto a condividere col mondo, dopo – Il Winter Soldier non vede Steve Rogers; vede un target senza nome indicato in un fascicolo top secret, vede la bandiera di una patria che non è (più) la sua, vede il nemico che la Madre gli ha insegnato a disprezzare e, quando accade, il suo mitra è già carico e il Soldato pronto a colpire
« Hail Hydra. »

Scudo
Quando il boato apre crepe tra le strade asfaltate di New York cogliendo di sorpresa perfino Captain America, il “Buck, che diavolo…” si perde tra le croste di edifici cadenti; con un tuffo al cuore, Steve realizza che l’istinto del Soldato ha preso il sopravvento sulla memoria muscolare di Bucky e l’uomo si è piantato di fronte a lui, per fargli scudo col proprio corpo – quello su cui sbaglia è che il soldato russo non è mai stato programmato per proteggerlo, quella è invece l’unica ragione d’essere del Sergente Barnes.

Vuoto
È stato un attimo, un lampo in mezzo alla lotta (è così sbagliato dover sollevare lo scudo contro Tony), ma nel momento in cui il braccio bionico di Bucky viene disintegrato, Steve riesce a vedere perfettamente l’orrore negli occhi dell’amico – per un attimo Bucky torna indietro nel tempo, in caduta libera da binari sospesi sul ghiaccio e sotto di sé (alla sua spalla sinistra) non c’è altro che il vuoto.

Viaggio
In alcuni dei film che Sam gli aveva consigliato, c’era una scena in cui la soulmate del protagonista si presentava con la proposta di andarsene via, lontano, partire prima che il pericolo li avesse potuti raggiungere e conquistare; Steve Rogers non è un uomo che fugge, ma mentre guarda ad occhi sbarrati il corpo di Bucky farsi cenere e polvere al vento, riesce solo a pensare all’elenco di tutti quei luoghi, segnati tra le pagine di un taccuino, che avrebbe voluto visitare insieme a lui.

Scelta
Steve gli ha solo chiesto di scegliere il ristorante (non è nemmeno la prima volta e c’è quel locale italiano, sulla quinta strada, in cui il suo piatto preferito è spaghetti con polpette, perché adora sentire i borbottii imbarazzati di Steve quando gli chiede di essere la Lilly del suo Vagabondo), ma alle volte accade ancora che il suo cervello si blocchi, che la connessione venga meno e la sua mente si sintonizzi sul canale sbagliato – Bucky scatta sull’attenti, rigido come un soldato di ferro, muto come un’arma a riposo: non ha il permesso di scegliere, deve solo obbedire.

Memorie
Lo devono tenere in cinque e ancora non basta,
  (c’è un campo di grano che si apre sotto le mattonelle fredde della sala operatoria e il sole di giugno sboccia dal lampadario dondolante)
perfino Rumlow ha inveito quando la gomitata del Soldato – un unico colpo perfettamente mirato – gli ha spaccato il naso;
  (ci sono bulli che picchiano un ragazzino minuto, dalla schiena ritorta, il petto sgonfio d’aria e gli occhi pieni di coraggio)
la siringa arriva però implacabile – trova sempre il suo collo – e nelle vene il veleno scorre, gli arti si intorpidiscono, le gambe cedono e il Winter Soldier crolla a terra, ai piedi di un uomo in giacca e cravatta:
  (c’è un sorriso annacquato sul volto livido del ragazzino biondo, quando gli tende la mano e lo chiama per nome: “Bucky”)
« Ripulitelo. »
  ( …ma chi diavolo è Bucky… )
Tags: [1frase], [challenge], [drabble], fandom: captain america, pairing: stucky
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