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16 November 2018 @ 09:01 pm
[Original] Storie al profumo di salsedine  
Rating: PG
Genre: Angst; Romance;
Words: 2.000~
Prompt: vari
Disclaimers: I personaggi sono miei

Scritta per l'iniziativa Corsa delle 36 ore @Torre di carta

1 - [ 44. Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte (Dai Racconti di Edgar Allan Poe) ]
«Cos’è che avresti visto?»
Carol aveva riso. Naturalmente.
Victor volse lo sguardo al cielo con una smorfia seccata. Non sapeva perché gliel’avesse detto, non gli aveva creduto quando le aveva detto di aver visto uno scorpione nella vasca da bagno nel loro viaggio in Messico (ed era stato punto da quel bastardo), come poteva pensare gli avrebbe dato retta per una sirena.
Lui per primo stentava a crederci.
«Lascia stare.» Scrollò la testa. Qualche granello di sabbia volò sul 5 verticale delle parole crociate di Carol: Lo si può fare anche a occhi aperti.
Victor sorrise.
Carol alzò gli occhi dalla pagina, guardandolo controllare la bombola dell’ossigeno.
«Torni là sotto?»
«Oh sì.»
Là sotto, dopotutto, si trovava il suo sogno.
[120w]

2 - [ 33. The flames are reaching my body/Please won't you help me/I feel like I'm slipping away/It's hard to breath/And my chest is a-heaving (Burning Love - Elvis Presley) ]
Aveva afferrato quella mano piccola e palmata e si era subito sentito scivolare via.
Giù.
Mentre le bolle del poco ossigeno rimasto nella bombola salivano verso una superficie ormai sempre più lontana.
E lui giù, sempre più giù, tra le onde del buio che pizzicava di freddo la sua muta, con i polmoni vuoti e il petto pesante.
Dietro la maschera gli occhi li sentiva di vetro – un altro metro e si sarebbero rotti come biglie.
Laggiù nessuno lo avrebbe aiutato. Ma, come se gli avesse letto il pensiero, la piccola mano palmata che aveva stretto finora gli raccolse il volto, gli strappò il boccaglio dai denti e, nella sua bocca morbida e carnosa, Victor ritrovò il proprio respiro.
[120w]


3 - [ 48. Ecco il mio segreto. È molto semplice: si vede solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi (Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry) ]
Aveva toccato terra in punta di piedi, restando sospeso nell’abbraccio dell'acqua.
Il suo nuotare si era trasformato in un cadere piuttosto in fretta, ma era mancata quella sensazione di vuoto che di solito si prova in quei momenti. E dal cadere era passato al galleggiare, o forse era più giusto dire fluttuare nell'acqua. Qualsiasi cosa fosse, sapeva che doveva essere merito della sirena dai capelli rosa corallo.
Lei gli sorrise. Il volto di ragazza, mezzo corpo di donna e una pinna dai colori del mare al posto delle gambe.
«Ma dove ti eri nascosta finora…?»
Lei rise con un suono musicale.
Gli strinse un braccio, tirandolo verso di sé e gli stampò un dito al petto, all’altezza del cuore. «Qui.»
[120w]

4 - [ 49. I luoghi più caldi dell’inferno sono riservati a coloro che in tempi di grande crisi morale si mantengono neutrali (Inferno - Dan Brown) ]
«Cosa… cosa ti aspetti che faccia?» Carol urlò, frastornata e spaventata. Tutto quello che desiderava era stato una vacanza, un po’ di tempo per sé, lontano dall’ufficio e dalle telefonate di sua madre che le chiedeva se avesse finalmente parlato con Victor. No, mamma, non abbiamo parlato. Non parliamo più da anni e forse a malapena mi guarderebbe una volta consegnatogli le carte per il divorzio.
«Non sei tu quella che ha un piano per tutto?» Ma Victor non la guardava nemmeno ora, con quella cosa annaspante tra le braccia e la macchia di petrolio che avanzava dal ventre squarciato della petroliera. Victor pensava a salvare quel mezzo pesce, mentre Carol voleva solo tornare a quello che erano stati prima.
[120w]

5 - [ 36. Sarà difficile chiederti scusa/Per un mondo che è quel che è/Io nel mio piccolo tento qualcosa/Ma cambiarlo è difficile (A Modo Tuo - Ligabue) ]
Eden schiacciò le dita alle orecchie, premendosi contro lo sportello del rimorchio.
Victor le circondò le spalle e la tirò a sé, facendole poggiare la testa contro il proprio petto, offrendole la copertura del proprio giaccone, come riparo temporaneo dai rumori della città.
Sorrise, posandole un bacio tra capelli rosa corallo e azzurro elettrico.
«Non c’è traffico dove stavi tu, vero?»
Eden lo guardò, gli occhi grandi e azzurri divenuti più acquosi. Le branchie sul collo si muovevano scoordinate, come tasti di un pianoforte scordato, senza sapere cosa farne dell’ossigeno sporco di fumi che le arrivava.
«Voglio tornare a casa» Mormorò.
Victor abbassò lo sguardo. «Lo so, Eden… lo so…»
[110w]

6 - [ 32. Life in the city can make you crazy / For sounds of the sand and the sea / Life in a high-rise can make you hungry / For things that you can't even see / Fly away, fly away, fly away (Fly Away - John Denver) ]
La trovò rannicchiata nella vasca da bagno. Brividi sulla pelle nuda, braccia strette intorno al busto sottile e occhi socchiusi che cercavano il mare, trovando invece piastrelle a scacchi bianco-azzurro.
«Hey, piccola, da quanto sei lì dentro?» la voce rimbombò nella stanza da bagno.
Eden non rispose. Le onde dei capelli avevano perso colore. Il tipico rosa corallo – con ciuffi verde e azzurro elettrico – si era spento in un arancione smorto e le ciocche le ricadevano stancamente sulle spalle.
Non gli era mai sembrata così piccola e così distante come in quella vasca da bagno.
Le mancava l'oceano e il suo canto. Ma non c’era nulla che Victor potesse fare, se non guardarla appassire lontano dal suo mondo.
[120w]

7- [ 69. Tragedy blows through your life like a tornado, uprooting everything. Creating chaos. You wait for the dust to settle and then you choose. You can live in the wreckage and pretend it's still the mansion you remember. Or you can crawl from the rubble and slowly rebuild ]
Victor chiamava quel posto casa. Per lei, invece, erano solo mattoni che formavano una scatola muta.
Victor le aveva regalato una conchiglia, lucida e dalle tenui sfumature di lilla. L'aveva portata all'orecchio, ma invece di sentire il richiamo del mare, le era scivolato addosso un lamento cupo, un pianto distante che si era, infine, mescolato al proprio.
Eden aveva pianto e Victor l'aveva stretta e cullata per tutto il tempo, per tutta la notte. Quando una nuova alba si era affacciata alla finestra, lui l'aveva guardata negli occhi e le aveva promesso che avrebbe fatto qualsiasi cosa per restituirle ciò che aveva perso.
Nei suoi occhi, Eden, ritrovò se stessa.
[110w]

8 - [ 29. Somewhere after midnight / In my wildest fantasy / Somewhere just beyond my reach / There's someone reaching back for me / Racing on the thunder and rising with the heat/It's gonna take a superman to sweep me off my feet ]
Dell'appartamento, la terrazza era il suo posto preferito - così grande da ospitare un dondolo di corda intrecciata e la vasca idromassaggio in cui Eden era a mollo.
Aveva combattuto per spegnere la carica di bolle che, fastidiosa, faceva ribollire l'acqua e con le braccia incrociate al balcone, guardava la strada.
La pioggia profumava la notte, scacciava l'odore di fumo e città e i tuoni ruggivano annientando le grida delle auto.
In basso, Victor era diventato un puntino, rosso come il rimorchio in cui si era infilato.
«Vado a prendere del pesce, non ci vorrà molto. Sarò di ritorno prima che tu possa dire “sirenetta”.» aveva detto ridendo.
Eden tese il braccio oltre il balcone, troppo lontana per raggiungerlo.
«Sirenetta…»
[120w]

9 - [ 66. Se mi lascio trasformare come vuole, se faccio quello che dice, riuscirà ad amarmi? (La donna che visse due volte) ]
«Che cos’hai fatto, Eden?»
Victor guardò inorridito le squame ingrigite sparse sullo squallido pavimento del vecchio negozio. Le lucine rosse al neon negli occhi dei serpenti di Medusa brillavano a intermittenza, con un fastidioso ronzio che sembrava il suono sgraziato di una risata crudele.
Era arrivato troppo tardi. Medusa, quella maledetta fattucchiera, era riuscita ad incantarla.
«Perché… perché l’hai fatto?»
A testa china, Eden non riusciva a smettere di guardare quelle nuove protuberanze rosate che le erano cresciute al posto della coda – c’era pelle dove prima c’erano squame, dita dove prima c’erano pinne.
Sorrise tristemente. «Per te…»
Oh Eden, non aveva capito che Victor l’avrebbe amata comunque, così com’era.
[110w]

10 - [ 50. La più grande prigione in cui le persone vivono è la paura di ciò che pensano gli altri (La verità vi renderà liberi - David Icke) ]
Capitava ancora che saltellasse per la camera a gambe unite. Victor non le aveva mai chiesto se fosse per la mancanza della coda o perché aveva dimenticato di non averne più una.
Era tanto fosse riuscito a convincerla a dormire nel letto e non nella vasca.
Ora che Eden riposava, dopo aver calciato coperte che mal sopportava – ma che senza le quali tremava dal freddo – Victor indugiò sulle forme armoniose del suo corpo.
Aveva la bellezza mozzafiato delle cascate di montagna e quella selvaggia degli acquazzoni estivi. Era bella da fargli male.
Attirata dal suo calore, Eden gli si spinse contro, piena d’innocente fiducia.
Victor si voltò a darle le spalle, rigettando ogni voglia che aveva di lei.
[120w]

11 - [ 59. Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate. (Peter Pan - James Matthew Barrie) ]
Victor adorava sentirla ridere.
Accadeva così di rado, ormai, che quando il suono trillante della risata d’argento riempiva la casa, la stessa Eden si zittiva cercandone stupita la fonte, prima di scoprire di essere ancora in grado di produrre suoni così belli.
«Hai mai letto Peter Pan?» le chiese, guardandola con occhi innamorati. «No, certo che no.»
Eden scosse, infatti, il capo.
«In quel libro si racconta che le fate siano nate dalla prima risata di un bambino» le spiegò.
Eden traballò appena, avvicinandosi a piccoli passi al divano. Gli fece cenno di farle spazio e si accomodò sulle sue gambe, incrociando le dita dietro al suo collo.
Victor respirò profumo di salsedine. «Scommetto che nascono anche dalla tua risata.»
[120w]

12 - [ 114. “Baciami.” ]
Per Eden le Serre erano qualcosa di magico.
La vecchia Clarice l'aveva presa in simpatia e quando le aveva dato le chiavi, con il compito di curare le sue piante nel weekend, Eden aveva ballato di gioia – un agitare di braccia e gambe come se avessero vita propria. Era buffa e tenera allo stesso tempo.
Eden si voltò, le braccia allungate verso Victor, le mani a ricercarlo.
Le afferrò, lasciandosi trascinare di fronte a lei, così piccola ora che non aveva più una coda.
Gli occhi azzurri e misteriosi lo guardavano con un nuovo languore.
«Cosa?» chiese a bocca secca.
Eden sorrise, bella come una spiaggia al tramonto.
«Baciami.»
Semplice così: come un bacio dato per la prima volta.
[120w]

13 - [ 10. Lonely Together - Avicii ft. Rita Ora ]
Eden amava quella che gli umani chiamavano musica. Non era diversa dalla sua, per quanto non comprendesse cosa fossero i rumori che accompagnavano la cantante, ma quando, alla radio del bagno, riuscì a udire le prime strofe di Lonely Together, corse alla porta.
Il getto della doccia copriva i rumori esterni. Victor non si accorse del suo ingresso finché non sentì la sua voce cristallina intrecciarsi con quella della cantante.
Ne scorse la sagoma oltre il vano doccia.
«Ti dispiace?» borbottò, colto da un improvviso pudore.
Eden ridacchiò.
«Affatto.» Aprì lo sportello del vano e, ancora vestita, si unì a lui.
Non era quello che intendeva, ma col corpo sinuoso della sirena schiacciato al proprio, decise che andava benissimo così.
[120w]

14 - [ 68. People don’t write sonnets about being compatible, or novels about shared life goals and stimulating conversation. The great loves are the crazy ones (Gossip Girl) ]
«No, no, no!»
Victor sbatté le mani contro il volante, schiacciando l’acceleratore a tavoletta.
In testa ancora la voce sardonica di Stein «ti avevo detto che la tua bella sirenetta sarebbe stata mia» e nell’appartamento mobili distrutti, quadri rovesciati e lui che il tavolino di cristallo che aveva schiantato contro il muro. Non era bastato come sfogo.
Stein aveva preso Eden e Dio solo sapeva cosa le avrebbe fatto quel bastardo psicopatico, in nome di un amore malato che lei non avrebbe mai ricambiato.
«Cazzo.» Passò con il rosso, lasciandosi alle spalle il fanculo di un clacson.
Sarebbe arrivato in tempo, giurò a se stesso. Questa volta avrebbe salvato Eden.
[110w]

15 - [ 85. Sometimes the right path is not the easiest one (Pocahontas) ]
Victor non era un uomo violento, non aveva mai nemmeno ucciso una zanzara in vita sua. Eppure gli era bastato guardare il sorriso compiaciuto di Stein e non c'era più stato nulla a frenarlo dal gettarsi su di lui e riempirlo di pugni.
Aveva continuato a colpirlo senza sosta, col fiato corto, le nocche scorticate e, negli occhi, un odio che non credeva avrebbe mai provato.
«Victor!» Eden si aggrappò al suo braccio, fermandolo. «Ora basta…»
«Eden…»
La risata gorgogliante di Stein lo interruppe. Si voltarono entrambi a guardare la maschera di sangue che era diventato il suo volto e capirono che non avrebbe mai lasciato Eden in pace.
C’era solo un luogo in cui sarebbe finalmente stata al sicuro.
[120w]

16 - [ 04. What About Us - P!nk ]
Victor guidava in silenzio.
Eden piangeva.
Nell’abitacolo P!nk poneva la domanda per loro { what about us, what about all the broken happy ever after }, ma la risposta non l’avrebbero trovata in una canzone alla radio. Quella spettava a loro.
Victor accostò l’auto. In lontananza il sole sorgeva sulla spiaggia di Coney Island e qualcosa, nei colori del cielo gli ricordò il giorno in cui aveva incontrato Eden per la prima volta.
Sembrava passata un’eternità.
Prima che spegnesse il motore, Eden gli strinse una mano tra le proprie. La prima volta erano palmate, fredde, bagnate, in quel momento furono solo piccole.
«Perché non mi chiedi di rimanere?»
Victor si sporse per baciarla raccogliendo sapore di sale.
«Perché lo faresti.»
[120w]

17 - [ 70. Never forget what you are, the rest of the world will not. Wear it like armour and it can never be used to hurt you (Game of Thrones) ]
Le onde le lambirono i piedi nudi.
Eden rabbrividì per l'emozione. Aveva le lacrime agli occhi e il cuore così pieno di gioia che faticava a tenerlo nel petto.
Victor le aprì una mano alla schiena, calda e grande, spingendola con gentilezza.
«Vai» le disse.
Eden lo guardò. Temporeggiava per paura di aver dimenticato cosa si provava a stare tra i flutti, a farsi trascinare via dalla corrente, libera, viva.
Nel sorriso di Victor intravide un lampo di tristezza. Lui, però, scosse il capo e l’abbracciò; la baciò a lungo, dolce e disperato e la spinse tra le onde.
Nel momento in cui la sirena tornò al suo mare, le gambe si riunirono in una pinna.
«Sei a casa, Eden.»
[120w]