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20 July 2018 @ 12:54 am
[The Magicians] And then, that life was gone  

Characters: Quentin Coldwater; Eliot Waugh;
Pairing: Eliot/Quentin { queliot }
Rating: PG-14;
Genre: angst;
Words: 365
Warning: slash; missing moments { post 3x05 ~ A life in the day };
Prompt di: laria Ciccarelli The Magicians - Quentin/Eliot, dopo tanti anni insieme la mancanza di Elliot era qualcosa di insopportabile ( 3x05 of course )
Note: Ho deciso di riunificare in un'unica raccolta le fic scritte sul fandom The Magicians (e casualmente sulla queliot) per gli eventi di WAOFP, che finora sono stata fortunata e ho sempre trovato un'anima pia (god bless you) che me li promptasse.
Scritta per:
La giornata Angst della 7 Days of Summerland @We are out for prompt

666 prompt per essere come il diavolo Challenge indetta da Arianna.1992 sul forum di efp – prompt: 563. Ricordi

Di Eliot gli mancano i silenzi – rari, contemplati, carichi d’aspettativa. Perfino quando Eliot tace il mondo si ferma ad ascoltarlo.
Di Eliot rimpiange le mani – grandi e calde, fatte per raccogliere i suoi gemiti; dita lunghe e affusolate, dalle linee eleganti che hanno accarezzato ogni suo muscolo, graffiato ogni centimetro di pelle e indugiato su ogni punto sensibile. Ce n’è uno tra il collo e la spalla di Quentin su cui è rimasta impressa la loro impronta.
Di Eliot ricorda gli occhi – sottili e profondi, occhi di predatore e di preda e di pavone e di chimera; gli unici che in Quentin abbiano mai visto qualcosa di più che un nerd disadattato. Nemmeno la vecchiaia è riuscita a portar via lo splendore di quegli occhi.
Di Eliot ha amato ogni cosa – i suoi baci, la sua voce, le sue battute, il suo sarcasmo. L’ama e l’ha amato fino all’ultimo brandello d’anima, scavando in lui solchi in cui ha lasciato frammenti di sé.
Di Eliot ha odiato l’addio in sordina – ha chiuso gli occhi al sole di un pomeriggio sereno e ha esalato un ultimo quieto respiro; accanto alla sua tomba, Quentin ha seppellito il proprio cuore. Non ha pianto, sapeva lo avrebbe raggiunto presto e sarebbe diventato polvere spennellata dal vento sulla tela di un mosaico incompleto.

Dietro agli occhi ha tutta un’altra vita di cui conosce ogni capitolo e colpo di scena, sino al finale; anni e ricordi che lo caricano di esperienze di un altro lui. Di altri loro.
Ci sono notti infilate tra le lenzuola di Eliot, a cavalcare il suo corpo, contando le stelle. Ci sono risate che colano all’orecchio e auguri di compleanno soffiati su candeline incerate di magia. Ci sono piedini infantili impressi nella sabbia e un bambino che li chiama papà. Ci sono giorni in cui si urlano addosso così forte da far tremare la pelle, giorni in cui si abbracciano così a lungo da sciogliersi nelle carni dell’altro e giorni così felici da far piangere il cuore.
C’è Eliot. C’è Quentin. C’è un quadrato da riempire di tessere colorate che è tutto il loro fottuto mondo.
E non c’è nulla che ora desideri di più.
«…Dio, ti prego, ridammela…»