?

Log in

No account? Create an account
 
 
11 May 2018 @ 12:43 am
[The greatest showman] Se posso chiamarti con un nome, che sia Amore  
Characters: Phineas Taylor Barnum; Phillip Carlyle;
Pairing: P.T./Phillip { barlyle }
Rating: PG
Genre: Introspettivo; fluff; angst;
Words: 500 { contaparole }
Warning: Slash; canon divergence; established relationship (kinda);
Note: La fanfic non tiene conto dell'esistenza di Charity, morta di parto o di colera o dispersa in Uruguay. Avevo a malapena 500 parole in cui sviluppare l'idea, non c'era spazio anche per i tradimenti di Phin.
Si pone verso la fine del film, dopo l'incendio, dopo l'avvio del tendone del circo, ma prima che Phineas passi il testimone a Phillip. Inoltre, i due hanno più o meno una relazione già in piedi, diciamo che i sottintesi che una fan della barlyle ha voluto vedere nel film, qui ci sono stati eccome.
Ora però veniamo alle cose importanti... Ho odiato questa flash fino all'ultimo. All'inizio tutto quello che c'era erano i dialoghi (che per ovvi motivi di spazio ho dovuto ridurre e ridurre e ridurre), mi son detta che, una volta sistemata la narrazione vera e propria, ne sarebbe uscita una tripla drabble o poco più... AHAHAHAHAH, che stolta sono stata. Si era così allungata che ho seriamente pensato di abbandonare il contest e farla diventare una oneshot di almeno un migliaio di parole perché, c'mon! Non so come ho fatto a farla funzionare, qualche giorno fa ho semplicemente preso e cancellato un intero paragrafo e, in qualche modo, eccoci qua.
Il tema del contest vietava di utilizzare come follia qualcosa di già canon; Phin non si è mai dichiarato a Phillip e la barlyle non è canon... ma davvero non lo è, thought? Ok, ok, non lo è, ma questo è per dire che non mi andava di usare "solo" la scusa del "Phillip, facciamo insieme sta puttanata e amiamoci come ricci al chiaro di luna", ho preferito comunque portare la cosa ad un livello un po' più alto e soprattutto trattare di qualcosa di cui non avevo ancora scritto, o almeno non in questi termini.
Disclaimers: I personaggi appartengono a chi di diritto
Storia partecipante al contest And if it’s crazy live a little crazy. indetto da Rhys89 sul forum di EFP


L’incendio aveva cambiato in Phillip la prospettiva con cui guardava alle cose – a Barnum.
Le ustioni erano guarite, ma rimanevano nervi scoperti fin dal momento in cui Phineas era partito lasciando Carlyle solo nel lato in cui l’aveva scaraventato, solo a fare i conti con qualcosa che il giovane s’era illuso fosse reciproco. Il bacio tra Phineas e Jenny Lind aveva cancellato ogni dubbi.
Da allora, gestire il circo era divenuta una prova d’abilità, un’infinita esibizione in maschera dietro le quinte (sorridi, annuisci, tienilo distante).
Tutti si esibiscono[1], aveva detto Anne, e Phillip aveva finalmente trovato la sua parte.
Non aveva, però, considerato l’ostinazione di P.T. Barnum.

La porta s’aprì sul sorriso di Phineas e si richiuse alle sue spalle. Aveva nello sguardo la stessa scintilla d’entusiasmo di quando un’idea danzava sulla punta della lingua.
Quando s’inginocchiò, ogni sforzo di Phillip per tenerlo fuori dall’angolo di patetismo che si era ritagliato, vacillò.
Avrebbe voluto cacciarlo, dirgli che nulla c’era più per lui, che tutto ciò che aveva era andato perso. Quanto rimaneva era un involucro di carne e vizi riempito d’alcol fino all’orlo, frantumato quando Barnum aveva scelto l’America, il tour, Jenny. E non Carlyle.
Ma Phineas sapeva come ammaliare dentro e fuori dal Circo.
«Mio caro Phillip, sono in ginocchio per voi, con il cuore in mano e una ragionevole dose di terrore all’idea di un vostro rifiuto. Ma se mi amate quant’io amo voi, non avrò altro da chiedere. E vi prometto, vi giuro, m’impegnerò affinché di giorno siate l’uomo più felice del mondo e, la notte, l’amante più appagato.»
Phillip sentì il terreno cedere e il cuore librarsi – paura e speranza mescolate in un’unica caotica tavolozza.
«Alzatevi, Barnum. Cosa penserà la gente se dovesse vedervi?»
«Non sposo la gente, Phillip. Sposo voi
Negli occhi azzurri si levarono onde di un oceano carico d’emozioni.
«Come avete detto?»
«Vi ho fatto notare d’essere letteralmente in ginocchio ai vostri piedi. Cosa credevate volesse significare?»
«Siete… serio?»
«Sempre, quando si tratta di stravaganze
«Intendete dire stupidaggini, insensatezze, idiozie.» Non credere, gridava il cervello; cedi, il cuore.
«Follie, Phillip, follie d’amore.» Sul palmo, la circonferenza di una fede dorata marchiava la mano che l’aveva stretta fino a quel momento. «Non posso darvi il mio nome, un matrimonio, o baci sotto al sole. Ma avrò cura di voi, vi sarò fedele sempre e v’amerò sino all’ultimo dei miei giorni. Lo saprete voi e lo saprò io, e per me sarà sufficiente.»
Un sarebbe parso così semplice. In un altro universo, in altri tempi, in altre vesti...
«E le vostre figlie?»
«Helen e Caroline vi adorano e confido che, quando sarà il momento, trovino la forza di perdonarmi.»
Quello che Barnum gli stava chiedendo di percorrere era un sentiero ad ostacoli tutto in salita; li avrebbe lasciati sfiancati, frustrati, soli contro il mondo.
Al suo fianco, però, Phillip sentiva di poter vincere qualsiasi battaglia.
«Siete un folle, Barnum.»
«Sono il vostro folle, non dimenticatelo mai.»

E allora sì, mille volte sì.


[1] Tutti si esibiscono / Everyone'sgot an act, Mister Carlyle = Il film lo conosco a memoria, ma in inglese. L’ho visto solo una volta, al cinema, in italiano, e – non avendo ancora il dvd – ho dovuto scaricare i sottotitoli in italiano per essere sicura che fosse quella la battuta corretta. Non ne sono ancora così convinta, ma tant’è.