?

Log in

No account? Create an account
 
 
09 March 2018 @ 11:50 pm
[Original] Shopping. La nemesi di lui.  
Rating: PG-16
Genre: angst;
Words: 444
Prompt: Missione 5 - indecisione
Disclaimers: I personaggi sono miei

Scritta per la 8° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom

Era stato almeno il quarto o quinti negozio in cui si erano fermati e la scena si era svolta allo stesso modo di quelli che avevano preceduto.
«Puoi aspettarmi qui un attimo, tesoro?»
La domanda fatidica.
Lo sguardo di Thomas si riempì d’orrore.
No, ti prego, non farmi questo. Non di nuovo. Non se mi ami!
«Va… va bene?»
«Grazie amore, faccio subito te lo prometto.»
Thomas la guardò entrare nel camerino con i primi tre babydoll recuperati dal reparto intimi, tra le proprie braccia teneva un paio di maglioni, quattro jeans, due camicette (tre se si considerava che di una ce n’erano due colori differenti, così, perché Amanda era indecisa sul lilla o sull’arancione pastello) e sette (sette!) gonne tutte di lunghezza differente.
Ciondolò con il capo in avanti, abbattuto davanti alla consapevolezza che la moglie aveva mentito di nuovo e lui gliel’aveva lasciato fare, fregato da quel sorriso piccolo e malizioso che lei metteva sulla bocca rossa e dal modo in cui si stringeva tutta nelle spalle sottili, sbatacchiando ciglia lunghe e folte e, oddio, erano già le sette e mezza ed erano in giro dall’intero, maledettissimo, giorno!
Perfino scegliere il posto in cui pranzare era stato un problema.
Amanda aveva voglia di pesce, ma anche di carne. Voleva, però, assolutamente iniziare a provare la cucina vegana. Così, per nessun motivo particolare se non perché Patric (quell’imbecille chiacchierone del loro vicino di casa, che invece di farsi i cazzi suoi e starsene dalla sua fottuta parte del giardino, doveva per forza attaccar bottone con sua moglie e ammorbare pure lui delle sue noiosissime scelte di vita… come se non fossero state quelle a far fuggire Paula, la sua ex, a gambe levate!) le aveva indicato un posto in cui si mangiava bene. E allora bisognava provarlo.
Alla fine avevano optato per un ristorante giappo-cinese. Il che aveva soltanto fato aumentare la lista delle decisioni da prendere quando il menù era stato lasciato sul loro tavolo.
Amanda, ancora adesso a distanza di ore, rimpiangeva di non aver scelto l’onigiri al salmone, invece di quello al cetriolo… e se… ma se… però… Oh, Amanda, grazie al cielo era bella, sexy, intelligente e Thomas la amava!
«Amore, come ti sembra questo?» chiese la donna, aprendo lo sportello del camerino per farsi ammirare dal marito.
Domanda trabocchetto, disse il cervello di Thomas. Poi, però, la guardò in quel babydoll che le metteva in mostra tutto e il cervello si spense.
«Mi piace, tesoro.»
«Uhm… dici? A me sembra che mi tiri un po’ troppo sui fianchi…»
Oh no.
«Uhm… non lo so…»
La maledizione dell’indecisione. Dopo quella potevano venire solo ore ed ore di profonda agonia.