?

Log in

No account? Create an account
 
 
07 March 2018 @ 12:54 am
[Fairy Tail GDR] La panchina dei Von Draug  
Character: Fuyuki H. Roodobin {oc}; Deirdre Sha'en {oc}; Kuro {oc}; Michael Von Draug {oc};
Pairing: //
Rating: PG
Genre: Commedy;
Words: 1.344
Prompt: Missione 3 - immagine
Disclaimers: I personaggi sono stati creati per un gdr su Fairy Tail (con ambientazione ispirata al manga di FT) e, se i prestavolto appartengono a chi di diritto, loro appartengono invece ai player che li hanno creati, solo ai player, tutti ai player.
Io li ho solo rapiti per farne i miei porci comodi.
Scritta per l'8° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom


Tutto era andato a rotoli da quando quel nano malefico era spuntato prendendo possesso di una panchina. Della panchina. Di cosa ci fosse di tanto importante in quel mucchio di assi di legno dei giardini della (una delle tante, aveva tenuto a ripetere Michael) Villa dei Von Draug, a parte per la targa commemorativa che riportava il nome di qualche pro-pro-pro-prozio di cui, senza offesa, ma ormai non fregava niente a nessuno.
«Io lo uccido. Lo affogo. Lo calpesto!» Fuyuki gettò le mani in aria, in una frustrazione che era aumentata con il passare delle ore.
«Non dire così, Fuu! Lo sai che noi non uccidiamo la gente, la tramortiamo soltanto!» la corresse Deirdre, punzecchiandole un braccio con la punta del dito.
Kuro, però, non era dello stesso avviso e aveva già tirato fuori lo spadino per puntarlo al coso, all'essere, al mostriciattolo sghignazzante che non aveva fatto altro se non saltellare ovunque e ridere fino alle lacrime. C'era anche la parte in cui si era presentato come il Barone Von Draug, ma Fuyuki, per una volta, aveva detto una cosa intelligente: hai una faccia troppo stupida per essere un Von Draug.
«Con tutti gli avi di questo damerino, proprio il puffo sghignazzante si doveva risvegliare?» con una zampa si coprì un orecchio, cercando di limitare il fastidio ai suoi timpani sensibili. Perché ogni volta dovevano avere a che fare con gente fastidiosa, rumorosa e senza un minimo di cervello, non ne aveva idea, ma iniziava davvero ad essere troppo vecchio per certe cose. Compiere un anno di vita lo aveva reso più irritabile e meno paziente.
Accanto a Fuyuki, Michael Von Draug, che finora si era tenuto da parte per studiare la situazione, le strinse una spalla con una mano, mentre con l'altra recuperava la sua magic gun dalla fondina allacciata alla vita.
Aveva studiato la situazione (checché Fuyuki fosse convinta che avesse soltanto aspettato il momento in cui qualcun altro avesse fatto la prima mossa, ma questo pensò bene di tenerselo per sé) e la conclusione a cui era giunto era una soltanto: «Non temere, a differenza di Miss Sha'en io non mi facccio problemi a sporcarmi le mani.»
Fuyuki lo guardò in tralice.
«Mika-chan, ti ricordi che sei un Rune e non un Agente di Pergrande Kingdom, vero? Dovresti, non so... iniziare col leggergli i suoi diritti, ammanettarlo, portarlo in galera... sai, come nei lacryfilm!»
«Questi Rune che non sanno nemmeno fare il loro dovere!» si lamentò Kuro.
«Attento gatto, potrebbe partirmi un colpo per sbaglio.»
«Attento Rune, potrei inciampare e ficcarti la mia spada su per il–»
«Dovete continuare per molto o avete finito?» riprese la manipolatrice dell'acqua. Per amore della pace (e delle mille raccomandazioni di Ares sul mantenere la purezza di Deirdre e scemenze a cui si era vergognata di dover prestare ascolto) si era perfino sporta verso la sorella per tapparle le orecchie, mentre questa sorrideva dolcemente. Ah, beatà ignoranza.
Davanti a loro, il nano malefico continuava a rimbalzare sulla seduta della panca come fosse fatto di gomma e a fare loro le boccacce.
«Ma si può sapere qual è il suo problema?» riprese Kuro, ormai arrivato a un punto di rottura, ventilando quasi l'idea di tagliarsi direttamente le orecchie.
«Potremmo chiederlo direttamente a lui!» l'idea giunse dalla vocetta giubilante di Deirdre e, per un lungo momento, calò un silenzio di tomba che perfino la creaturina spuntata dal nulla sembrò non voler spezzare.
Kuro guardò prima la manipolatrice dell'aria e poi quella dell'acqua e Fuyuki fece lo stesso con lui, estendendo infine le occhiate anche a Michael e proprio lui riprese parola: «Cioè.... fatemi capire... siamo qua da tutto il pomeriggio e Nessuno ha mai pensato di chiedere a quell'essere che cosa volesse?»
Fu imbarazzante sentirlo ricapitolare la situazione ad alta voce, specialmente quando seguirono una serie di vergognosi "già...", mentre perfino Kuro riabbassava l'arma – anche se si riservava di usarla, qualora eventuali risposte del nano malefico non gli fossero piaciute.
A quel punto Deirdre mosse un passo avanti, avvicinandosi alla panchina, attenta a non sfiorare la placca commemorativa tra le mattonelle della pavimentazione.
«Buonasera signor pro-pro-pro-prozio di Von Draug. Ci chiedevamo: non dovrebbe essere morto?»
La risata del nano malefico si fece più acuta e nervosa.
«Wo, rude!» commento Fuyuki.
«Chissà da chi ha preso...» borbottò Kuro, portandosi una zampotta al muso.
«Quello che Miss Sha'en voleva chiedere» iniziò a tradurre Michael «è: per quale motivo si trova qui?»
La risata del nano malefico (o del pro-pro-pro-prozio che fosse) andò finalmente scemando e l'ometto smise perfino di saltellare. Si afflosciò, anzi, sulla seduta della panchina, col fiato corto come dopo una maratona.
Ora che potevano guardarlo meglio, non sembrava più così malefico, aveva la schiena curva, i capelli radi sulla testa e la pelle rangrinzita, era anziano e, soprattutto, stanco, perfino più di quanto non lo fossero loro.
«Non ha una bella c'era, sa'? Cioè... per essere morto...»
Si diceva, chissà da chi aveva imparato Deirdre.
Kuro la colpì con una zampata alla gamba e la ragazza si spostò più di lato.
La risposta del vecchio si fece attendere. Prese lunghe boccate, con il capo che ciondolava in avanti e lui che rischiava di cadere dalla panchetta.
Poi, d'un tratto, così come si era afflosciato, gonfiò il petto e si riprese.
«Certo che ce ne avete messo di tempo per chiedermelo! Vi sembra il modo di far attendere una persona anziana? Dovrei farvi tagliare la testa a tutti quanti!»
Fuyuki inarcò un sopracciglio, infastidita.
«...è proprio tuo parente, Mika-chan... un rompicogl–»
«Come prego?»
«Cioè, uno che sa il fatto suo. Sì.»
«Ci scusi, tutto quel suo ridere ci ha distratti» gli spiegò Deirdre, senza perdere il sorriso dolce con cui l'aveva interpellato «Quindi come mai rideva?»
Il vecchio sembrò farsi contagiare da quella dolcezza e iniziò ad ammorbidirsi.
«Ero prigioniero di una maledizione. Se solo sapeste quanta sofferenza ha dovuto subire la mia famiglia fin dagli albori, questa maledizione non ne è stata che l'ennesima riprova!»
«E pure drama queen... Von Draug fino alla fine.»
«Fuu» il suo solo nome bastò come rimprovero e minaccia da parte di Michael.
Fuyuki sollevò gli occhi e battè le ciglia, in un'imitazione scadente di sua sorella «Dicevo in senso buono, ovviamente.»
Si strinse nelle spalle, cercando di buttar lì l'aria più innocente possibile e Michael si decise a lasciar correre, perdonandola come sempre, per concentrarsi invece sul vecchio.
Questo dal canto suo non aveva smesso di parlare.
«Alla mia morte, mia moglie, visto i miei tanti tradimenti, ha rinchiuso la mia anima in questa panchina e, dato che ero solito dirle che anche nell'aldilà sarei stato quello che avrebbe riso per ultimo... beh... mi ha obbligato a ridere per sempre, senza poter smettere.»
Il sorriso di Deirdre iniziava ad incupirsi.
Kuro aveva ripreso in mano la spada.
Michael aveva evitato commento.
E Fuyuki, invece, parlò di nuovo a sproposito «Insomma, non è che, in fondo, non te lo sia meritato, sa'?»
Per una volta, nessuno si sentì di darle torto.
Deirdre battè le mani una volta, tenendole unite.
«Ma tutto è bene quel che finisce, bene, giusto? Quindi ora che abbiamo spezzato la maledizione lei può tornare ad essere un fantasma che non ride più quando non ne ha voglia!» chiocciò.
«O tornare morto come dovrebbe essere e andarsene all'inferno.»
«FUU!»
«Cosa? Pensavo fossimo d'accordo che era lì che appartenesse!»
Ancora una volta, i dissensi non furono così espliciti e, alla fine, tutti guardarono il vecchio per avere una conferma o un cenno di congedo che permettesse loro, finalmente, di tornarsene dentro la villa e avere tutto il cibo gratis che volevano e per cui i Fairy Tail in prima battuta si erano presentati ai cancelli del Von Draug.
A pensarci, però, non fu necessario nemmeno il cenno. Gli diedero le spalle, lasciandolo lì, con una frase che stava per iniziare e che non avrebbero mai sentito, a parlare al vento, mentre il gruppo se ne andava.
«Ancora una volta abbiamo salvato qualcuno, Dee.»
«Hai ragione, Fuu, siamo proprio degli eroi.»
I migliori Fairy Tail di sempre.
Forse.