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27 February 2018 @ 04:31 pm
[Descendants] Eyes of a Lost Boy  
Character: Ben; Carlos De Vil;
Pairing: Ben/Carlos { benlos };
Rating: PG

Genre: sentimentale; introspettivo
Words: 541
Prompt: Missione 2 - Isola
Warning: slash;
Disclaimers: I personaggi appartengono a chi di diritto

Scritta per la 7° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom

Non importa da quanto fossero ad Auradon, Carlos De Vil – e ogni lost boy – l’Isola ce l’aveva negli occhi.
Gli scivolava nella pelle, si incastrava tra le ossa, risaliva la sua ombra e si aggrappava alle gambe come catene di un prigioniero.
Ben la vedeva tratteggiarglisi addosso ogni volta che il ragazzo si infilava tra i compagni in fila in mensa e allungava mani ai loro vassoi, per rubare una delle loro mele o il dolce del giorno. Era sempre tornato indietro per restituirla, con un sorrisetto imbarazzato e una scusa pronta «Volevo vedere se eri attento».
L’isola se la trascinava a passi strascicati quando il primo istinto, davanti a una mano alzata su di lui, era quello di incassare la testa e coprirla con le braccia, invece di battere un cinque o ricambiare il saluto.
L’isola gli era entrata nel sangue e strisciava fino al cuore, stritolandoglielo la notte, tra gli incubi e rendendolo più pesante di giorno, quando ad ogni scelta la domanda diventava la stessa per capire la differenza tra buono o cattivo: cosa farebbe mia madre?
In ognuno di loro c'erano brandelli d’Isola che gocciolavano fango e si mescolavano alle impronte lasciate lungo i corridoi di scuola, frammenti d’Isola che ricostruivano una mappa verso quella reale e tatuavano addosso le loro origini, intrappolandoli in tele di ragno che giorno dopo giorno si facevano sempre un po’ più soffocanti.

Ben lo trova seduto sulla gradinata degli spalti intorno al campo di Tourney Field. Dude gli è accoccolato ai piedi e una mano di Carlos gli accarezza pigramente la testolina pelosa, mentre lo sguardo si perde avanti a sé.
Ben è sicuro che oltre la linea dell’orizzonte, De Vil riesca a vedere l’Isola.
«Hey» il biondo lo saluta e il processo che vede Carlos ruotare il capo su di lui, è lento.
Ci sono fili invisibili che ne trattengono la coscienza ancoratalontano, come se fosse sotto l’influsso di una maledizione o di una pozione magica. E ci vuole sempre del tempo perché Carlos riesca a liberarsi (a risvegliarsi) e gli rivolga la propria attenzione.
«Hey, Ben.»
Anche il sorriso di Carlos è un’isola a sé. Una di quelle tropicali, però, in cui Ben sarebbe ben disposto a istaurarsi per sempre.
Il giovane re dimentica cosa fosse venuto a dirgli e per un lungo attimo lo guarda in silenzio, senza dir nulla.
Il sorriso di Carlos diventa un ghigno.
«Non te la sarai mica svignata dai tuoi doveri di Re?»
«Potrebbe essere» si mantiene vago, si siede accanto al più giovane e De Vil ne approfitta per trovare nella sua spalla un appoggio alla propria testa – i suoi capelli bianchi gli solleticano il mento.
«Non pensavo di avere una così brutta influenza su di te» scherza il figlio di Cruella, ma seppellito sotto lo scherzo – molto a fondo – c’è una stilla di paura, c’è un’Isola che ritorna a galla e contro cui le onde dei pensieri si infrangono.
Ben lo stringe in un abbraccio.
«Scherzi? Sei la cosa migliore che mi sia capitata.»
Carlos alza uno sguardo curioso su di lui. L’isola degli sperduti ce l’ha negli occhi, ma quando lo guardano le onde tornano ad immergerla e forse, pensa, c’è speranza anche per lui.
 
 
 
ssmile_92: yurippessmile_92 on March 3rd, 2018 01:03 am (UTC)
Non avevo mai letto su Descendants ma Carlos è da sempre il mio preferito, quindi dopo aver visto che la ff lo coinvolgeva mi son detta "Perchè no?" e mai scelta fu più giusta.
Ho apprezzato prima di tutto come hai usato il prompt e poi adoro lo stile fluente che hai, mi ha trascinata un sacco e trovo che le parole che hai usato abbiano una musicalità che evoca perfettamente l'altmosfera in cui Carlos si trova. Mi è piaciuta davvero tanto, bravissima💚