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24 February 2018 @ 06:17 pm
[Fairy Tail GDR] Duecento e più anni buttati nel cesso  
Character: Leo the Lion {oc}; Ares Waruses {oc}; Deirdre Sha'en {oc}; Kuro {oc}; Fuyuki H. Roodobin {oc};
Pairing: //
Rating: PG
Genre: Commedy;
Words: 839
Prompt: Portale di evocazione: Lande Ulteriori - oltre e 500 parole, promp anni ben portati
Disclaimers: I personaggi sono stati creati per un gdr su Fairy Tail (con ambientazione ispirata al manga di FT) e, se i prestavolto appartengono a chi di diritto, loro appartengono invece ai player che li hanno creati, solo ai player, tutti ai player.
Io li ho solo rapiti per farne i miei porci comodi.
Scritta per la 6° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom


Leo sorride e spalanca le braccia ad accogliere gli applausi della folla.
«Grazie, grazie, sedetevi pure» i denti bianchi mostrano canini tozzi, pronunciati, in una dentatura altrimenti perfettamente umana. Bocca di uomo, morso di leone.
Dentro di lui, nel petto dove il calore si concentra e si avvolge in un cuore che batte per due, riesce quasi a sentire il palmo della mano di Fuyuki che batte sul volto e la ragazzina che si lamenta e lo prega di farla uscire. Di fare cambio, di restituirle un corpo che, no, piccoletta, non ti è mai appartenuto.
«Ammettetelo, vi sono mancato, roar!» ruggisce, stringe il pugno e, al braccio destro, l’oro dell’Ergheiz brilla con la forza di un’intera costellazione, come se riflettesse la luce dello stesso Spirito Stellare e urlasse al cielo da cui è fuggito “guardate, sono qui. Ancora vivo!”
Duecentocinquant’anni e ancora è lo stesso giovane spirito libero che rifiuta di legarsi e di donarsi ad un Mago. Che porti bene i suoi anni non c’è mai stato dubbio, che forse, dovrebbe mostrarsi più maturo è la speranza di chi lo circonda, ma nessuno ha diritto di mettere fretta ad un Re.
Ancora sul palco schiocca la lingua contro il palato.
Gli applausi ormai cessati – tanto che non erano nemmeno per lui. È un intruso, anche se è pronto a dire il contrario.
«Dunque, dunque, chi devo azzannare fino alla morte, oggi?» occhi dorati, pupilla lunga e stretta, sguardo felino. Lo posa, ferale, sugli uomini che – insieme a lui – hanno invaso il palco e muovono armi dall’aria esotica contro i suoi compagni di gilda, contro, soprattutto Linnea a cui il mazzo di chiavi stellari sono cadute dalla mano ferita.
Qualcuno, una vocettina ancora di bambina, urla “Fuuo!”. Lui storce il naso, ignora «Leo» più o meno, e passa oltre, avanzando con passo felpato e il battere di stivali alti di cuoio nero su una divisa bianca, reale, dove la costellazione di Regulus forma uno stemma sul petto e, al di sotto, sbiadito, la traccia azzurrina del simbolo di Fairy Tail.
«Guarda che abbiamo tutto perfettamente sottocontrollo, biondino» sputa Ares. Due maschi Alfa in un gruppo solo non funzionano e già gli tocca battagliare con quel mezzo gatto parlante alto un metro e una cicca sputata.
«Ragazzino, sono appena arrivato. E, scusa tanto, ma non prendo ordini dagli umani»
«Ragazzino?»
Potrebbero avere la stessa età per quel che riguarda Ares che fuma sfiatate di fuoco dal naso e digrigna i denti seccato. I bellimbusti dall’aria principesca non gli sono mai piaciuti.
Leo, però, scrolla le spalle e fa quello che riesce meglio a lui (e a Fuyuki): si mette in mostra. E frega il primo posto a tutti gli altri – si dà slancio, gambe lunghe (muscoli fibrosi, nervi scattanti, in questa forma è più forte, più veloce, più affamato, in questa forma è finalmente come dovrebbe essere) con cui balza sul nemico, atterrando l’uomo più vicino a Linnea.
L’ha sentita urlacchiare, mentre Deirdre le è corsa incontro, recuperando per lei le chiavi stellari.
Dal pubblico qualcuno incita, la bambina che ha sentito prima fa il tifo sopra gli altri e getta pomodori sulla faccia del nemico. “We, we, non si toccano i miei compagni! Guarda che papà Ares e Fuo ora ti fanno il culo!” urlacchia piena di vita, arrampicandosi sulle spalle del primo sfortunato che le è accanto.
«Che carino, Charlie è diventato papà!» commenta in pigolii Deirdra.
«Dee, non ascoltarla, non sa quel che dice» la corregge il diretto interessato. È più dolce quando si rivolge alla ragazzina e le sorride con un calore fraterno, che si trasforma in un grugno incarognito quando richiama a sé la propria magia e scaglia una palla di fuoco ai piedi del bastardo più vicino «Doveva essere il nostro giorno di riposo, dovevo ubriacarmi di birra fino a vomitare, come v’è saltato in mente di rovinare tutto mettendovi a seminare il panico nel Festival?»
Non che abbiano seminato molto, il pubblico ancora è lì, tra chi solleva scommesse e chi incita le fate usando i loro soprannomi.
Ifrit. Silph. Qualcuno osa pronunciare anche il nome di Leviathan, ma quando è il turno di Leo lui ruggisce e carica il pugno «Inchinatevi pure al vostro sovrano!»
«Smettila di dire sempre cretinate, l’unica corona che potrai indossare sarà quella trovata nelle patatine!» gli rinfaccia Kuro.
«Zitto gatto, ho dei sudditi da difendere.»
Non li ha. Non ha nemmeno un regno e, se non fosse per i Fairy Tail, forse non avrebbe più nemmeno una famiglia. Ma in compenso ha ancora la forza delle stelle e quando le labbra sfiorano il pugno in un bacio, lo sguardo si posa sui nemici rimasti ancora in piedi «Lo sentite il cosmo dentro di voi?»
«Oh no…» è la voce di Fuyuki.
«Oh sì» è il momento di Leo of Lion «Regulus Impact!»
E quando il braccio si getta in avanti, il potere di Regulus inonda furioso il gountlet e il pugno dello Spirito Stellare.
Quel che rimane è un Festival distrutto.
«Ops.»