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17 February 2018 @ 02:35 pm
[Original] A.I.  
Character: Elìas; A.I. (senza nome);
Pairing: Elìas/A.I.
Rating: PG

Genre: sentimentale; sci-fi (sort of?);
Words: 612
Prompt: Missione Opal - Daddy
Warning: slash; age difference;

Disclaimers: I personaggi appartengono tutti a me
Scritta per la 5° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom

Bzz - Bzz
Elìas si sollevò il visore dal volto, si strofinò gli occhi affaticati e dalle labbra si levò un sospiro stanco.
Paplpebre sintetiche si sollevarono e si riabbassarono, producendo un ronzio leggero, un "bzz" per ogni movimento e il capo si ruotò a guardare il padrone, tenendo le dita allacciate al bordo del tavolo operatorio su cui sedeva e le gambe a penzoloni.
«Sei stanco, padre?» gli chiese.
Elìas gli sorrise.
«Ti ho già detto che non mi piace essere chiamato a quel modo.»
«Preferisci che ti chiami padrone?»
«No, mijo, preferisco che mi chiami per nome.»
Il bzz prolungato, questa volta, accompagnò il balzello di gambe snelle, chiare e dei bolluni che avevano permesso il piegamento del ginocchio. Si sollevò in piedi, facendo ricadere sulle cosce altrimenti nude le bande morbide della tunica rosa con cui era vestito. Aveva un corpo maschile e il suo stesso programma aveva un'impostazione di base maschile, ma come una spugna assorbiva nuove informazioni, le faceva proprie e le rielaborava. Tra quelle informazioni – quei nuovi dati che il suo sistema aveva rielaborato – aveva scoperto che il rosa era il suo colore preferito.
«Elìas» testò il nome del padre sulla punta della lingua, gli elettroni scoppiettarono in minuscole scintille ed Elìas annuì, raccogliendogli la guancia nel palmo, in una carezza gentile. Le sue dita erano calde, ruvide a differenza delle proprie che mancavano perfino di impronte digitali. La sua unicità era, in fondo, già presente nel chip impiantato alla base del collo.
Socchiuse gli occhi, registrando ogni dettaglio di quel tocco: il pollice che si muoveva in piccoli cerchi sul suo zigomo, la punta delle dita che passava sotto il mento, sollevandoglielo appena perché per il padre fosse più facile accedere alla sua bocca.
Aveva imparato che quell'unione di labbra si chiamava bacio, che per gli umani era una dimostrazione d'affetto e che suo padre lo amava più di quanto avesse amato chiunque altro.
Il suo respiro gli scivolò tra labbra morbide e sintetiche, di un pallido rosa; lo invitò a schiuderle e la sua lingua si fece largo nel proprio antro, bagnandolo della sua saliva. Il padre aveva sempre un sapore dolce, panna e fragola, come i lolly-pop che era spesso mangiare quando lavorava.
«Sei il mio capolavoro» mormorò Elìas, sciogliendo il bacio, senza però smettere di accarezzargli il volto.
«Grazie, padre.»
Elìas si accigliò appena, piccole rughe aggrottarono la pelle di un volto ormai adulto – quell'anno avrebbe compiuto quarant'anni.
«Perché ti riesce così difficile chiamarmi Elìas?»
Il ronziò si raddoppiò nei due battiti di ciglia.
«Perché mi hai messo al mondo, non è più corretto, dunque, che ti chiami padre?»
«Se la mettiamo così, dovrei essere tua madre, allora.»
«Vuoi che ti chiami così?»
«Non pensarci nemmeno, mijo
Bzz. Gli angoli delle labbra si erano sollevati in un sorriso dolciastro, simile se non identico a quelli umani. Il cuore positronico aveva scandito un battito più forte degli altri e l'energia era scorsa più veloce lungo i canali sottocutanei, riscaldando i circuiti.
«Però tu continui a chiamarmi mijo» gli fece notare.
Elìas annuì, consapevole.
«Questo è perché so che ti piace, quando lo faccio.»
I circuiti più caldi avevano arrossato le cellule del volto, facendo somigliare la sua reazione all'imbarazzo.
Elìas gli baciò la fronte, lo sollevò per le ascelle e lo fece sedere di nuovo sul lettino operatorio.
«È ora di tornare a lavoro.»
Afferrò i lembi della tunica, fino ad arricciarglieli in grembo, scoprendogli le gambe e riabbassò il visore, per terminare di costruire la pelle sintetica, seguendo le curve dell'inguine, un centimetro alla volta.
Occhi finti continuarono a guardarlo, in un'attesa curiosa, apprendendo, immagazzinando, crescendo.
Bzz - Bzz