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17 February 2018 @ 01:42 am
[Original] You're stupid. And I love you.  
Characters: Ilyas Nov'argento; Gavriil;
Pairing: GavriilxIlyas {oneside};
Rating: PG
Genre: Fluff
Words: 354
Prompt: missione Opal - “Grazie per la vostra amicizia” (Newt, Maze Runner)
Warning: slash;
Disclaimers: I personaggi appartengono a me
Scritta per la 5° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom


«Per la miseria, che diavolo hai da ridere?»
Dovrebbe, piuttosto, chiedergli se è proprio questo il momento più propizio per abbandonarsi a quel delizioso trillo di campanelli argentati che gli risuona nelle orecchie. Se gli sembra normale – carino nei suoi confronti! – confonderlo con quel suono che tanto adora, proprio adesso che si trovano ad un passo dalla morte.
Ilyas però è un ragazzino idiota – comandante dell’esercito, combattente di prima classe e dal potenziale sconosciuto, ma dopo essersi buttato alla cieca oltre il bordo di un canyon, solo per afferrare al volo un mostriciattolo che fino a cinque minuti prima ha cercato di ucciderli entrambi, è un’idiota. E ride stringendo con un braccio la piccola creatura dalle zampotte di tigre e dal muso di drago, mentre penzola appeso alla mano di Gavriil.
«Scusa, scusa, non volevo, lo giuro.»
«Dici sempre così, eppure spiegami com’è possibile che mi tocchi sempre salvarti il culo! Che t’è venuto in mente di buttarti a cielo aperto?!»
Se non fosse uno sforzo impossibile per la posizione in cui si trova, Ilyas scrollerebbe le spalle.
«Sapevo che mi avresti impedito di cadere.»
Gavriil vorrebbe ucciderlo, così come, con quelle parole, Ilyas ha appena attentato alla sua vita. Ingoia gli insulti, cercando di tenersi saldo alla radice che spunta ritorta dal lato della scarpata.
«L'ho fatto solo perché, quando saremo riusciti a riportare il nostro culo sulla terra ferma, ti prenderò a calci per tutta la strada di ritorno!»
Gavriil guarda in basso, lo sguardo minaccioso muore nell'istante stesso in cui incontra quello di Ilyas e il musetto ringhiante di un drago-tigrato che non fa più così paura. Era più grande qualche minuto prima, più feroce e meno propenso a farsi abbracciare... poi è arrivato quell'idiota del suo Comandante e avrebbe dovuto immaginare che le cose sarebbero precipitate (pun intended) in fretta.
«Tieniti stretto, stupido» sbuffa, incapace di rimanere arrabbiato a lungo col ragazzo.
Non quando questi gli sorride, non quando gli affida la propria vita senza battere ciglio, non quando lo guarda pieno di fiducia e con gli occhi lo ringrazia di ogni cosa, perfino di essergli amico.