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15 February 2018 @ 11:01 pm
[Original] Il cavaliere senza nome  
Character: Sigreid
Pairing: //
Rating: NC-17

Genre: Introspettivo; angst;
Words: 328
Prompt: Missione Opal - "A cursed knight has no rest. Not even in his dreams."
Disclaimers: I personaggi appartengono tutti a me

Scritta per la 5° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom

Nera s'è fatta la lama della sua spada e nera s'è fatta la pelle, dura come l'acciaio della propria armatura. Forse, anzi, perfino più.
Eloise ha cercato di fermarlo. La dolce, buona Eloise, la sua stella del nord e la sua guida. Lascia che ti aiuti, gli ha detto, prima che la punta della spada la trafiggesse spargendo il suo sangue sulla landa desolata di quella che un tempo chiamava casa.
Ora è divenuta il proprio inferno e quella sua vita una maledizione.
Schegge rosse bucano l’elmo, occhi non più umani da cui non è più riuscito a far scorrere via nemmeno una lacrima. Avrebbe voluto piangere la morte di Eloise, avrebbe voluto lasciare il suo corpo alle acque gentili del Fiume a due teste che si srotola oltre le Foreste del silenzio, avrebbe voluto pregare i suoi dei e chiedere il loro perdono.
Ma la spada lo chiama, la guerra lo venera e nelle sue vene non scorre più sangue, ma veleno.
La notte non dorme. Si aggrappa alla spada, fin quando non cade incosciente e gli incubi lo azzannano alle gambe, lo tirano verso il basso a seppellirlo nel fango e nella terra, lo spogliano della sua armatura, della sua stessa pelle e tra le sue viscere si fanno largo.
C’è una scintilla al suo risveglio, un unico momento in cui la coscienza riaffiora (Sigfried, lo chiama la voce morbida di Eloise, fermati, lascia che ti aiuti), ma quando le mani ritrovano l’impugnatura della spada e il fendente affonda nella carne del nuovo nemici (tutti lo sono), torna ad essere un cavaliere senza nome, una spada senza fodero, una maledizione senza fine.
Sigfried cade in ginocchi, il sangue sgorga da una nuova ferita. Guarirà. Deve solo aspettare. Guarirà. E sarà di nuovo in piedi, pronto alla mietitura.
Solleva lo sguardo – lame rosse su un volto nero – e ad ogni avversario, gli occhi chiedono una cosa sola.
Sconfiggimi. Uccidimi.
Il cavaliere, però, non muore mai.