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11 February 2018 @ 07:17 pm
[Overwatch] I love the way you hurt me, baby  
Characters: Jack Morrison - Soldier 76; Gabriel Reyes - Reaper;
Pairing: Reaper/Soldier76 { reaper76 }
Rating: PG
Genre: slice of life;
Words: 349
Prompt: missione Opal - All of your flaws are aligned with this mood of mine (Fall Out Boy – Irresistible)
Warning: slash; post overwatch fall;
Disclaimers: I personaggi appartengono a chi di diritto
Scritta per la 5° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom


Sullo specchio del minuscolo bagnetto il vapore condensato cancella i contorni e ingrigisce i loro corpi sfumati.
Jack sbatte il palmo sul vetro, incurva le spalle, offre la schiena nuda e un grugnito a mezza bocca all'ago e al filo di sutura.
Gabriel ricuce ferite che lui per primo gli ha inferto. Le dita salde, i punti vicini l'un l'altro, mentre sbuffi di fumo nero si aprono dai fianchi e dal volto, come tentacoli senza sostanza che si allungano al viso del soldato e al suo collo a circondarlo di brividi e nebbia.
«I tuoi riflessi stanno peggiorando o avevi voglia di farmi sentire in colpa, Jackie?» il suono vibrante e mellifluo della voce di Gabriel gli cammina sulla pelle con l'avanzare del fumo, piccole macchie violastre risaltano nei punti in cui lo tocca. Un'infezione che avanza senza ucciderlo, il marchio della morte che gli cammina affianco.
«Dovresti preoccuparti di più della tua mira, Gabe. Hai dovuto sprecare quattro colpi, prima di riuscire a prendermi.»
Jack sorride ad occhi chiusi. Le pareti della safe house puzzano di formaggio ammuffito, il letto è una rete cigolante che non sono sicuri potrà supportare il loro peso e il bagno è un buco ricavato da uno sgabuzzino con un cesso che perde e una doccia con acqua ghiacciata. E Jack sorride.
Gabriel taglia il filo, riappoggia gli strumenti nella cassetta del pronto soccorso lasciata da Ana e il fumo si solidifica in artigli al petto di Jack. C'è una certa eccitazione nel catturare Soldier 76, un piacere viscerale che aggiunge una tacca alla crudeltà del mietitore – di sé sono rimasti solo i difetti.
Lo fa sedere sulle proprie gambe; il proprio di culo, invece, appoggiato ad uno sgabello. L'unico di tutta la casa.
«Ringraziami per averti risparmiato» l'arroganza gliela sbatte in faccia, ora che può vederlo senza visore, ritrovando occhi azzurri che (vorrebbe) non sono invecchiati di un giorno.
Ma in Jack può riversare il peggio di sé, inquinarlo coi propri difetti, come un cane che azzanna la mano del padrone.
Lui, comunque, non smetterà mai di accarezzarlo.

«Grazie, mi amor