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06 February 2018 @ 11:00 pm
[Original] Per un attimo. Uno solo. ...forse...  
Characters: Ilyas Nov'argento; Gavriil;
Pairing: GavriilxIlyas {oneside};
Rating: NC-17
Genre: erotico;
Words: 666
Prompt: missione Langley - un tentativo fallito
Warning: slash;
Disclaimers: I personaggi appartengono a me
Scritta per la 4° Settimana del Cow-t8 @lande di fandom


La ferita è superficiale, il sangue si asciuga con una leccata.
Gavriil si incanta a seguire il percorso della lingua di Illya che risale il dorso e lo bagna di saliva. La presa alla spada rischia di venirgli meno, ma Gavriil deglutisce, ingoia il nodo che si è formato alla gola, e la rinsalda, cercando – invano – di ritrovare la concentrazione.
«Dovremmo fare una pausa» propone.
Ilyas lo guarda con occhi grandi, rossi e stupiti. Inarca un sopracciglio e nonostante la ferita che il suo secondo gli ha appena inferto, non c'è alcuna stanchezza a pesargli sulle spalle.
L'energia magica che gli scorre nelle vene è ancora un fiume in piena che attende di sfondare le pareti di una diga invisibile.
«Il Capitano ha paura di farsi la bua?» gli domanda. Lo prende in giro.
Gavriil storce il naso, indignato.
«Se fossi quello che le ha appena prese mostrerei meno faccia tosta e più rispetto!»
«Quello posso dartelo solo se riuscirai a battermi.»
«Tsk, ti metterò in ginocchio!»
Ilyas sorride si lecca la bocca (la lingua è rosa, le labbra rosse e carnose e quella bocca dev'essere così calda che potrebbe morire per averla) «Ti piacerebbe, vero, Gavriil?»
Per un attimo (uno solo, che si ripete ormai da giorni, mesi... da sette fottuti anni) Gavreel si blocca e tutto quello che il suo cervello gli riporta sono immagini oscene del giovane comandante inginocchiato ai propri piedi, tra le proprie cosce e la sua bocca che lo lecca, lo succhia e lo ingoia. La sua mano è premuta ai capelli chiari del più piccolo, gli imposta il ritmo, ondeggia le anche e si spinge con l'erezione nella sua gola, fino in fondo, fino a sentirlo gorgogliare in gemiti soffocati, con le lacrime agli occhi, le gote arrossate e quella sua meravigliosa bocca spalancata a prenderlo tutto.
Per un attimo (uno solo, poi forse riuscirà a ricacciare quelle immagini sporche di sperma e voglie inconfessate nel buco da cui sono uscite) lo vede spogliarsi della divisa e offrirsi nudo ai suoi occhi. La pelle bianca, quasi trasparente e, al di sotto, scintille bluastre fuggono e si mescolano ai tatuaggi nascosti (lui è l'unico ad averli visti, per il resto dei suoi uomini sono minuscole scaglie d'inchiostro nero che spuntano alle volte oltre il bordo della casacca) brillando intense per la magia che in lui possiede.
Per un attimo (uno solo, lo giura, non sarà più che un attimo soltanto) Ilyas si sdraia sulla schiena, solleva le cosce dai muscoli fibrosi, le tiene divaricate e con le mani si afferra i glutei. E li apre per lui, si spalanca per lui. Allarga le natiche più che può (l'ano è una piccola rosa vergine di carne e muscoli, in cui la punta delle dita preme appena, tentennando dubbioso, così adorabilmente inesperto) e la sua voce ha il suono di un orgasmo quando chiama il nome di Gavriil.
Per un attimo (uno solo, che una volta svanito lo lascia vuoto e col cuore un poco più arido di prima) Ilyas gli appartiene e Gavriil si spinge in lui con lo stesso ritmo preciso con cui muove le proprie stoccate. Affonda in falcate pesanti, sfida la resistenza del più piccolo e lo apre al proprio pene, alle spinte dell'asta dura e umida e che – sarebbe pronto a confessarglielo, se Ilyas glielo chiedesse – è tutta per lui, è solo per lui, lo è sempre stata.
Per un attimo (uno solo... forse...) Ilyas lo chiama tra le lacrime, allunga le braccia a circondargli il collo e, rosso d'imbarazzo, tremante d'eccitazione, gli ripete all'orecchio ogni oscenità che Gavriil gli ha insegnato "Gavriil, riempimi tutto... voglio il tuo sperma dentro di me... Gavriil, sei così grosso... e così duro... Gavriil, sto per venire... Gavriil... Gavriil... Gavriil..." finché il suo stesso nome non si carica di suoni umidi e sconci.
Per un attimo, uno solo...
«Non fare quella faccia e mettiti in guardia, Gavriil!»
«Uhn?»
«Se vinci, puoi chiedermi quello che vuoi!»
«S-sissignore.»
...forse...