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18 December 2017 @ 11:31 pm
[Overwatch] A gift for you  

Characters: Jesse McCree; Hanzo Shimada;
Pairing: Jesse/Hanzo { mchanzo };
Rating: NC-14
Genre: Fluff; Introspettivo;
Words: 418
Warning: slash;
Prompt di: 13 dicembre: - Obbligo: Scrivi una storia, utilizzando la narrazione in seconda persona, che si basi su un pacchetto regalo inaspettato.
Note: Err... non è esattamente così che doveva essere la fic all'inizio, il pacchetto regalo c'era davvero nella mia testa, poi è diventato una metafora (ed è rimasto nel titolo)... e neppure così inaspettato.
Disclaimers: I personaggi di Ovewatch appartengono a chi di diritto.
Scritta per Il Calendario dell'Avvento @Il Giardino di EFP

A gift for you.
– Hanzo
Sdraiato tra le coperte del futon, Hanzo è un dono per gli occhi. Intorno a lui, petali bianchi caduti sul tatami della stanza e tu (grazia bovina e pelle bruciata dal sole dell’ovest) costretto a muoverti in punta di piedi, grottesco come un orso uscito dal letargo.
Hanamura ha taciuto il segreto del vostro arrivo – giunti come ladri nella notte – e Shimada castle trattiene il fiato alla presenza del suo Drago, ma se tendi le orecchie puoi sentirne i bisbigli grondare da ogni parete: inchinatevi, il master è tornato.
Dello yukata che lo veste insegui i bordi, là dove le linee scure si scontrano con la pelle nuda e la coda del tatuaggio. Ha sciolto i capelli, tra le tue mani il nastro che li legava – sulle dita ancora la sensazione elettrica che ti ha percorso quando ti è sfilato davanti, leggero e silenzioso. Lui petalo di ciliegio, tu speroni da cowboy – come ancora ti voglia al suo fianco è un mistero.
«Non avanzerai portando il tuo fango in questa casa, McCree» ti ferma con un cenno, indica gli stivali e quel tuo passo rimasto a metà è un affronto che non ti perdonerà tanto facilmente. Le buone maniere, cowboy.
«Mi perdoni, sua maestà.»
«Oyabun[1]
La parola si spezza tra le labbra di Hanzo e qualcosa, nei suoi occhi, ti suggerisce di lasciar scorrere – perfino uno come te, dotato della stessa sensibilità di un cactus nel deserto, può sentire il respiro di vecchi fantasmi alitare sul collo di entrambi.
Ti spogli degli stivali. Il pavimento è caldo sotto ai piedi, ma Hanzo che ti guarda avanzare, Hanzo che spalanca lo yukata su muscoli scolpiti e senza vergogna si mostra nudo, Hanzo che ti invita con un cenno della mano a farti più vicino, lui è così caldo che potrebbe scioglierti soltanto toccandoti – ed è esattamente ciò che brami.
Ti pieghi sul futon; nonostante tu gli sia sopra, sorretto dalle ginocchia e con le mani puntellate accanto alla sua nuca, non l’hai ancora sfiorato.
«Potrei ammirarti tutta la notte, darlin’
Ti crogioli nella meraviglia, in quella dolce anticipazione che precede l’apertura di un pacco regalo. Puoi sentire la tensione crescergli sottopelle, il respiro accelerare e quando indugi con lo sguardo sul suo petto, i capezzoli sono turgidi e sembrano un invito per la tua lingua.
«Questa notte, dovrai fare ben più che ammirare, cowboy» sospira, incurva la schiena, il suo bacino si preme contro i tuoi pantaloni (non provi nemmeno a nascondere l’erezione gonfia) e ogni parola diventa superflua.

[1] Non sono sicura che la definizione sia corretta, l’oyabun comanda la Yakuza normalmente, ma visto che si tratta(va) di un clan di ninja, assassini, mercenari invischiati in armi, sostanze illegali e quant’altro, mi è parsa la più calzante. Se qualcuno sa come dovrebbe essere definito il capo del clan degli Shimada, vi prego di illuminarmi.