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29 June 2017 @ 01:57 am
[Frozen] Tra le braccia della tempesta  
Characters: Hans; Elsa;
Pairing: Hans/Elsa { pre-helsa }
Rating: PG-13
Genre: Angst; Introspettivo;
Words: 897
Warning: what if { fire!Hans };
Prompt di: Elena Fanti ~ Helsa, angst: quella bufera di neve che lo stava divorando gli ricordò la regina di Arendelle... finché lei non gli apparve davanti, all'improvviso.
Scritta per la Il prompt del lunedì @Il Giardino di EFP


"E ora usa quella magia di cui vai tanto fiero, fratello."

Non ci sono sbarre a rinchiudere l'Ultimo Principe, ma una distesa bianca di nulla dove l'occhio si perde tra le dune ghiacciate dell'orizzonte.
Lo hanno lasciato vivo, solo, nudo del proprio titolo, della propria dignità e perfino degli abiti e il freddo gli morde le carni con violenza, tracciando la pelle di frustate sanguigne.
È il Deserto Bianco delle Isole del Sud, l'unico fottuto buco, in quelle terre calde e fiorite, dove l'inverno non tramonta mai.
Hans ha smesso di provare a reggersi in piedi, si è lasciato cadere in ginocchio tra la neve e nuove ferite si aprono sulle gambe, in un rossore che brucia e gli scava tra i tendini, nei muscoli, fino all'osso. Trema, cercando disperatamente di aggrapparsi alle deboli fiammelle che crepitano tra le dita congelate. Ma perfino la sua magia sta morendo. Perfino di quella lo hanno privato – il suo fuoco, il suo unico orgoglio, l'unico sciocco di più rispetto ai suoi fratelli.
Respira ghiaccio, gli occhi gonfi e il petto graffiato dalle boccate con cui ingoia aghi invece di ossigeno. I pensieri si sono fatti bianchi come il paesaggio che lo circonda, come la bufera a cui il corpo è costretto ad abbandonarsi e dondola, e trema, e sanguina e batte i denti, ma non ci sono lacrime dai suoi occhi. Di quelle non ne ha mai avute, nemmeno per se stesso.
Non è soltanto la sua magia, è anche il suo corpo, è anche lui che sta morendo. Il vento gli ulula addosso, la neve gli sbatte in faccia e non c'è parte di lui che non senta andare in pezzi.
Chiude gli occhi. Non pensa a nulla. Forse { …forse…. } solo agli occhi della Regina di Arendelle e a quanto siano simili a quella bufera, all'abbraccio impetuoso della sua ira, alla ferocia passionale con cui ha amato sua sorella e odiato lui. Elsa, la Dama dei ghiacci, la Signora degli inverni, la sua Regina…
…se solo…
 Un'ultima straziante boccata dalle labbra cianotiche. Hans cade riverso a terra, gli occhi di nuovo aperti su uno sfondo che ha il colore della pelle di Elsa, che possiede la delicatezza di un fiocco di neve e la forza di una bufera.
«…Elsa…»
Shss.
«…avrei dovuto…»
Dalla bufera si allungano braccia sottili e dita affusolate e quando appare il volto della Regina, è come se una sirena fosse emersa direttamente dal Deserto Bianco.
«…chiederti…»
Forse è un miraggio a cui Hans continua a parlare, anche quando Elsa ne raccoglie il busto in un abbraccio del proprio mantello e lo stringe a sé, intimandogli di nuovo di tacere: «Taci, principe. Risparmia le forze.»
Hans ride, una risata trafitta da un colpo di tosse che lo piega in due, accucciato come un bambino contro il seno di Elsa, cercando di rinchiudersi nel mantello e coprire ogni centimetro di pelle.
«…non ricordi, mia regina?» parla piano, in rantolii dolorosi che stropicciano anche il cuore di Elsa «…non sono più un principe…»
«E io non sono mai stata la tua regina.» risponde, rinchiude le proprie parole nel ghiaccio per difendersi dalla pena che Hans le provoca. "Sei solo, Hans, sei sempre stato solo nelle tue battaglie e nel tuo dolore", ma il pensiero è già sbocciato, le braccia si sono strette più forti al non più principe e lo cullano con la tenerezza di una madre.
La tempesta che vorticava intorno a loro tace, si ritira obbediente al volere della Regina, spianando la strada alla carrozza reale con cui è arrivata. Ha attraversato da sola la bufera, ma a differenza di Hans, il ghiaccio è un amico fedele con cui ha finalmente imparato a convivere.
«…Elsa…» con Hans, tuttavia, condivide la testardaggine. L'uomo non tace – non ci sono più altre undici voci a coprire la sua, un'etichetta da seguire, una rete intessuta di menzogne e sorrisi fasulli «…avrei… dovuto…» in bocca ha il sapore del sangue, è disgustoso, sa di cenere più che di ferro, gli impasta la lingua e per un attimo dimentica cosa vorrebbe dire.
«Taci.» Elsa si ripete, questa volta lo ordina, imperiosa, splendida, illumina la neve e Hans la guarda e la desidera, come un peccatore ai piedi della sua dea.
Non tace – lo hanno già obbligato al silenzio e non ha funzionato, hanno già cercato di cancellare la sua esistenza ed è riuscito a distinguersi, ad emergere e poi affondarsi con le proprie stesse mani, hanno già vinto… cos'altro può perdere, in fondo?
«…chiederti…»
«Non avrei acconsentito a sposarti, se è questo che stai insinuando. Ora, ti prego, taci, Hans. Taci, taci, taci» Elsa lo prega, ora, non può sopportare più di così. La sua vista gli apre un buco nel petto; non è rimasto più niente del principe gentile che ha chiesto la mano di sua sorella o dell'arroganza del calcolatore che ha cercato di ucciderle. C'è solo il guscio semi vuoto dello sconfitto e una scintilla – debole, fioca, traballante – di ostinata audacia nei suoi occhi stanchi.
Elsa però non conosce il fuoco come conosce il ghiaccio, ignora che sia sufficiente un'unica scintilla per scatenare un incendio.
«…di amarmi…»
E quando Hans sviene tra le sue braccia, c'è solo la neve a fare da testimone alle lacrime cristallizzate sulla guancia del principe e alle fiamme che stanno divorando il cuore della Regina di Arendelle.
 
 
Current Mood: amusedamused
Current Music: This is me - The Greatest Showman