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29 May 2016 @ 04:37 pm
[X-Men] Can you eat me with your eyes?  
Characters: James Logan Howlett - Wolverine; Marie D'Ancanto - Rogue;
Pairing: Logan/Rougue { rogan }
Rating: PG-13
Genre: Introspettivo; Erotico;
Words: 521
Warning: movieverse; age difference;
Prompt di: Blue Mary ~ #1 X-Men, Wolverine/Rogue, Wolverine può letteralmente annusare quando lei è eccitata
Scritta per la Drabble We 6/05-8/05 2016 @We are out for prompt


La prima volta che Rogue l'ha visto era in una gabbia dalle sbarre d'acciaio; dopo d'allora, la gabbia è rimasta. Diversa, fatta di tutto ciò che circonda Logan, delle pareti di una stanza, delle regole di una scuola, degli ordini del Professor Summers – diversa, invisibile, eppure sempre presente.
Anche ora che Wolverine esce dalla doccia, un asciugamano alla vita e un sigaro acceso tra i denti.
È un animale che dilata le narici e cerca odori nemici, scoprendo immediatamente chi ha invaso il territorio. Gli occhi di lupo la scrutano e dalla bocca si leva una zaffata di fumo e un mezzo grugnito che funge da saluto. Nessuna sorpresa.
«Potevi aspettare che almeno mi vestissi, kid.» La voce è ruvida e, se le sue mani non possono toccarla, basta quella a graffiarne la pelle, come artigli che le scorrono addosso, le strappano i vestiti e lasciano marchi sul suo corpo.
Logan inarca un sopracciglio, sbuffa dal naso e non smette di guardarla, di farla sentire una preda braccata, intrappolata nella sua stessa gabbia. Ghigna. Non è il più recettivo quando si parla di sentimenti – specialmente se femminili (o di Cyclops, ma siamo sempre lì) – ma gli odori, quelli li conosce e riconosce tutti. E Rogue profuma di eccitazione.
Nemmeno si accorge del modo in cui avanza verso di lei, le spalle incurvate e i denti digrignati intorno al sigaro, sin quasi a tranciarne la punta morsa, con cui la lingua gioca, spingendolo da un lato all'altro. Quando la raggiunge, è un bestione curvo su di lei che ingoia il profumo dolce della sua pelle: bagnoschiuma alle mandorle, deodorante alla vaniglia, shampoo alla camomilla e il tutto condito da vampate di eccitazione. Dio solo sa se quella ragazzina poteva rendersi più appetibile!
«Dio, Rogue.» ringhia, il sigaro accartocciato nella mano e spento contro il palmo a combattere con il dolore l'impulso primordiale di saltarle addosso.
Rogue si tira indietro con le spalle al muro, piccata.
«Non… non ho nemmeno ancora parlato, Logan!»
«Non ne hai bisogno, te l'assicuro.»
«Mi stai… annusando?» inizia a capire (a rendersi conto) soltanto ora e, al grugnito d'assenso di lui, arrossisce, consapevole «Non… non puoi dare la colpa a me! Ti sei visto? Hai un asciugamano addosso, Logan. Solo. Un. Asciugamano.»
E non è solo quello, è anche il modo in cui Wolverine se ne frega di essere più nudo che vestito, dà sfoggio dei suoi muscoli contratti, di una forza brutale che Rogue vede gonfiare le vene e, come un animale affamato, la bracca spingendola in un angolo.
Le dita le formicolano, nervosa le incrocia, sente i guanti tirare e mai più di ora l'idea di una cura per la sua malattia le sembra così buona. Una cura per poter toccare Logan, una cura per poter essere toccata da lui.
«Tu mi uccidi.»
Una cura per impedirlo.
Logan si tira indietro, anche se il suo pugno chiuso (Rogue sente odore di carne bruciata e fumo di sigaro) si è sollevato e poggia vicinissimo alla nuca di lei.
«Forza, vai prima che ti mangi.»
E una cura per poter diventare il dessert di Wolverine.
 
 
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