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16 May 2016 @ 07:36 pm
[Captain America] Vivo di te, di un sorriso tra i lividi della vita  
Characters: Steve Rogers; James Buchanan Barnes;
Pairing: Bucky/Steve { stucky };
Rating: PG
Genre: Introspettivo; fluff;
Words: 507
Warning: slash; pre-movie; movieverse;
Prompt di: Blyth Efpfanwriter ~ Bucky/ Steve pre-siero Adolescenti: "i bulli lo avevano picchiato di nuovo, ma lui non si lamentava, nonostante gli avessero rovinato la faccia e Bucky si sentiva ancora più in colpa per non averlo protetto"
Scritta per la HalloWeekend 30/10-1/11 2015 @We are out for prompt


È una macchia violacea di lividi e rossa di sangue che cola ancora dal naso rotto e gli impasta la bocca per il labbro spaccato. Deve aver ingoiato un dente o forse lo ha sputato, lasciandolo sull’asfalto del vicolo in cui Bucky lo ha trovato troppo tardi.
C’è un sorriso nella smorfia dolorante di Steve e parole – alle volte anche qualche insulto, soprattutto ora che sua madre non può sentirlo – che hanno il suono amaro di un orgoglio troppo grande per un corpo così piccolo. Eppure non una volta si lamenta, mentre Bucky gli cuce la fronte con ago e filo presi dal kit di primo soccorso che la signora Rogers tiene sotto il lavello in cucina.
Una ruga dopo l’altra corruccia la fronte del più grande. All’ennesima, Steve si tira indietro con il capo, in un gesto stupido e repentino che per poco fa finire l’ago nel suo occhio.
«Dio santo, vuoi stare fermo?» l’imprecazione di Bucky è arrabbiata. Non con lui, con se stesso, che vorrebbe prendere a pugni per non essere arrivato in tempo, per non averlo difeso e protetto, per non averlo salvato.
«E tu invece, vuoi smettere di tenermi il broncio?»
«Detto da te è quanto di più ridicolo abbia mai sentito. È tanto se ti ricordi ancora come si usano ‘sti muscoli facciali per sorridere.» nel dirlo, la mano libera dall’ago cerca la guancia di Steve, quella meno dolorante, per pungolarla piano, con una gentilezza che, dopotutto, il biondo riconosce in ogni suo gesto e che ancora è presente negli occhi azzurri di Bucky.
«Non è niente.» il sospiro di Steve filtra da un sorriso poco convinto – che fa così male che Bucky avrebbe preferito non vederlo.
«Non è mai niente per te, Steve.»
Se abbia capito cosa intenda l’altro, non lo dice e Bucky non insiste. Ricomincia a ricucire il taglio alla fronte, gli occhi concentrati sui punti che sta dando, piccoli e vicini affinché la cicatrice sia discreta e non rovini il volto di Steve.
Nessuno dei due apre più bocca ed il silenzio è una bolla calda e appiccicosa che li racchiude e gli si impasta addosso, finché gli occhi di Bucky non ritrovano quelli di Steve e la rabbia è diventata dispiacere e il dispiacere è diventato un bacio che ha il sapore ferruginoso del suo sangue e quello morbido della sua bocca.
«Guai a te se lo rifai, Steve.» gli mormora a fior di labbra.
Steve sorride, ancora dolorante – ancora doloroso – ma perfino con il volto pesto, non c’è niente di più bello del suo sorriso.
«Lo sai che non posso promettertelo, Buck.»
«Dio quanto ti odio quando fai l’eroe.»
«A-ah, ti amo anche io.»
«…fanculo.» Bucky lo abbraccia, lo abbraccia così stretto che rischia di rompergli qualche osso dei pochi rimasti intatti. Lo abbraccia, lo bacia e poi lo bacia ancora e ancora «Io ti amo di più.»
E tutto quello che rimane della rabbia, della delusione e del dispiacere è la risata di Steve ed il suo volto arrossito.
 
 
Current Mood: hungryhungry