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13 May 2016 @ 11:41 pm
[Frozen + Rise of the guardian] Colei che comanda sul Signore delle ombre  
Characters: Elsa; Pitch Black; Kristoff {nominated}; Anna {nominated};
Pairing: Pitch/Elsa;
Rating: PG
Genre: Introspettivo; fluff;
Words: 436
Warning: crossover;
Prompt di: Jordan Hemingway Efp ~ E salve: Pitch/Elsa, A volte l'unica cosa che funzionava con il Signore degli Incubi erano le maniere forti.
I personaggi di Frozen appartengono agli aventi diritto
Scritta per la HalloWeekend 30/10-1/11 2015 @We are out for prompt


Pitch non dorme nelle notti di tempesta. Sono quelle in cui i bambini urlano più forte per gli incubi che lui ricama, sono quelle in cui lui si sente vivo, come lo era nei tempi bui di un medioevo ormai andato.
Il manto che lo riveste d'oscurità scivola contro lo stipite della porta, ma nessuno che guardi verso di lui può vederlo realmente; lui è quella presenza di cui si sente il pizzicore dietro al collo, che fa sollevare peli sulle braccia e rende acuti i sensi.
Ma nessuno lo guarda più.
Nessuno tranne Elsa.
I passi della regina sono leggeri, ovattati come il rumore della neve e, quando gli arriva alle spalle, lo fa per sfiorarne una con la mano e poggiarvi contro la guancia.
«Non eravamo d'accordo che avresti lasciato i bambini in pace?» gli domanda in un sussurro soffiato contro gli abiti scuri.
Pitch non la guarda, gli occhi di fumo che assaporano i volti piegati dalle smorfie dei piccoli e le loro manine sollevate a chiedere aiuto.
«La prossima volta, quando non mi passeranno attraverso.» risponde scoccando la lingua, con voce leziosa e dita lunghe e affusolate che si muovono per costruire nuovi orrori a cavallo di incubi e sospingerli verso di loro.
Elsa fa lo stesso: allunga la mano e una scintilla bianca congela i giovani incubi.
«Che stai facendo?» le chiede, irritato.
«Sto tenendo fede alla tua promessa: niente incubi sotto il mio tetto.»
«Loro non mi hanno visto, Elsa.»
C'è offesa nel tono e dolore nello sguardo, quello di una solitudine che la Regina di Arendelle conosce fin troppo bene. Per un attimo guarda oltre la spalla di Pitch, dove il piccolo esercito di bambini – sono tutti figli della nobiltà di Arendelle, nuovi e vecchi amichetti dei gemelli di Anna e Kristoff – dorme, circondati dalle palle di neve con cui hanno giocato insieme ad Olaf.
«Ma io ti vedo, non ti dovrebbe bastare?»
Pitch si volta finalmente, ricambiando il suo sguardo azzurro con uno diffidente in cui Elsa scopre il primo spiraglio di cedimento.
«E ora andiamo a letto.» lo dice morbida, un invito suadente accompagnato da una mano tesa a cui lui, tuttavia, non risponde.
Scuote il capo, piccata, e le parole questa volta si caricano di superbia.
«Se non vieni, da ora in poi dormirai sul divano, Signore degli Incubi.»
Lo sfida, lo tenta, lo vince.
Pitch ruota gli occhi al soffitto, ma l'attimo dopo, la sua ombra è già scivolata ad abbracciare quella di Elsa e la sua mano ne stringe il polso, affrettando il passo per primo in direzione delle stanze della regina.