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16 November 2015 @ 03:05 pm
[Teen Wolf] Oh my sweet little princess  
Characters: Stiles Stilinski; Derek Hale;
Pairing: DerekxStiles { sterek };
Rating: PG
Genre: Introspettivo; Slace of life;
Words: 782
Warning: pre-slash;
Prompt di: Bacinaru EFP ~ TW, Derek salva Stiles da una creatura mistica e siccome Stiles è ferito alla caviglia, Derek lo porta fuori dal bosco tra le sue braccia. Stiles è imbarazzato e di conseguenza non può tenere la bocca chiusa
Disclaimers: I personaggi di Teen Wolf appartengono a chi di diritto.
Scritta per la Drabble Weekend 19/09-20/09 2015 @We are out for prompt


Le braccia di Derek lo sostengono con forza. E Stiles si sente una di quelle stupide inutili principesse salvate dal bell'imbusto della situazione, con l'unica differenza che Stiles non è una ragazza, non è stupido – o forse sì, questione di punti di vista, ma di sicuro non è inutile – e men che meno è una principessa. E Derek insiste nel tenerselo in braccio, con le dita che affondano alle sue cosce e intorno alla sua spalla e il mento ruvido di barba che gli sovrasta il capo.
Non è che Stiles non gli sia grato, è appena stato salvato dalle grinfie di Bob (che non si chiama davvero Bob, ma è stufo di trovarsi davanti creature mistiche che non hanno nemmeno la decenza di presentarsi prima di cercare orrendamente di ucciderlo) e la caviglia gli talmente male che probabilmente non sarebbe riuscito nemmeno a muovere un passo prima di accasciarsi in terra e piangere di dolore, maledicendo Bob. Quindi sì, Stiles gli è grato; gliene è un po' meno per il silenzio che fa gravare su di lui, come se volesse fargli pesare la propria stupidità – che ora, in effetti, sta iniziando a notare anche lui: sarebbe stato meno stupido andare a funghi nel bosco, di notte tra gli ululati dei mannari, così invece non ha nemmeno la scusa dei funghi e i mannari sta volta c'entrano poco – e per lo sguardo ferino che si spinge oltre i confini del bosco, mentre le gambe lunghe di Derek non hanno rallentato il passo nemmeno per un secondo.
«Forse è preoccupato. Beh, certo che è preoccupato, non può lasciare che il figlio dello Sceriffo crepi mangiato da un Bob qualunque davanti ai suoi occhi di mannaro, ha una reputazione da mantenere.»
Dopo un paio di lunghe falcate, abbastanza lontano dal cuore del bosco da potersi ritenere fuori pericolo, Derek si ferma. L'espressione è contrita, i denti stretti contro cui il respiro pesante del Lupo sbatte ferocemente e gli occhi, che per un attimo risplendono di rosso, si abbassano con una violenza tangibile su Stiles.
«E ora chi diavolo è Bob?»
«Oh giusto. Scusa, non mi sono accorto di averti escluso dai miei pensieri su Bob: è il nome che ho dato al mostro che ci insegue. Così è facile da ricordare e quando ne parlerò a Scott non sarò costretto a–»
«Non mi interessa.»
«Ma lo hai chiesto tu. Ti sei fermato e hai letteralmente chiesto chi diavolo fosse Bob e… e ora stai riprendendo a camminare.»
Derek riprende anche ad ignorarlo e Stiles lo aggiunge alla lista di ciò per cui non gli è grato.
«Potresti almeno dirmi se sei arrabbiato. Mettiti nei miei panni, sembri sempre incazzato col mondo, come fa uno a capire quando lo sei sul serio e solo con lui?»
«Lo sono sempre con te.»
«Oh.»
«E ora taci, Stiles.»
«Non puoi dirmi di tacere, sono la vittima qui! Potrei star già manifestando dei sintomi da disturbo da stress post-traumatico.»
I passi di Derek si fermano ancora una volta e, sebbene sia stanco per la lotta, per aver salvato il culo di Stiles – e Stiles lo sa perfettamente, perché ha capito di essere stupido ma non così stupido –, le sue braccia mantengono con fermezza il corpo più minuto del ragazzo contro il proprio petto, la sua schiena è dritta e le sue spalle sono due pezzi di marmo a cui le dita si Stiles si stanno aggrappando. Se fino a una decina di minuti fa, stava urlando per scappare da Bob, mentre ora parla che è una meraviglia, un motivo ci sarà: sa che Derek è lì per lui.
«Ti sei quasi fatto ammazzare. Di nuovo.»
Ed è sempre più incazzato.
Stiles china il capo, trovando l'illuminazione nella zip della propria felpa: «Quindi è per questo che sei arrabbiato.»
«Sì!»
Il ringhio bestiale risuona in tutto il bosco, travolgendo il volto di Stiles in un'alitata calda e spaventosa. Chiude gli occhi, ma la paura che prova è quella buona, quella che nasce dalla preoccupazione di Derek, o dalla sua esasperazione, o dal suo timore di perderlo e davanti a questo il proprio silenzio dura molto poco.
«Potevi dirlo subito!»
Per un attimo gli sembra che la presa di Derek venga meno e, allarmato, gli getta le braccia intorno al collo. L'espressione di un capriolo ferito con cui lo guarda è sufficiente perché il più grande lo stringa di nuovo a sé con tutta la forza – o quasi – di cui è capace e riprenda a camminare, con le orecchie finalmente libere dal ronzio della voce di Stiles.
«Almeno posso sapere quale sarà il piano una volta usciti dal bosco?»
…o forse no.