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12 May 2015 @ 06:34 pm
[Marvel Universe] Come ragni in soffitta  
Characters: Aleksei {OC} ; Kyra {OC};
Pairing: AlekseixKyra;
Rating: PG
Genre: Introspettivo;
Words: 558
Warning: Incest;
Disclaimers: Aleksei appartiene a me, mentre Kyra appartiene alla Vecchia {Lasttrain}; a lei e ai suoi ricatti è dedicata la fic.
Ispirato all'universo Marvel


«Kyra, canta.»
Aleksei possiede un unico modo di parlare: anche quando le sue sono richieste, quello che ne esce si trasforma in pretese minacciose che graffiano l’aria e pizzicano la pelle in brividi freddi.
È in piedi accanto al divano che ospita sua sorella, accoccolata tra i cuscini bianchi; bianca anch’essa, nella pelle e nel vestito che la copre sollevandosi sulle cosce reclinate verso lo schienale, con l’aria leggera di un fiocco di neve posato sulla stoffa. Lui la guarda dall’alto, con i pugni stretti, le labbra tirate e una tempesta di pensieri che sta già vorticando verso la mente di Kyra, aperta a riceverlo per mettere ordine nel suo caos.
«Stavi ancora studiando, Alek?» Conosce la risposta, ha visto nozioni di fisica affondare tra le ondate dei suoi pensieri, e immagini di un libro universitario torturato da una mina, da linee nere e nevrotiche che cancellano numeri e simboli sbagliati.
Il ragazzo annuisce in un cenno rigido del capo.
«Canta.» I denti ne mordono la voce bassa, riempiendola di spigoli per infilzare gli ultimi pensieri prima che la sorella li senta. Ma è già troppo tardi, le dita sottili ed invisibili di Kyra li hanno raccolti tutti e portati in grembo, li culla come fossero propri e, infine, allunga i piedi nudi fino al pavimento, per fare spazio tra i cuscini accanto a sé. Aleksei le si siede vicino; ha i pugni ancora stretti, rigido nei muscoli tesi e con le spalle ricurve in una posizione sgraziata che è l'opposto della sua. I nervi vibrano sottopelle e la rabbia si è accumulata nei suoi occhi chiari, soffocando la pupilla ridotta ad una linea sottile dello spessore di un foglio di carta.
Gli sfiora le dita con la punta delle proprie; non ha bisogno di toccarlo davvero per tirarlo a sé, le basta far scivolare la mano vicino alle proprie gambe e Aleksei, come un serpente incantato, si piega docile al suo volere, poggia il capo sulle sue cosce e socchiude gli occhi.
«Non sei stupido, Alek.» gli sussurra. È stato quello il pensiero più forte, lo sente ogni volta che il fratello si mette sui libri e non riesce a stare fermo e meno ci riesce, più si irrita e più si irrita, meno capisce. È un circolo vizioso di cui lei sola sa mostrargli l'uscita.
Piano passa la mano tra i suoi capelli biondi e spettinati, domandoli così come fa con lui.
«Kyra, canta.» le ripete Aleksei.
E Kyra canta. Canta una ninnananna russa fatta di lunghi silenzi e dolci note pensate, che fluiscono direttamente nella testa del fratello, canta per scioglierne i pensieri uno dopo l'altro, finché l'ultima goccia di tempesta non ricade in un lago placido, finalmente immobile.
Quando la ninnananna è finita, il respiro di Aleksei è lento e le sue labbra si piegano in un sorriso finalmente soddisfatto.
«Non andartene, rimani dentro.» ordina, recependo la sua presenza non come un'intrusa, ma come parte di se stesso, completo solo quando i loro pensieri sono condivisi. Calmo solo quando lei gli entra dentro, abbattendo muri di coscienza per costruirsi il proprio nido, come un ragno dalle zampe bianche che tesse la sua tela nelle case degli umani, anche se nessuno dei due è mai stato umano. O vuole più esserlo.
E Kyra ricomincia a cantare, una ninnananna per loro due soltanto, tra pareti sicure ed accoglienti di in una soffitta costruita nella testa di suo fratello.
 
 
Current Mood: tiredtired
Current Music: Take Me To Church - Hozier