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27 January 2015 @ 01:52 am
[Captain America] Dove l'eroe finisce e l'uomo inizia  
Characters: Steve Rogers; Peggy Carter; James Buchanan Barnes;
Pairing: StevexPeggy {steggy}; StevexBucky {stucky};
Rating: Nc-17
Genre: Introspettivo; Erotico;
Words: 1.108;
Prompt: 2 WARNING TRA: Het - Slash - Femslash
Warning: het; slash;
Note: Sto ancora cercando di riprendermi dalla realizzazione di aver scritto la mia prima porn het. E probabilmente anche l'unica. Peggy, io tivibì, ma Bucky sarà sempre la mia prima scelta per Steve. #sorrynotsorry
Disclaimers: I personaggi di Captain America appartengono alla Marvel e a chi di diritto.
Scritta per la 2° Settimana del Cow-t5 @maridichallenge


Ha baciato le labbra di Peggy, di quel colore rosso ciliegia che gli è rimasto impresso fin dal primo momento. Peggy è bella, forte e femminile, anche nella sua divisa militare – quando la indossa, anzi, è perfino più donna, è perfino più bella –, con i capelli acconciati in onde castane che le accarezzano il collo e il rossetto di un rosso così intenso che tuttora gli invade la testa, tuttora gli parla di lei, della sua bocca e dei suoi baci.

Ha baciato le labbra di Bucky – o forse è più corretto affermare che è stato Bucky a baciare quelle di Steve, ma tra i due il più portato per certe cose è sempre stato l'amico. E Bucky è bello e virile, ha la sensualità dei gatti e quando gli sorride, infilato nella sua divisa militare, con il berretto storto e l'aria sorniona di chi ha avuto ogni donna ma ha amato un uomo soltanto, Steve vorrebbe essere come lui. Anche ora che porta il nome e la responsabilità di un’intera Nazione.

Ha toccato il corpo di Peggy; l'ha guardata spogliarsi di abiti e gioielli, riporli con cura sulla seggiola e poi voltarsi per mostrarsi a lui, per invitarlo ad avvicinarsi. L'ha toccata, abbracciata e spinta gentilmente tra le lenzuola del letto; ha raccolto i suoi seni tra le dita, li ha massaggiati con la curiosità della prima volta, li ha plasmati nell'eccitazione dei loro gemiti bassi – perché Peggy non urla mai, non si scompone, anche se quando il piacere la travolge spalanca la bocca, tira indietro la testa e i suoi occhi si sciolgono come cioccolata fondente e Steve vorrebbe berla e mangiarla e non lasciarla mai –, e ha giocato con i suoi capezzoli, fino a farli diventare turgide capocchie rosate che ha succhiato e leccato e amato, come ogni cosa di Peggy.

Ha toccato il corpo di Bucky; lo ha spogliato pieno d'impazienza, fermandosi ad imprecare imbarazzato quando i primi bottoni della camicia sono saltati rotolando a terra. Ma Bucky ha riso, lo ha invitato a continuare, lo ha spogliato a sua volta e lo ha tirato a sé, facendoli cadere entrambi sul divano scricchiolante del salotto. E Steve lo ha toccato, ne ha sentito il petto piatto e solido contro il proprio e i muscoli compatti di un uomo tendersi sotto le dita. Ha afferrato le sue gambe – e ha scoperto quanto in realtà, nude e strette intorno alla propria nuca, fossero sottili – aggrappandosi alle sue cosce, mentre la propria bocca ha accolto la sua erezione e lo ha succhiato e leccato, lo ha sentito contorcersi tra le labbra e ha sentito il sapore del suo seme invadere il palato e la gola, inebriandogli i sensi. Gli ha dato piacere – lui, solo lui – e di questo ha provato orgoglio.

È affondato in Peggy; ha incrociato le dita di una mano con le sue, più piccole, ha aspettato che la donna gli concedesse un cenno del capo – come un soldato in attesa di ordini dal suo generale – e quando la sua bocca rossa e gonfia si è schiusa a sussurrargli di farla sua (Non è buon costume fare attendere una donna, Capitano), si è spinto dentro di lei, sentendo il calore del suo sesso umido e stretto chiudersi sulla propria erezione, in una scarica di piacere in cui ha creduto di morire. E ha continuato a spingere in lei e in lei ha continuato a morire e ad ogni spinta le ha detto di amarla e ad ogni Ti Amo si è preso anche le sue labbra di quel rosso così energico che non dimentica, che ancora oggi ritrova nei sogni, quando alla notte chiude gli occhi.

È affondato in Bucky; le mani dell’amico lo hanno guidato per tutto il tempo – liberandolo della paura di fargli male, di sbagliare, di non essere alla sua altezza –, hanno mosso le proprie lungo il suo addome e, quando Steve gli ha preso i fianchi, Bucky gli ha sorriso – e la sua aria sbarazzina era ancora tutta lì, tra il piacere dello sguardo e la scia umida di saliva sulle labbra – e gli ha sussurrato di stringerlo più forte. Stringimi più forte, Steve, non c'è pericolo che tu possa farmi del male. E lui lo ha stretto e Bucky lo ha abbracciato e lui si è spinto tra le sue natiche e quando Bucky gli ha urlato contro l'orecchio, in un gemito roco che è stato il suono più incantevole che avesse mai sentito – e sentire Bucky gemere è la cosa più dolce e più sensuale del mondo, perché le labbra e il petto gli vibrano come sotto le fusa di un gatto e gli occhi hanno quella luce affamata che fa invece tremare Steve –, lui si è sentito completo, vivo, amato.

Ha amato Peggy e il proprio amore ha resistito alla guerra, ai nazisti, al ghiaccio e al tempo. Ha amato Peggy con ogni battito del proprio cuore e con ogni goccia del proprio sangue, in un modo in cui non ha mai amato nessun’altra donna, né potrà mai farlo. E, nel risvegliarsi in una terra che non ha visto crescere, né progredire, né mutargli intorno lasciandolo indietro, scoprire di averla persa senza aver potuto combattere per trattenerla – scoprire di essere stato lui quello perso e intrappolato, quello che ha salvato il mondo, ma non è stato salvato – è veleno per le sue ossa. Nel risvegliarsi in un mondo senza Peggy – la sua Peggy, dai rossetti rossi e le pistole fumanti – Captain America cade in ginocchio.

Ha amato Bucky; lo ha amato da sempre, prima ancora di saper dare un nome a ciò che provava. Credeva fosse invidia, ammirazione, fraterno affetto. Credeva, ma ha poi capito e lo ha amato più della propria stessa vita, lo ha amato più di quanto abbia mai amato la propria Patria, più di quanto un uomo fosse umanamente in grado di amare. E nel ritrovarlo senza memoria di sé, ha ricordato per entrambi; nel ritrovarlo nel dubbio di un “loro”, ha continuato a chiamare il suo nome per condurlo oltre la nebbia ed il vuoto; nel ritrovarlo con un corpo ferito, un cuore spezzato e un’anima più pesante, gli ha offerto le proprie braccia come rifugio, il torace come scrigno e  le spalle come sostegno. Nel ritrovare Bucky – il suo Bucky – in battute e risate e pacche sulla schiena e baci addosso, in un’epoca che ama i suoi eroi, ma guarda con leggerezza a chi sta dietro la maschera, Steve si alza, fiero, e in lui non c’è più solitudine.
 
 
Current Mood: accomplishedaccomplished
Current Music: Broken Inside - Broken Iris