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19 January 2015 @ 08:20 pm
Doctor Who] Following the mad man with a blue box ~ Day 06  
Characters: Rory Williams; Eleventh Doctor; Amelia Pond;
Pairing: Eleven/Rory {fezturion} ; Rory/Amelia
Rating: pg-13
Genre: Fluff; slice of life;
Warning: slash
Prompt: Wearing eachothers’ clothes; Esuberanza;
Words: 1105
Note: Lo so, lo so!, tecnicamente ho barato sulla storia del vestire gli abiti l'uno dell'altro, ma così mi piaceva di più.
Il Circo Volatile viene nominato nell'episodio 6x11 ed in realtà sembra essere un pianeta intero, ma dato che nessuno l'ha ancora visto o sa com'è fatto, ho deciso in questo momento essere grande esattamente quanto un tendone da circo e che quindi è legittimo possa spostarsi di pianeta in pianeta.
Disclaimers: I personaggi di Doctor Who appartengono a chi di diritto.
Scritta sui prompt di [ 30 day OTP Challenge ]
Scritta per la 1° settimana del Cow-t 5 @maridichallenge
Capitoli precedenti: 01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06



Day 06 # Wearing eachothers’ clothes
«Uh, ho sempre desiderato farlo!» le mani del Dottore non stanno un attimo ferme, nemmeno – soprattutto – nei nuovi panni che lo rivestono e, quando Rory si accorge di ciò a cui si sta riferendo, non sa se è più forte il desiderio di sotterrarsi o quello di sotterrare il proprio corpo. Perché ora, oggettivamente, non può fare entrambe le cose. Non più.
«Guardare nelle mie mutande è qualcosa che hai sempre desiderat–» si interrompe, decidendo sia più saggio prima bloccare i polsi di Eleven e tirare le mani fuori da lì, dando fine alla serie di «Uh!» e «Rory Pond!» e «Ecco perché Amy ti ha sposato!» che non capisce se siano più scandalizzati o ammirati. Nel dubbio, non vuole saperlo!
Con un broncio infantile – stona su quel volto e Rory non può fare a meno di pensare che sembri così fastidiosamente stupido – il Dottore risolleva lo sguardo, solo per incontrare occhi grigi a cui torna a sorridere allegro.
«Hello handsome!» saluta, poggiando pesantemente le mani sulle spalle dell'umano.
«Non mi distrarrai con le tue lusinghe, Dottore. Voglio ancora sapere che fine ha fatto mia moglie.»
«Non dire sciocchezze Pond, ricordati che hai la mia bocca!» lo rimprovera, prima di stringere le dita al suo mento e agitarlo come punizione «Sto parlando sul serio, insomma, guardami! Beh, non che tu sia un grande osservatore, mi hai guardato per tutto questo tempo e non mi hai mai detto quanto fossi carino da quest'angolazione. Tenerti solo per te certi pensieri, è davvero rude da parte tua!»
Il ringhio che sbatte contro i denti di Rory nella serrare la mascella – più lunga e più squadrata di quanto sia abituato e con un mento che sembra non finire più – potrebbe suonare minaccioso, se solo non fosse stato tranciato all'improvviso dalla bocca del Dottore. Che poi è la propria. Oddio, questo significa che sta baciando se stesso o il Dottore?
Si tira indietro di scatto, guardandolo allucinato.
«E questo per che cos'era?!» l'urlo è abbastanza acuto da suonare impanicato, anche se con quella voce sembra tutto diverso, sembra quasi che ci sia una punta di divertimento e meraviglia sul fondo di ogni frase.
«Hai ragione, non è stato un granché. Ma è colpa del naso, come fai a non incastrarti nelle porte o a non venire sbilanciato in avanti? È così faticoso averlo in faccia!»
«Vuoi che inizi a parlare del tuo mento?»
«Hei! Che ha che non va il mio mento? Non starlo a sentire!» le mani di Eleven – o quelle di Rory; inizia a diventare confusa la situazione – catturano il volto di Rory – che poi è quello del Dottore e, no, il cervello dell'umano non può stare dietro a tutto questo, è troppo, davvero troppo – e quello che era cominciato come un bacio dato per narcisismo, si trasforma in una serie di baci che becchettano devoti lungo la linea del mento.
«Sei.» bacio. «Un.» bacio. «Mento.» bacio. «Stupendo.» bacio.
L'ultimo termina al centro della gola, con un morso al Pomo d'Adamo che sale e precipita verso il basso, quando Rory deglutisce rumorosamente. Le sue mani sono rimaste intorno ai polsi di quel corpo che, fino a qualche minuto fa, rivestiva la propria mente; ora, invece, si muove sotto il controllo di un alieno, con tale disinvoltura che inizia a dubitare gli sia mai appartenuto.
«Rory, quando sarai tornato nel tuo corpo, ti do il permesso di assaggiarmi.»
«C-che?»
«Ho proprio un buon sapore. Non posso credere che nessuno me l'abbia mai detto prima!»
E via con un altro morso, mentre Rory muore sotto il rumore di due cuori che battono all'unisono in un petto soltanto. Quindi è questo che si prova ad essere il Dottore?
In un certo senso, fa male il doppio. Due cuori che battono significa moltiplicare per due qualsiasi emozione.
«Dottore, focus!» esclama a se stesso e al corpo di Eleven, in cui sente la propria mente perdersi e venire inondata dal calore di stelle che credeva esistessero solo nei suoi occhi, ma che invece compongono ogni cellula del suo fisico.
Prende un respiro profondo, allentando il cravattino e slacciando il primo bottone della camicia. Anche prima faceva così caldo?
«Possiamo tornare a mia moglie?» domanda, aggrappandosi al pensiero di Amelia per rimanere lucido. Lucido e se stesso.
«Ahm…» il Dottore boccheggia come un pesce fuor d'acqua e quell'espressione sembra perfetta per il volto umano in cui è stato intrappolato, in uno scambio di corpi che solo chi lavora nel Circo riesce a trovare così divertente. Ah, ah, che risate.
«Ahm?» ripete Rory, in un attacco isterico che si traduce in un ampio gesticolare e nel bisogno di agitare il cacciavite sonico «Come sarebbe a dire "ahm"? Niente "ahm"! "Ahm" no buono! E perché non riesco a smettere di muovere 'sto coso?!»
La risposta potrebbe risiedere nel fatto che lo stesso Eleven ha avuto problemi la prima volta in quel corpo e lui è il Dottore; è naturale che per l'umano sia più complicato pilotarlo. Per un attimo è tentato di far leva sull'attacco di panico, affinché svenga e la smetta di fare domande a cui non può dare risposta, a meno di affrontare l'ira di Amy e, ammettiamolo, Amelia riuscirebbe ad essere spaventosa anche nel corpicino di un usignolo! Ma è la donna ad intervenire, uscendo da dietro uno dei tendoni del Circo Volatile in cui il TARDIS li ha portati, in una delle sue tappe nella vecchia Londra Vittoriana: «Rory respira, andrà tutto bene.»
Donna, in effetti, non è il termine giusto. Non più. Non con quegli occhietti incavati nel testone di un'enorme patata in frac.
«Mia… mia moglie è diventata Strax…»
Arrivati a questo punto, svenire sembra l'unica cosa ragionevole da fare.

L'odore di incenso mantiene i sensi di Rory in un dormiveglia da cui le palpebre non vogliono risollevarsi.
Intorno a lui riesce a sentire la voce di Madam Vastra discutere del successo dello spettacolo circense che deve essersi perso, riconosce la risata di Amelia nel giurare di non voler mai più avere a che fare con clown alieni e quella del Dottore, la più esuberante del gruppo.
Quando Jenny giunge ad annunciare che il tè è pronto, nell'allontanarsi dei loro passi, si allontana dalla veglia anche la propria coscienza.
Rory si riaddormenta, ma prima di affondare nel tepore del sonno qualcosa di caldo e umido si posa alla sua gola e, subito dopo, una voce solletica il suo orecchio: «Lo sapevo, anche tu hai buon sapore, Rory Pond.»
Non c'è dubbio che l'umano sia tornato nel proprio corpo, altrimenti a fermarsi per un istante non sarebbe stato un cuore soltanto.
 
 
Current Mood: moodymoody
Current Music: Immortals - Fall Out Boys