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23 November 2014 @ 05:17 pm
[Original] May the gods protect you {...or not, I don't really care}  
Characters: Arya {amazzone}; Yuurei {sciamano}; Hailie {sentinella};
Pairing: YuureixArya { yuurya - implicito };
Rating: PG
Genre: Comico; Avventura;
Words: 2.404
Warning: wrpg!verse
Disclaimers: I personaggi di Arya e Yuurei appartengono a Caith Vision & Iced Dust, creati col magico test di Maridichallenge per la WRPG, con tanti riferimenti alla challenge e alle trial affrontate.
Scritta per la Seconda Settimana: Trial of Water di WRPG @maridichallenge


L’arrivo in una nuova città era sempre piuttosto traumatico. C’erano le stanze nella locanda più economica da prenotare, i cavalli da rifocillare o, in alternativa, da rubare, le informazioni da recuperare e, cosa più importante: lo shopping. Se per Hailie shopping significava fare il giro delle botteghe, per far scorta di cibo per il viaggio o trattare con gli armaioli per ottenere uno sconto sulla riparazione delle loro armi danneggiate durante gli ultimi combattimenti, per Arya e Yuurei, shopping significava farsi sbattere fuori, rispettivamente, dal pub cittadino per le troppe minacce di morte mosse all’oste e dal negozio di pozioni per la totale mancanza di tatto nelle critiche contro il negoziante, nate dalla scarsa quantità di tea nel suo magazzino. Perché un negozio di pozioni dovesse essere fornito anche di tea alle rose selvatiche della foresta di Kallavàn o tea alle spezie incendiarie della Valle di Fira, era chiaro solo allo sciamano.

Nonostante le raccomandazioni di Hailie, anche questa volta le cose non si erano svolte molto diversamente dal solito.
Trascinando svogliatamente la sua Frozen Staff, Yuurei ciondolava per la piazza principale della città, senza preoccuparsi dei cristalli di ghiaccio che nascevano sul terreno dietro di lui, in un disegno che ricalcava i suoi passi, ogni qualvolta l’estremità della staffa si posava in terra. Da quando aveva fatto il level up (level up? Che significava, poi? Bah, al diavolo quel vecchio porco – letteralmente e figurativamente – del suo maestro, le sue assurde teorie su strambi giochi e ruoli e i suoi “Yuu, il vento mi ha confidato il numero totale di HP del prossimo Boss che incontrerai”!) il suo potere si era rafforzato, ma faticava ancora a mantenerne il controllo.
«Questa città fa schifo. Avremmo dovuto accamparci fuori.» borbottò tra sé, buttandosi con ben poca eleganza seduto per terra, nell’unico punto in cui, tra le mattonelle della pavimentazione in pietra, l’erba era riuscita a trovare spazio per crescere e lo stelo di un bocciolo scivolava contro la sua coscia, lusingandola con la carezza delle sue foglie smeraldine. Le dita si posarono con delicatezza ai petali chiusi e, con quel semplice tocco, il fiore si risvegliò, sbocciando in una corona di petali di un intenso azzurro e dalla corolla giallo limone.
Sorrise, contento di poter dare la propria forza a qualcosa di così bello.
«Scommetto che diventerai una pianta forte e rigogliosa.» gli sussurrò con una dolcezza che a stento mostrava verso gli esseri umani. Si era abituato così bene alla solitudine del suo ritiro spirituale, che tornare alla civiltà era stato un colpo duro per i suoi nervi. Preferiva parlare con gli animali, con le piante o con i fiori, come in quel momento, mentre solleticava quasi con affetto i petali del fiore.
«…»
Finché, in un solo attimo di distrazione, il fiore sparì.
«Ma che…»
Yuurei spalancò sconvolto lo sguardo, fissando al suo posto il musetto soddisfatto di un furetto dalle guanciotte piene, che masticava con avidità. In piedi accanto a lui, Arya era poggiata alla propria lancia, conficcata con forza nel terreno e, tra le dita, reggeva ancora ciocche di capelli che aveva brutalmente strappato da qualche povero disgraziato che doveva aver fatto un commento di troppo al suo sedere a mandolino.
«Che cos’hai fatto?!» sbraitò lo Sciamano, agguantando il furetto per scuoterlo «Sputalo! Sputalo subito!»
«Hei, smettila di sfogare la tua rabbia su Bubbolo Quartus!» lo rimproverò Arya, colpendolo con un calcio al fianco, senza nemmeno preoccuparsi di dosare la propria forza. Sei un uomo, farti colpire senza frignare è il tuo compito! Gli aveva spesso detto, con un ghigno malevolo sul volto da mezza selvaggia. Altro che amazzone, quella doveva essere un orco di montagna!
Yuurei scattò in piedi.
«Questa è colpa tua! Perché sei una fogna e lui ha imparato a mangiare tutto quello che incontra sul suo cammino, proprio come te!» berciò, puntandola con lo stesso furetto che, squittendo, agitava le zampette, cercando di rifuggire dalla sua presa.
«Che palle, sempre a rivangare quella storia. Te l’ho già detto, non è colpa mia se la prima volta che ti ho incontrato sembravi morto!»
«Anche fosse, non puoi mangiare i cadaveri degli altri! Non è igienico!»
«Sei uno sciamano che viveva in una tribù di scimpanzé e con un maiale parlante come maestro, che ne sai tu dell’igiene?»
«Prima di tutto gli scimpanzé sono animali molto più puliti di te! Secondo, quel maiale parlante è una persona! Una strega lo ha maledetto e… bah, ma che ci parlo a fare con te!» scacciò il discorso con un gesto secco del braccio, prima di ricordarsi di lasciar libero il piccolo Quartus che, scuotendo il musetto per riprendersi, si arrampicò sulla sua spalla e si infilò sotto la stoffa calda del suo abito, per sbucare dal colletto.
Squittì ancora, come a richiamare la padrona e Arya sorrise, più morbida anche nei tratti del suo volto. Si avvicinò a piccoli passi allo sciamano, trovando posto col gomito alla sua spalla destra, mentre le lunghe ciglia corvine sbattevano con lampante innaturalezza, mostrando e nascondendo i grandi occhi grigi.
«Quindi, potremo limitarci a far pace e trovare sollievo sotto le coperte, prima di gettarci nella prossima battaglia.»
Yuurei rabbrividì tanto alla sua vista, quanto alle sue parole.
«Hai la sensualità di un cactus.» commentò, impegnandosi per mantenere lo sguardo altrove «E poi è la stessa cosa che hai detto stamattina alle guardie cittadine che hanno controllato i nostri documenti. Non sarebbe ora di darti una calmata?»
Arya si ritrasse, con una smorfia indignata che non aveva nulla di femminile, nemmeno tra i tratti delicati del suo viso di ragazza.
«Stai scherzando, ma li hai visti quegli uomini? Grazie al loro seme, le mie figlie sarebbero sicuramente sane, forti e robuste!»
«Che gli dèi ce ne scampino…»
«Umpf! Che vuoi saperne tu, che sei basso e pelle e ossa.»
«Siamo alti uguali!»
«E dovresti solo vergognarti ad essere alto come una donna!»
«MA SE SEI ALTA SEI DANNATISSIMI PIEDI*!» berciò lui, pregando intimamente perché Hailie li raggiungesse in fretta per dare loro istruzioni sulla locanda scelta e lui potesse rinchiudersi al sicuro nella propria stanza, lontano da quell’arpia formato gigante – e tutto di lei era più grande del dovuto, compreso il seno che Per gli dèi!, copriti, svergognata!
«Piuttosto…» con i nervi che minacciavano di cedere da un momento all’altro, prese un profondo respiro, rimise le dovute distanze dall’amazzone e chiese: «Sei almeno riuscita a scoprire qualcosa sullo Sprong?»
«Dici il nuovo boss da sconfiggere?»
Yuurei si coprì il volto con una mano; era evidente che Arya aveva parlato con il suo Maestro, soltanto lui poteva vaneggiare di Boss, colpi critici con chissà quali dadi magici e incantesimi di magia nera – perché non poteva essere altro! – scritti in un qualche libro oscuro chiamato Maridichallenge.
«Seah, lui.»
«In effetti sì. Quartus è riuscito a rubare un libro che parla di lui, dalla bancarella di un mercante.»
A sentire il proprio nome, il furetto scatto con un balzello oltre l'abito dello sciamano, per atterrare alla cintura dell'amazzone da cui penzolava un sacchetto con le poche monete d'oro che possedeva e una sacca di pelle più grande, abbastanza da poter contenere il libro di cui stava parlando. Lo consegnò a Yuurei, attendendo che gli desse un'occhiata.
Il ragazzo lesse qualche pagina, osservando con attenzione qualcuna delle figure che lo riempivano, poi lo richiuse con calma e fissò perplesso gli occhi dell'amazzone.
«Arya, questo è un libro di cucina.» scandì una per una le parole, fosse mai che lei potesse fraintendere. Eppure la scrollata di spalle dell'amazzone sembrò lasciar intendere che sapesse perfettamente di cosa si trattava.
«Lo so, idiota.» fece, infatti, pungolando il musetto di Quartus che, di tutta risposta, iniziò a mordicchiarle l'indice «Dove vuoi che siano indicati i modi migliori per cucinare uno Sprong, se non in un libro di cucina?»
Yuurei guardò il cielo, trattenendo a stento le lacrime.
Se quella era una prova degli dèi per testare la sua pazienza, l'avrebbe fallita senza ombra di dubbi!
Dal canto suo, Arya non sembrava minimamente preoccupata di doversi scontrare con il secondo dei quattro Guardiani. In un modo o nell'altro erano riusciti a superare il primo – certo, avevano abbandonato miseramente al suo destino l'unica Guaritrice del gruppo, ma, come si era giustificato lo Sciamano, dopo averla spinta nella pozza del temibile Burp per distrarlo: "Ci sono troppe donne in questo team, non abbiamo abbastanza assorbenti!" – e contava di riuscire a cavarsela anche con il secondo.
Il ragazzo doveva aver avuto lo stesso pensiero perché, incrociando le braccia al petto e stringendo a sé la Frozen Staff, riabbassò gli occhi di un chiarissimo verde su di lei.
«Dubito che ci andrà bene come l'altra volta.» scosse il capo, adombrato da un velo di preoccupazione «Il Maestro mi ha detto che è stato un miracolo a farci uscire dalla grotta del Guardiano dei Venticinque Oceani. Degli dèi di cui non ho mai sentito il nome hanno avuto pietà di noi. Lui li ha chiamati… Admin
«Admin? Non li ho mai sentiti.» disse Arya, rigirandosi quel nome in bocca e sentendolo quasi riecheggiare per l'intera piazza.
Yuurei annuì.
«È anche vero che quel porco ne dice tante di cazzate…»
«Non per nulla è il tuo Maestro.»
Con una vena che pulsava alla tempia, lo Sciamano mise mano alla propria staffa, fremendo dalla voglia di scagliare la forza degli elementi contro Arya e la sua boccaccia. Se non fosse stato perché anche il povero Bubbolo Quartus ci sarebbe andato di mezzo (e già troppi Bubbolo prima di lui erano morti, dando la vita per… sì, beh, più che altro per motivi futili, come farsi mangiare da una pianta carnivora nell'azzannarla a sua volta, per calmare i morsi della fame o finire portati via per sempre da un mostro alato, nel tentare di mangiare pure lui…) avrebbe lasciato che la Staffa si illuminasse del potere che risiedeva in lui.
La voce di Hailie giunse appena in tempo, prima che i due iniziassero un combattimento nel bel mezzo della città.
«Yuu, Arya! Ho trovato un posto in cui dormire e guardate cosa mi hanno dat–»
Non fecero in tempo a voltarsi nella direzione da cui proveniva la voce squillante della Sentinella che, al solito e senza che ci fosse alcun ostacolo, la ragazza cadde. Nella caduta trascinò il Power Bow in suo possesso, un arco potente, tanto potente che praticamente si incoccava e si scoccava da solo ogni volta che la ragazza percepiva il pericolo. Non per nulla, nel pericolo di quella caduta, una delle frecce scoccò, infilzando una colomba innocente che aveva avuto la sfortuna di attraversare il cielo in quel momento e terminò in una perfetta parabola, conficcata ad un soffio dei piedi dei due compagni di viaggio.
Yuurei deglutì a vuoto.
«Altro che Sprong, prima dobbiamo riuscire a sopravvivere ad Hailie…» sussurrò.
«Almeno abbiamo guadagnato la cena per stasera.» commentò Arya, pragmatica «E~… l'abbiamo anche persa.» aggiunse, quando Quartus, in una velocità straordinaria – sempre e solo quando si trattava di riempirsi la pancia – scattò al recupero della colomba, trascinandosela via, chissà dove, insieme alla freccia.
«No ma sto bene, eh, non vi preoccupate per me~» dal fondo della piazza Hailie aveva sollevato il braccio a ricordare, agli altri due, la sua esistenza.
«Sì, tranquilla, stiamo arrivando.»
Yuurei le sorrise, raggiungendola e incanalando ogni stilla di pazienza ottenuta – e ormai anche agli sgoccioli – negli anni del suo ritiro spirituale, quando il silenzio era il suo unico compagno di vita e poteva andarsene in giro nudo per la sua piccola capanna, senza temere assalti da parte della peggio ninfomane delle amazzoni o incappare in voti in una scala da 1 a Prince of Persia (che andassero all'inferno questi stranieri superdotati!) da parte della rimpianta Guaritrice Quella-con-quel-nome-lì.
Le tese la mano per aiutarla a rialzarsi in piedi e Hailie la strinse, ricambiando con un sorriso gentile.
«Grazie, Yuu.»
«Mhm.»
Avanzata con lo sciamano, Arya conficcò poco gentilmente il gomito nel suo fianco.
«Com'è che con Hailie sei sempre così gentile, eh?» sibilò, per poi allungare di colpo le mani alle braccia della Sentinella, fermandone appena in tempo l'ennesima caduta. Perché cadere da fermi era una delle specialità di Hailie.
«Senti chi parla, lei la prendi al volo quando cade, mentre io subisco i tuoi sgambetti o le tue gomitate. Che razza di donna sei?!»
Nel caso in cui il ghigno malevolo non fosse bastato come risposta, Arya scoccò la lingua contro il palato, si strinse nelle spalle con una finta espressione candida che sembrava più spaventosa che altro e chiocciò: «Dovresti ringraziarmi che non ho ancora cercato di scuoiarti nel sonno, per rivendere la tua pelle a qualche mercante e potermi finalmente comprare l'armatura che sogno da mesi.»
Yuurei la guardò incredulo.
«Da ora in poi tu dormi nella più remota delle stanze. Anzi, in soffitta. Legata. Con un masso incatenato alle caviglie. E senza armi.»
«Ehm, volevo giusto parlarvi delle nostre stanze.» si inserì Hailie, con un tono nervoso che non prometteva nulla di buono «Non c'erano posti alla locanda, ma il proprietario si è offerto di lasciarci dormire nelle stalle e ho pensato fosse meglio che niente.»
«…»
Lo Sciamano sollevò gli occhi al cielo.
«Il vostro modo di mettermi alla prova è crudele, sappiatelo.»
Dispiaciuta, la Sentinella si ricordò di qualcosa che avrebbe tirato su il morale del ragazzo. Raccolse da terra il proprio arco, sistemandolo in spalla insieme alla faretra e alle frecce e recuperò la sacca piena dei suoi averi, compreso un grosso libro dalla copertina di cuoio e dall'aspetto antico.
«Ecco qui. L'ho trovato nella bottega dell'armaiolo, mi ha detto che per molti avventurieri è stato utile e che avrebbe potuto aiutarci a preparare una strategia contro il Guardiano dei Dodici Cieli.»
Yuurei lasciò la Staffa in equilibrio contro la propria spalla e prese il libro, aprendolo.
Arya gli si fece accanto, affacciandosi sulle pagine ingiallite dal tempo e, insieme, lessero a fatica tra le lettere vergate in un inchiostro dorato quasi del tutto sbiadito: «Manuale… dei… mostri… di… D&D…»
Si guardarono l'un l'altra e lo Sciamano girò pagina, ritrovandosi davanti niente meno che il disegno dell'enorme pennuto dal piumaggio rado e grigiastro!
«È lui!» esclamò!
«Visto, te l'avevo detto!»
Allora, forse, c'era davvero speranza! Forse gli dèi avevano voluto premiarlo per la forza di volontà che aveva dimostrato di possedere.
«…»
«…»
«…»
Dopo parecchi minuti di silenzio, passati a fissare la stessa pagina, Arya fu la prima a riprendere parola: «E' una mia impressione o questo cosiddetto manuale è scritto nella lingua perduta del popolo dei Nerd?»
Yuurei represse un singhiozzo, mentre Hailie guardava confusa la marea di strani vocaboli che si susseguivano uno dopo l'altro: d20, d4, 1+d6, droppare e oneshottare.
«…non… non capisco… nemmeno una parola…» biascicò la Sentinella.
E Yuurei ebbe la conferma definitiva che gli dèi non lo stavano mettendo alla prova, ma, semplicemente, ce l'avevano con loro e pure parecchio.


*6 piedi = poco più di 1,80m
 
 
Current Mood: accomplishedaccomplished
Current Music: Popular - Wicked musical