?

Log in

No account? Create an account
 
 
28 July 2014 @ 10:19 pm
[Haikyuu!!] Ruffled feathers and colored eggs  
Character: Kiyoko Shimizu; Yuu Nishinoya; Asahi Azumane; Tobio Kageyama; Shouyou Hinata; Kei Tsukishima;
Pairing: AsahixYuu { asanoya - platonic }; TobioxShouyou { kagehina - platonic };
Genre: Fluff;
Warning: au; shounen-ai;
Prompt: Animale Domestico
Word: 1.331
Note: Mi ero ripromessa di scrivere su Daiya no A, ma dopo aver visto una fanart su Haikyuu [here] non ho resistito, tanto più che il prompt di spokon_69minIta sembra così calzante. Risultato, la fic l'ho scritta, per la challenge invece sono arrivata spaventosamente in ritardo. E te pareva!
Disclaimers: I personaggi di Haikyuu!! appartengono a chi di diritto.
Scritta per la challeng @spokon_69minIta


Kiyoko non ha mai avuto le idee chiare sulla scelta degli animali domestici; fin da bambina è abituata a portare a casa ogni tipo di animale: una lucertola dalla coda strappata, un ranocchio che ha perso l'orientamento o un aquilotto troppo lontano dal suo nido di montagna.
Entrata nell'adolescenza, sua madre si è ormai abituata alle sue stravaganze e, quando la vede tenere tra le braccia il proprio maglione arrotolato intorno a qualcosa, quasi spera si tratti di un neonato. O di qualcosa di cui possa finalmente gestire la presenza, senza timore di ritrovarselo a saltellare in casa o strisciare sotto il tavolo della cucina.
Le sue speranze vanno in frantumi quando, dal maglione, vede spuntare due occhietti nero carbone in mezzo ad un piumaggio altrettanto corvino. Ecco, corvino è la parola giusta.
«Kiyoko, non vorrai fare di nuovo da babysitter ad un uccello, vero?» le domanda, con un sospiro in cui racchiude tutta la propria rassegnazione. Sa già che allo sguardo della figlia cederà.
«Posso?»
Anche a casa, Kiyoko non parla mai più del dovuto, nasconde tutto dietro alle lenti di vetro degli occhiali e all'espressione indecifrabile del suo volto da bambola e sua madre non può fare altro che capitolare.
«Perché, per una volta, non puoi portare a casa un gattino, come qualsiasi altra ragazza della tua età?»
Ma lei ha già smesso di ascoltare e si affretta a raggiungere la propria stanza, richiudendosi la porta alle spalle, assicurandosi che la finestra sia chiusa e, con cautela, lascia scivolare il maglione sulla scrivania. Quando le pieghe di cotone si distendono, il corvo ospitato dalla divisa ruota il muso allarmato, cercando di spalancare le ali per fuggire via; accanto a lui, un secondo corvo, visibilmente più piccolo e con una striatura più chiara che ridipinge un ciuffetto di piume sul capo, becchetta piano il suo fianco, cercandone l'attenzione, prima di sollevare gli occhietti scuri su Kiyoko.
Lei gli sorride, carezzandone il piumaggio con la punta delle dita e, per un attimo, ha l'impressione che il piccolo corvo traballi sulle zampe e rischi di svenire per l'emozione? Scuote il capo, facendo del proprio meglio per sistemare al caldo del maglione anche le tre uova recuperate dai piedi di uno degli alberi che costeggiano la via di casa, cadute dal nido insieme ai due corvi.
Quando si accorge che i due la stanno fissando, il più grande ancora allarmato e il più piccolo stranamente calmo, vorrebbe dir loro qualcosa, rassicurarli, promettere che farà in modo di farli volare ancora - tutti e cinque, se possibile - ma il volto le esplode nel rossore dell'imbarazzo e, tutto quello quello che riesce a fare, è un inchino elegante. Sparisce subito dopo, correndo via, per poter recuperare tutto il necessario per la loro cura.

~

Se un corvo potesse piangere, Yuu sarebbe già in lacrime, singhiozzando per la bellezza dell'umana che li ha raccolti.
«L'hai vista Asahi? E' un angelo!» esclama, in un gracchiare agitato a cui fa seguire il movimento delle ali. Si solleva di qualche centimetro dal maglione e, per un attimo, gli sembra davvero di poter volare, ma non dura molto che ricade di nuovo tra le trame morbide della divisa, accanto ad un Asahi terrorizzato.
«N-non dovremmo pensare a fuggire?» gracchia, passando piano il becco sull'ala spezzata. Non ce la farà mai a volare via in quelle condizioni.
«Tranquillo, fifone, sono sicuro che quello splendido angelo non ci farebbe mai del male. E poi ci penserò io a proteggerti.» spalanca le ali e, anche se è così piccolo rispetto ad Asahi - e a tutto ciò che lo circonda -, ci sono volte in cui al più grande sembra possa sostenere qualsiasi peso. Perfino quello delle tre uova non ancora schiuse. «Dobbiamo anche pensare a questi tre.» l'ala sinistra si posa sulla cima di una delle uova, la più chiara, dalle venature aranciate che attraversano verticalmente il guscio.
E' calda, tutte e tre lo sono, ma quella in particolare è la più calda di tutte e può sentire l'impazienza del pulcino, il suo desiderio di nascere e uscire al mondo.
Asahi si avvicina zampettando guardingo, pur trovando stranamente confortevole la morbidezza del maglione che li ospita tutti e cinque.
«Credi che gli altri si siano accorti della nostra mancanza?»
Yuu non risponde, catturato invece da una crepa aperta sull'uovo.
«Si sta schiudendo.» mormora, prima che se ne apra una anche sul secondo uovo, quello più scuro in cui le venatura sono di un blu profondo e si concentrano intorno alla cima, nel disegno di una corona di spine.
Istintivamente si è spinto completamente contro Asahi e l'ala sana del più grande lo ha circondato in un abbraccio di piume che, viste da vicino, non sono completamente nere, hanno invece un bel colore di fuliggine stemperata.
Yuu ridacchia a guardare l'uovo dalle sfumature arancioni che saltella letteralmente sul posto: si muove dondolando da una parte all'altra, tremacchiando per deboli colpetti dall'interno e poi di nuovo saltella, quasi volesse spiccare il volo.
L'uovo più scuro, invece si mantiene dritto e i due corvi possono quasi vederlo il pulcino, all'interno, che picchietta con vigore per uscire, facendosi spazio a forza nel guscio, aprendo altre crepe.
«Sugoi~ Sembra una gara a chi uscirà per primo!»
A differenza delle prime due, il terzo uovo non dà cenno di vita. E' questo a catturare l'attenzione di Asahi, il pensieri che possa non nascere nulla lo preoccupa, ma, all'improvviso, con un singolo colpo del becco nel guscio si apre un buco e, silente, un occhietto lo spia da dentro, dandogli la pelle d'oca.
«Hiii!» agita l'ala sana, cercando protezione in Yuu, ma il corvetto è troppo occupato con la nascita degli altri due, ormai imminente.
«Non ti agitare Asahi, voglio vedere come va a finire!»
Altre crepe aperte, altri colpetti decisi del becco e, contemporaneamente, i due pulcini spalancano a fatica alette minuscole, appiccicate dal liquido amniotico, presentandosi ai suoi occhi con espressioni che sono l'una l'opposto dell'altra.
Non è soltanto il guscio ad avere striature rosse, ma anche il piumaggio del più piccolo della cucciolata che si affaccia sulla metà di guscio ancora intatta, guardando trionfante i pezzi dell'uovo che ha sparpagliato tutto intorno. Ha occhietti brillanti, di un'ambra impreziosita dalla curiosità delle occhiate che tira intorno, avendo già la pretesa di parlare, anche se tutto quello che ne esce sono gracchiate inconsistenti fatte più d'aria che di voce, simili a dei "gwah" riusciti male.
L'altro pulcino non è altrettanto entusiasta, nato con l'espressione tronfia di chi si è fatto strada da solo e da solo può continuare a vivere, ha regalato immediatamente un'occhiata truce a Yuu. Ha il piumaggio arruffato, di un nero profondo e sulla nuca è rimasto il cappuccio del guscio a fargli da copricapo, quasi ad incoronarlo come re dei pulcini.
«Wow, tu sì che fai paura.» commenta Yuu, che in realtà non ha paura di niente, a differenza di Asahi, ancora alle prese con l'ultimo uovo da cui ormai l'ultimo pulcino è nato.
«Yuu~» pigola vergognosamente «Perché questo continua a guardarmi male?»
«Non ti si può lasciare un attimo da solo, Asahi.»
Ma il corvo più grande, forse, non ha tutti i torti. Nascosto ancora dall'uovo, il terzo pulcino lo spia dalla fenditura aperta, con un piumaggio che si fa bizzarro intorno agli occhi e dà quasi l'impressione indossi un paio di occhiali da vista. A differenza degli altri due, riesce già ad esprimersi e con una smorfia annoiata volta il musetto di lato, accompagnato da un «Tsk.» che vale più di mille parole.
Asahi ringrazia di essere un corvo - anche se momentaneamente menomato -, se fosse stato un umano, a quest'ora avrebbe avuto serie difficoltà a trattenere le lacrime e le urla di paura, anche se, ora che lo sguardo torna su Yuu, è già tornato tranquillo e si sente di nuovo in grado di volare, anche con un'ala rotta.
Yuu spalanca le ali davanti ai tre pulcini (con quello dalle sfumature rosse che è rotolato completamente fuori dal guscio, sbattendo contro quello nero e, tremante, lo guarda mentre gli avvicina il becco al musetto e, burberamente, gli alliscia il piumaggio) e sorride. O qualsiasi cosa significhi sorridere, per un corvo.
«Benvenuti nella nostra squadra
Sono così tanti ora che, se contano anche quelli rimasti nel bosco, potrebbero davvero mettere su una squadra di pallavolo, con tanto di riserve.
 
 
Current Mood: anxiousanxious
Current Music: Tiking bomb - Aloe Blacc